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Le foto di cosa vedere e visitare a Dover

Dover e le sue bianche scogliere, viaggio nel Kent

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Se il nome delle sue coste ha fatto il giro del mondo, e tutti conoscono “le bianche scogliere di Dover”, un motivo dovrà pur esserci. Lo si capisce appena si visita di persona Dover (da non confondere con la Dover Capitale del Delaware), all’estremità meridionale del Regno Unito, affacciata all’omonimo stretto: un’importante città inglese di 40 mila abitanti e maggiore porto del Kent, a soli 34 km di distanza dalla Francia, resa preziosa da un paesaggio unico. Il contrasto di luci e di colori è degno di un dipinto romantico: il bianco delle scogliere ammicca sotto il cielo mutevole della Gran Bretagna, così espressivo e fondo, spesso carico di nuvole gonfie.

Le scogliere rappresentano il capolavoro di questo lembo di Inghilterra: a pochi passi dalla città troneggiano lungo la costa lasciandosi schiaffeggiare dalle onde, antiche e fiere, alte fino a 105 metri. Nate circa 136 milioni di anni fa, generate dal’accumulo di detriti sul fondo dell’oceano, sono fatte in buona parte di calcare: ecco perché la luce, rimbalzando sulla superficie rocciosa, diventa abbagliante quanto la spuma del mare. Soggette a una continua erosione, che si protrae ancora adesso, le scogliere vanno ammirate con prudenza, mantenendosi a qualche metro di distanza dai precipizi: se non si presta sufficiente attenzione, nulla vieta che una parte di roccia decida di spostarsi o precipitare proprio quando si passeggia sul suo dorso.

Anche la città di Dover, benché molto più giovane delle sue scogliere, ha alle spalle una lunga storia. Fondata in età preistorica nei pressi del ruscello Dour, Dover diventò un importante centro commerciale dell’impero romano e venne dotata di strutture difensive, strade, ma anche teatri, stazioni termali e templi in abbondanza. Proprio qui sorge la dimora romana meglio conservata del paese, la celebre Painted House (Casa Dipinta). Nei secoli seguenti non mancarono le invasioni e i cambi di padrone: vi approdarono le tribù anglosassoni e i normanni, e qualche volta nacquero contrasti con i vicini francesi. In età moderna Dover ha confermato la sua importanza, come porto britannico e collegamento con la Francia, e venne trasformata in una grande base navale da Winston Churchill, che temeva l’invasione di Adolf Hitler; allo stesso tempo il litorale inglese orientale venne fortificato, ma non si poterono evitare i bombardamenti della Luftwaffe che distrussero edifici e vite umane. Durante la seconda guerra mondiale al porto di Dover sbarcarono gli alleati superstiti al disastro di Dunkerque.

Oggi le ferite della guerra sono rimarginate: Dover è una città vitale e accogliente, che unisce il fascino fresco dei porti alla bellezza raffinata dei centri culturali. Vi si trovano numerosi monumenti e palazzi storici degni di nota, a partire dal suo famoso Castello. Fondato ancora prima dell’età romana, venne usato come forte dai sassoni e ampliato da Guglielmo il Conquistatore, ma solo nel Duecento cominciò ad assomigliare al maniero di oggi. Il Castello rappresenta uno degli edifici storici meglio conservati di tutto il mondo, e non stupisce la fila di turisti pronti a visitarlo anno dopo anno.

Il porto di Dover non è meno rappresentativo. Da tempi immemorabili ha costituito il cuore pulsante della città, sempre brulicante di persone provenienti da lontano, meta o punto di partenza per viaggi avventurosi. Pescatori, navigatori, commercianti e combattenti si incontravano sulla banchina e slegavano le loro imbarcazioni, pronti a navigare verso l’orizzonte: persino Riccardo Cuordileone sbarcò da Dover per andare a condurre la Terza Crociata. All’inizio del Seicento fu emanato dal re Giacomo I il “Royal Charter”, che migliorava l’efficienza del porto affidandone il controllo alla “Warden and Assistants of the Port or Harbour of Dover", e col tempo furono costruiti molti moli aggiuntivi. Attualmente si distinguono due zone, quella degli Eastern Docks in cui sostano le navi per il trasporto delle automobili e dei passeggeri in Europa, e quella dei Western Docks per le navi veloci e da crociera.

... Pagina 2/2 ... Immortalate da poeti, cantanti, scrittori, e dai numerosissimi turisti che vi scattano fotografie ogni anno, le bianche scogliere di Dover sono uno dei luoghi simbolo dell’Inghilterra, situate all’estremo sud del Regno Unito, laddove approdano i visitatori in arrivo col traghetto dalla Francia. Un panorama affascinante, grazie al magnifico contrasto tra la roccia candida e il mare blu, ma anche un luogo carico di significato storico, dal momento che nei secoli si sono verificati proprio qui moltissimi tentativi di invasione dell’Inghilterra. Ma agli ospiti interessa di più la bellezza mozzafiato di questo costolone di gesso, che si sviluppa per 15 km a est e a ovest di Dover e raggiunge un’altezza di 300 metri.
In alternativa, per chi ama camminare, c’è una bella strada panoramica che porta al Dover Castle e alle bianche scogliere.

Per tutto l’arco dell’anno Dover è animata da eventi culturali e manifestazioni di vario tipo. Da non perdere l’estivo Sandwich Festival, il Deal’s Music Festival e il Folk Festival dedicato alle tradizioni più rappresentative di questa zona della Gran Bretagna.

Il clima di Dover, come in gran parte dell’Inghilterra e del Regno Unito, è di tipo oceanico, con temperature moderate e precipitazioni diffuse per tutto l’anno ma non molto abbondanti. Le temperature medie di gennaio vanno da una minima di 0°C a una massima di 6°C, mentre quelle di luglio e agosto variano tra i 13°C e i 21°C. Le precipitazioni si mantengono mediamente tra i 20 e i 60 mm di pioggia mensili.

Dover sorge 110 km a sud di Londra: raggiunta la capitale inglese in aereo ci si può dirigere verso il centro o il porto di Dover mediante l’autostrada M2, seguendo la A2 in direzione Dover, oppure con la M20 sempre seguendo le indicazione che dalla A20 conducono a Dover. Le due zone portuali (Eastern & Western Docks Ferry Terminals)sono ben segnalate.
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