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Ubrique, sulla strada delle Cittą Bianche in Andalusia

Ubrique, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Ubrique è un pittoresco villaggio, il più grande fra quelli che costituiscono una delle tappe della rutas de los pueblos blancos in Andalusia. Situata nella valle del Fiume Ubrique nella regione montuosa di Ronda, nella provincia di Cadice, è spettacolarmente adagiata ai piedi dello sperone della Cruz de Tajo, la cui mole sembra incombere minacciosa sul centro abitato.

Questa incantevole e tranquilla cittadina è caratterizzata da strade strette e tortuose, piccole piazze con fontane e case prevalentemente dipinte di bianco che riflettono la dominazione araba a cui è stata assoggettata per oltre sette secoli questa parte di Spagna. Tra i monumenti più belli di questa piccola città vi sono la Fontana Barocca pubblica e la Fontana delle Nove Canne, in stile moresco. La maggior parte dei ristoranti e dei locali sono dislocati lungo la via principale, Avenida Dr. Solis Pascual.

Ubrique è situata nel punto in cui si uniscono i parchi naturali di Grazalema e Los Alcornocales, all'interno dei quali è possibile fare dei grandiosi percorsi di trekking, alcuni dei quali sono inseriti nel GR7. Nei dintorni si trova il sito archeologico antico romano di Ocuri, dove è conservato un raro esempio di columbarium, un deposito di urne funerarie. Non distante si trova il Castello di Fatima (in antichità detto Fortezza Cardela), un antico castello moresco ora in rovina.

Da oltre un secolo, Ubrique è nota in tutto il mondo per la sua produzione di pelletteria di alta qualità per marchi come Luis Vuitton, Gucci e altre prestigiose firme del mondo della moda e del lusso. Già nel XVIII secolo vi erano diverse fabbriche che lavoravano la pelle, seguendo la tradizione musulmana. Per celebrare questa importante tradizione è stato aperto il Museo de la Piel, in Avenida Herrera Oria, all'interno di un monastero barocco del XVII secolo, voluto da Rodrigo Ponce de Leon, Duca di Arcos, lo stesso che nel 1485 riconquistò Ubrique strappandola ai Mori, che da lì a pochi anni avrebbe abbandonato definitivamente la Penisola Iberica.

In seguito il monastero fu incendiato dall'esercito francese durante la Guerra d'Indipendenza, ricostruito e di nuovo raso al suolo dal fuoco durante la Guerra Civile nel 1936. In seguito è stato ricostruito e riportato all'antico splendore. Il museo esibisce antichi utensili e macchinari per la lavorazione della pelle e una mostra di pregiati manufatti esposti come fossero dei quadri. Al piano superiore del museo viene mostrato come dalla pelle si ricavano borse e altri articoli di pregio.

La chiesa dell'antico monastero ha invece conservato il ruolo per il quale era stata concepita. Dotata di una navata con soffitto a volte e una cupola emisferica sopra al presbiterio, ospita sull'altare maggiore la scultura seicentesca di Nostra Signora dei Rimedi, la venerata patrona di Ubrique. Ai lati della statua vi sono le figure dell'Arcangelo Raffaele e di Santa Teresa, mentre sopra vi è una pala d'altare con dipinti che raffigurano Cristo Risorto e l'Arcangelo Michele e la Pietà, entrambe opere del XVIII secolo. Altri edifici religiosi interessanti sono la Ermita di San Antonio, dotata di tre finestre sovrapposte e di caratteristiche lesene rosse nella parte superiore che funge anche da torre campanaria, la Chiesa di San Juan de Létran e il Convento dei Cappuccini.

A dare lustro ultimamente a questa cittadina è stato il suo figlio prediletto Jesulin de Ubrique, grande torero degli anni '90 ora ritiratosi, la cui fattoria Ambiciones, dal nome del primo toro ucciso, è appena fuori città. Ovviamente, Ubrique ha un'importante tradizione taurina e al campione locale sono stati intitolati l'arena in Viale Jesulin de Ubrique, il Museo Taurino e un'associazione culturale.

La festa cittadina più importante è quella legata alla citata patrona e si tiene il secondo fine settimana di settembre. Un altro evento molto sentito è il Carnevale, che si conclude con l'Entierro del Patacabra, un utensile usato per lavorare la pelletteria. Sempre legata alla tradizionale lavorazione della pelle è anche la Romeria di San Isidro, che si svolge l'ultima domenica di maggio.
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