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Olvera (Spagna) il borgo sulla strada delle Cittą Bianche in Andalusia

Olvera, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Olvera è una dei centri più caratteristici della “Strada delle Città Bianche” dell'Andalusia, situata nella provincia di Cadice. Come il nome fa intuire, il territorio che la circonda è caratterizzato da molti olivi, la coltura tipica della zona a cui è stata riconosciuta la denominazione d'origine. Olvera è anche una delle tappe della Via Verde della Sierra, un sentiero di 38 km ricavato da un tratto ferroviario in disuso, adatto anche ai bambini, che attraversa alcune gallerie.

Come succede per molti altri centri andalusi, Olvera ha radici arabe, riconquistata del 1327 e da allora parte del regno di Castiglia. Nel 1983 è stata dichiarata città di interesse storico-artistico per via delle numerose chiese e monumenti in città ma anche per l'intensa vitalità culturale, caratterizzata dalla Settimana Santa e dal Lunedì di Quasimodo, considerato il più antico festival della provincia, risalente ai ringraziamenti per la fine di una siccità nel 1715.

La cittadina pullula di chiese, la più importante delle quali, come testimonia anche la sua posizione dominante, è la Nostra Signora dell'Incarnazione. Costruita nella prima metà dell'Ottocento in stile neoclassico dove in epoca moresca vi era una moschea e in seguito una chiesa gotica, di cui è stato conservato l'abside. Esternamente presenta due torri gemelle, internamente tre navate riccamente decorate con marmo italiano, di cui le due laterali, più basse di quella maggiore, hanno le volte a botte.

Meno elaborato ma più antico è il Santuario della Nostra Signora dei Rimedi, situata a un paio di chilometri dal centro cittadino e circondato da oliveti. Al suo interno custodisce la statua – che risale al XIII secolo - della Vergine, patrona della città e una delle poche canonicamente riconosciuta. È qui che si tiene il Festival del Lunedì di Quasimodo, il secondo lunedì dopo Pasqua.

Ancora più semplice è la chiesa della Nostra Signora del Soccorso, in stile gotico-moresco. Costruita verso la fine del XVII secolo, fu distrutta dai fulmini nel 1945 e lasciata in rovina fino al 1970, data in cui venne ricostruita. Interessante anche il convento di Caños Santos, caratterizzata dalla chiesa e dal chiostro. Nei suoi dintorni si trova la grotta ove, secondo la credenza locale, apparve la Vergine di Caños Santos, in seguito trasferita a Cañete La Real, villaggio di cui è la patrona.

Non ci sono solo chiese a Olvera. Innanzitutto sul punto più alto della città a 623 metri, si erge il castello arabo, dalla forma di triangolo allungato che segue che la conformazione della roccia sulla quale è stato costruito. Eretto nel XII secolo, nel tempo ha visto interventi di stile diverso. Ma la parte più caratteristica è il Quartiere Villa, un dedalo di viuzze, case bianche e curve cieche di tipica concezione araba, tra le quali perdersi o cercare spunti fotografici è un vero divertimento.

È in questa zona che si trova la Casa della Cilla, di datazione incerta, l'antico granaio e magazzino di raccolta di frutta e vegetali utilizzato dai Duchi di Osuna, in passato adibito anche a carcere femminile. Ora ospita un museo, l'Ufficio Turistico e una sala mostra. La cucina locale è piuttosto varia: spazia dagli insaccati a piatti tipici a base di patate, cipolle, asparagi e altri vegetali, ma il re incontrastato di questa terra è, inevitabilmente, l'olio.
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