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Loja (Spagna): visitare l'antica cittą dell'Andalusia

Loja, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L'origine della città di Loja, come testimoniano alcuni documenti storici, è molto antica. Viene infatti citata in alcuni testi come Alfeia dai Fenici e come Tricolia dai Romani, ma il suo nome attuale si deve alla dominazione araba, che le cambiò il nome in Lauxa, evolutosi poi in quello odierno.

Situata quasi a metà strada tra Granada (55 km) e Malaga (72 km), in una posizione strategica di collegamento tra l'Andalusia orientale e quella occidentale, nella Spagna meridionale, Loja è sempre stata una località contesa da più fronti militari e politici.
Passati gli anni delle conquiste e delle distruzioni – la città venne infatti rasa al suolo da Fernando III nel XIII secolo – oggi Loja si presenta ai suoi visitatori come la Ciudad del Agua (Città dell'Acqua): esistono oltre 100 fonti censite nel suo territorio comunale, alcune delle quali storiche portatrici di acqua anche nei momenti più difficili di aridità.
La cittadina sorge nella valle del fiume Genil in un territorio caratterizzato da un alternarsi di vallate e sierras lungo i quali si susseguono ruscelli e fiumiciattoli, e deve la sua conformazione urbana alla dominazione araba in epoca altomedievale.

Tra i molti punti d'interesse che la località può vantare, le fontane sono certamente una delle principali attrazioni. Di queste, la fuente de los 25 caños (o "de la Mora") è sicuramente la più famosa; si trova nel quartiere di Alfaguara e affonda le proprie radici al tempo della conquista musulmana. Secondo la tradizione, all'epoca esistevano passaggi segreti che mettevano in comunicazione la fortezza con un punto dove sgorgava l'acqua che riforniva la città dentro le mura.

Fu soltanto dal XVI secolo che la fontana venne costruita con la forma attuale con i 25 “rubinetti”. La leggenda racconta che proprio qui nacque e si sviluppò una storia d'amore tra una giovane ragazza mora (araba) ed un ragazzo cristiano; sempre secondo la leggenda, a chiunque beva un sorso da ogni rubinetto succederà lo stessa cosa.

Vicino alla fontana si può ammirare anche l'antico lavatoio, coperto da una tettoia, le cui acque nascono dal manantial (fonte) del Borbollote, mentre in Avenida de Jesús esiste un'altra fontana – o meglio, un abbeveratoio – che riceve l'acqua da due sorgenti diverse, rispettivamente dalla montagna (manantial del Confín) e dalla rete municipale. Ancora: nella plaza del Ayuntamiento si trova la fontana conosciuta come “el Moco” (letteralmente: “il muco”), soprannome che le deriva dalla patina organica verde che periodicamente la ricopre. Non sono tuttavia le uniche fontane della città; come detto, basta passeggiare per le vie del centro storico per scoprirne praticamente ad ogni angolo una diversa.

L'importanza dell'acqua per Loja è comprensibile anche e soprattutto nel Museo del Agua, situato negli antichi terreni di una cooperativa proprio di fronte al fiume Genil.
L'edificio ha l'aspetto, all'esterno, di un enorme cubo di ghiaccio sulla cui facciata è scritta la parola acqua in tutte le lingue.

Non distante dal Moco sorge il Palacio de Narváez; il generale Ramón María Narváez, che ebbe i natali proprio a Loja, fu uno dei personaggi chiave della storia spagnola del XIX secolo.
Il Comune acquistò l'edificio dagli eredi di Narváez nel 1926, e lo trasformò nella sede del municipio. L'elegante palazzo presenta un patio centrale con porticato, mentre sulla facciata è presente lo stemma della città.

Il Caserón de los Alcaldes Cristianos è un altro edificio simbolo di Loja, costruito nel XVII secolo e antcia sede del potere politico locale; il suo lato est è affiancato dal Torreón de la Alcazaba (o del Reloj), una torre costruita nel IX secolo e probabilmente parte integrante dell'antica medina ai tempi dell'occupazione araba. Negli anni Novanta l'edificio fu restaurato e oggi ospita al suo interno il museo storico della città. Tra i tanti edifici storici, spicca per importanza e bellezza la iglesia Mayor de la Encarnación, una chiesa costruita tra il XVI ed il XVII secolo e dichiarata ufficialmente Bene d'Interesse Culturale.

A Loja è possibile ammirare il panorama anche da diversi belvedere che si trovano in città: il più celebre e spettacolare è il Mirador de Silvanya, un luogo che compare anche nel film dei fratelli Marx “La Guerra lampo dei Fratelli Marx”, luogo ideale per osservare la Torre Ochavada de la Alcazaba e la valle. Qui nel mirador ancora oggi le sagome di ferro di Groucho, Harpo, Zappo e Chico continuano a contemplare il paesaggio aspro ed affascinante dell'Andalusia.

La natura è protagonista ovunque del territorio di Loja, ma in particolare segnaliamo alcuni siti tra i più apprezzati, come ad esempio los infiernos de Loja, dove una cascata compie il proprio salto in un contesto naturale mozzafiato. L'acqua del fiume Manazanil, a pochi km di distanza dalla città, prende durante il volo un tipico colore bianco che le è valsa, nel corso della storia, il nomignolo di “coda di cavallo”.

All'estermità occidentale del territorio comunale si possono sorprendentemente incontrare anche le saline di Fuente Camacho, situate in mezzo alla campagna, a quasi 70 km dal mare. Qui infatti sgorga una sorgente di acqua salata, fin dai tempi antichi sfruttata per ricavarne sale; è dimostrato come le saline fossero sfruttate addirittura già durante l'Età del Bronzo e anche, più tardi, dagli arabi, che nelle vicinanze costruirono la “Torre de las salinas”.

Oltre ai sentieri da percorrere a piedi per scoprire queste ed altre bellezze naturali, non tutti sanno che Loja è conosciuta a livello nazionale per la pratica del parapendio: l'incontro delle montagne e della pianura rendono il territorio un luogo ideale per questo sport, che richiama moltissimi appassionati da tutto il paese.
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