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Osuna (Andalusia): cosa vedere nell'antica cittadina romana

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Le piantagioni di cotone, i campi di grano e gli uliveti si stendono a perdita d’occhio al cospetto di Osuna, città andalusa di 18 mila abitanti, appollaiata in cima a un colle affacciato su una grande pianura. Incastonata tra il corso del Guadalquivir e la Cordigliera Betica, nel sud della Spagna, Osuna ha alle spalle una forte tradizione agricola e i caratteri da antico borgo, ma ultimamente ha saputo fare del turismo un’altra importante risorsa. Merito dei suoi monumenti, del clima gradevole e delle attrazioni nella regione circostante, costellata di città interessanti, località marittime e bei paesaggi.

I resti archeologici conservati nei musei, così come i palazzi della città, raccontano il passato di Osuna sin dall’epoca preistorica, ripercorrono l’età romana e rievocano la dominazione araba. Della cultura araba si sono conservate architetture rappresentative, come la torre dell’acqua (torre de Agua), realizzata nel basso medioevo dagli Almoadi e dichiarata monumento nazionale, attuale sede del Museo Archeologico. Inaugurato negli anni Sessanta, quest’ultimo raccoglie testimonianze romane e iberiche e riproduzioni di oggetti conservati ai musei archeologici di Madrid e Parigi.
Ripresa dai cattolici alla fine del medioevo, Osuna conobbe un momento particolarmente fiorente tra Cinque e Seicento, quando si riempì di edifici rinascimentali e barocchi.

Come il complesso costituito dal Panteon Ducale, l’Università e la Collegiata di Osuna, che occupano una posizione preminente sul resto della città. Il Panteon Ducale, come suggerisce il nome, ospita i sepolcri degli antichi Duchi di Osuna sin dal 1545, quando vennero realizzati la cappella e il cortile in stile rinascimentale andaluso.

L’Università, fondata nel 1548 per volere del conte di Ureňa e gestita dai Gesuiti, vanta tra i suoi studenti il teologo Louis de Molina, vissuto nella seconda metà del Cinquecento. Chiusa nel 1807 e riaperta nel 1993, ha un bel portico rinascimentale e un’aula magna sontuosa, con soffitto a cassettoni e affreschi.

La Collegiata di Santa Maria risale all’incirca allo stesso periodo, e ha infatti uno stile rinascimentale plateresco (che significa “ornato, ricco”, simile ai decori dell’argenteria, e deriva dal termine spagnolo “plata”, cioè “argento”). All’interno sono conservate tele di importanti pittori cinque e seicenteschi, come José de Ribera soprannominato lo Spagnoletto, Luca Giordano e Alonso Cano, le cui opere si trovano nel Museo di Arte Sacra allestito nella sacrestia. Juan de Mesa è autore della scultura del Cristo della Misericordia visibile nella Cappella dell’Immacolata.

Un altro edificio di gusto barocco è lo splendido monastero dell’Encarnaciòn, con settecenteschi ornamenti in ceramica e le sculture della scuola di Alonso Cano. Altri luoghi di culto interessanti sono il convento de Agostinos del XVI secolo, la Iglesia de San Carlos el Teal del XVIII secolo, la Iglesia de San Pedro del XVI secolo e tante altre chiese, cappelle e conventi di varie epoche.

... Pagina 2/2 ... L’architettura civile vanta i palazzi del Marchese della Gomera, de Giovantes y Herdara e della famiglia Cepeda, la Casa Consistorial del 1533 e il Posito Municipal del Settecento, ex granaio e ospedale per gli infermi durante la guerra di Cuba.

Nella Plaza Mayor incontrerete il monumento simbolo della città, il Toro de Osuna, mentre in Plaza de Abastos, dove un tempo sorgeva il convento di San Francesco ormai distrutto, viene allestito il mercato cittadino. Da vedere anche Plaza de Toros, che nel 2004 ha festeggiato i suoi primi cento anni, storica sede di corride e feste dedicate ai tori.

A proposito di feste, a Osuna potrete assistere a eventi e manifestazioni di grande interesse turistico e culturale. Sono particolarmente sentite le celebrazioni della Settimana Santa, come in ogni località andalusa che si rispetti: anche qui la Domenica delle Palme le case vengono addobbate a festa, e i giorni successivi, fino al Venerdì Santo, le confraternite cittadine sfilano per la città con i pasos, i gruppi lignei che rappresentano le scene della Passione di Cristo, intonando canti tradizionali.
È suggestivo anche il Certamen de Tunas, una sfida musicale tra studenti universitari, che abbigliati alla maniera rinascimentale allietano il pubblico con serenate e antiche cantilene.

Durante le feste e non solo potrete gustare le delizie della cucina dell’Andalusia. Abbondano le ricette a base di pesce e i bolliti, come l’ardoria, preparato con pane, olio, prosciutto, uovo bollito, pomodoro e aglio, e l’ursaonés di maiale, insaporito con cipolla, porro, ceci e carote. Le signore andaluse preparano in casa la carne con le patate stufate, lo stufato di piselli e fave e le repapalillas di baccalà, uova, farina, latte, prezzemolo, aglio e cipollotti; nel monastero della Encarnaciòn, invece, le monache preparano e vendono dolciumi fragranti.

Osuna è facilmente raggiungibile da Siviglia, un centinaio di chilometri a ovest, dove sorge l’aeroporto internazionale più vicino. Da qui gli autobus, in partenza dalla stazione di Prado de San Sebastian, arrivano a Osuna in un’ora e un quarto, mentre in treno impiegherete un’ora circa.

A destinazione verrete accolti da un clima piacevole, mite in inverno e caldo in estate, con tanto sole nella bella stagione. Le temperature medie di gennaio vanno da una minima di 6 a una massima di 15°C, mentre quelle di luglio e agosto variano tra i 20 e i 35°C. Le precipitazioni raggiungono i valori medi massimi in marzo e in dicembre, quando piove 8-9 giorni al mese.
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