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Becherovka, il liquore: la tredicesima sorgente di Karlovy Vary

Quando nell'anno 1965, a Karlovy Vary, dopo tantissimi anni, venne scoperta una nuova sorgente termale, in ordine numerico tredicesima, avrebbe dovuto portare il numero d'ordine del suo ritrovamento. Il “tredici", però, era già occupato, poiché per lunghi anni è stata la Becherovka ad essere chiamata in questo modo, e così la nuova sorgente ottenne l'appellativo di Seconda fonte di Venceslao.

La Becherovka è indubbiamente il liquore ceco più conosciuto. La sua fama si diffonde ormai da due secoli grazie al suo gusto piacevole e grazie al buon lancio commerciale che ne sottolinea gli effetti curativi. Dopotutto, la Becherovka è nata in una farmacia di Karlovy Vary, ad opera del locale farmacista Josef Becher e del medico inglese Frobrig il quale, all'inizio del XIX secolo, stava accompagnando il conte Plettenberg durante il suo soggiorno termale. All'epoca era normale che le famiglie alto-borghesi di Karlovy Vary prestassero alloggio agli ospiti delle terme. Mentre il conte si curava, il suo medico col padrone di casa inventavano pozioni e decotti. Prima della partenza, il medico suggerì al suo ospite e collega una ricetta per un liquore alle erbe che considerava promettente. Il farmacista perfezionò la ricetta ed in base a questa già nell'anno 1807 cominciò a produrre gocce stomatiche il cui nome era dedotto dalla madrepatria di entrambi gli inventori della ricetta - Carlsbad Englisch Bitter. Ai pazienti piacevano a tal punto che col tempo non le prendevano più a gocce ma a bicchierini e, dal momento che si vendevano nella farmacia di Becher, cominciarono a chiamarle Becherbitter, alla ceca Becherovka.

Per una serie di generazioni la ricetta segreta passò di padre in figlio e quasi ognuno dei Becher aggiunse qualcosa di suo per accrescere la notorietà del liquore dolce-amaro. Il figlio Johann commissionò presso suo cognato K. Laub il disegno della bottiglia, oggigiorno rinomatissima, verde e piatta, e le etichette originali. Il nipote Gustav fece registrare il marchio di fabbrica “Johann Becher", dedicato alla memoria del defunto padre. Gustav introdusse anche la vendita dei piccoli bicchierini di porcellana bianca che assomigliavano a prima vista agli allora molto in voga calici termali per le acque minerali, evocando così gli effetti curativi, che dovevano essere propri anche alla tredicesima fonte di Karlovy Vary.

La bicentenaria tradizione della fiorente ditta fu diverse volte gravemente in pericolo. Durante la seconda guerra mondiale il proprietario ed erede dell'azienda cadde sul fronte e dopo la guerra la famiglia tedesca dei Becher, nell'ambito del forzato esodo dei tedeschi, venne costretta a trasferirsi in Germania, dove portò anche la ricetta segreta. Una copia della ricetta, o forse l'originale, restò nell'azienda che venne nazionalizzata. Nell'anno 1999 l'originaria ditta Becher di Karlovy Vary fece nuovamente fusione con la filiale alienata a forza e, col nome di Industria liquoriera Jan Becher di Karlovy Vary, continua nella sua tradizione bicentenaria.

Per i visitatori bramosi di conoscere a fondo Karlovy Vary, è aperto il museo Jan Becher. Lì, a parte gli interessanti pezzi esposti da vedere, viene offerto anche un gustoso assaggio. Qui anche i comuni visitatori possono venire a conoscenza di un qualcosa che riguarda la produzione misteriosa del liquore. Il segreto che sta alla base sono circa venti tipi di spezie ed erbe aromatiche, miscelate in proporzioni particolari. L'origine di questi ingredienti è in parte esotica, in parte locale. La miscela viene fatta macerare per una settimana nell'alcool e poi questo estratto, diluito con acqua e con aggiunta di zucchero, deve restare a stagionare per due mesi in botti di rovere. Alla fine il contenuto delle botti viene mescolato assieme - gli esperti chiamano questo passo fidanzamento - e poi finalmente travasato nelle verdi bottiglie - grosse, piccole e piccolissime, che viaggiano verso i consumatori affinché questi possano brindare alla salute.

Fonte: Ente Nazionale Ceco per il Turismo
Ufficio Stampa - Zuzana Rolna
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 Pubblicato da - 13 Gennaio 2010 - © Riproduzione vietata

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