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Cordova (Cordoba): visita alla cittą e alla Mezquita. Spagna

Niente meno che Seneca, Lucano, il musulmano Averroè e molti altri filosofi e artisti videro la luce nella valle del fiume Guadalquivir, ai piedi della Sierra Morena, e precisamente nella città andalusa di Cordova (Cordoba per gli spagnoli). Cordova visse un periodo di splendore ineguagliabile intorno all’anno mille, quando era l’incontrastata capitale dell’impero islamico nella penisola iberica e vantava una ricchezza e una prosperità superiori a qualunque altro centro urbano dell’epoca. Ricchezza non soltanto economica ma anche culturale, se si pensa all’avvicendarsi di diverse civiltà che ne solcarono la terra e vi si stabilirono nel corso dei secoli, forgiandola di volta in volta a seconda della propria realtà: oggi ci giunge una città eterogenea, testimonianza preziosa di una fusione tra la cultura romana, giudea e musulmana.

L’architettura raffinata e dalle linee originalissime della città è anch’essa frutto delle molteplici mani che l’hanno plasmata: anche per questo motivo, nel 1994, Cordova è stata riconosciuta come perla rara difficile da imitare, guadagnandosi un meritato posto come Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Il dedalo di strade e viottoli che tessono la trama della città rivela questa varietà di anime, lasciando scoprire cortili segreti, gradinate tortuose e splendidi patii ombreggiati. Lo spirito multiforme è ben testimoniato anche dalla gastronomia tipica, che catturerà i buongustai con un connubio armonioso di pesce freschissimo e ottimi prodotti della terra. Se l’influsso orientale è evidente nell’utilizzo delle profumatissime spezie, specialmente origano e menta, le ricette più tipicamente spagnole sono quelle a base di carne, dai sapori decisi.

Oggi varcare i confini di Cordova significa immergersi in una città moderna, proiettata al futuro ma pervasa da un affascinante profumo di passato orientaleggiante, tangibile nei palazzi più antichi o anche solo nelle piazze e nelle strade, quando si passeggia sugli stessi ciottoli calpestati da uomini di altri tempi.

La maggiore attrattiva della città è sicuramente la Mezquita o Moschea-Cattedrale, uno degli edifici più particolari ed eleganti dell’intera Spagna, il cui doppio nome è dovuto a una vicenda storica originale: nata come Moschea nel periodo del dominio islamico, la costruzione venne in seguito dotata all’interno in Cattedrale in occasione della Riconquista Cristiana. L’incontro di elementi della tradizione cristiana con i motivi tipici dell’arte islamica fa di questa struttura un gioiello unico nel suo genere. Entrando in religioso silenzio si rimane letteralmente incantati nel vedere il movimento armonico degli archi della moschea, resi particolarmente eleganti per l'utilizzo ritmico del core bianco e rosso. All’interno dello stesso complesso troviamo il famoso Cortile degli Aranci e poco lontano, nei pressi della Mezquita, il Trionfo di San Raffaele e il Palazzo Episcopale.

Dalla Moschea-Cattedrale si può poi attraversare il ponte romano, teso sulle acque del Guadalquivir, giungendo ai piedi della Torre de la Calahorra: all’interno di essa è stato allestito un museo interamente dedicato alla convivenza tra le culture (Islamica, Cristiana, Ebrea) che hanno scritto la storia di Cordova. Sempre nei paraggi si sviluppa il quartiere Ebreo, che costituisce il cuore della città e fa da scenario all’antico Mercato, alla bella Sinagoga e alla Cappella di San Bartolomeo.

Interessanti sono inoltre la Piazza de la Correderra, cinta da un’elegante corona di portici; il Palazzo della Mercede, sede della Provincia; la Piazza del Puledro, su cui si affacciano il Museo Julio Romero de Torres e la Locanda del Puledro, storico locale da non perdere se si vuole assaporare l’autentico gusto di Cordova.

Gli amanti della natura potranno poi godere dei tre parchi naturali che si estendono nella provincia, il Montoro-Cardeña, l’Hornachuelos e la Sierras Subbéticas, o visitare le zone più umide delle campagne circostanti, dove trovano rifugio e spazio per nidificare innumerevoli specie di uccelli.

Se si vuole vivere l’animo più caldo e festoso della città è consigliabile visitarla nel periodo di Pasqua, durante la “semana santa”, quando le processioni delle diverse “hermandades”, le confraternite, conferiscono un’aura solenne alle vie cittadine, creando un’atmosfera magica in cui il tempo sembra cambiare velocità. Nelle prime tre settimane di maggio, poi, si svolge la festività de “las cruces” durante la quale vengono esposte nelle piazze di Cordova delle grandi croci fatte di fiori, chiamando a racolta capannelli di persone che fanno musica tipica e danno vita ai festeggiamenti. Nello stesso periodo da non perdere la Fiesta de los Patios, i cortili in fiore aperti al pubblico.

L’occasione più sentita dalla cittadinanza è però la festa della Madonna della Salute dal 25 al 31 maggio: di giorno le donne indossano il tipico costume nero, i cavalli trottano per le strade e le “casetas”, i locali del posto, offrono pietanze prelibate. La vera festa esplode invece di sera, quando i giovani e i meno giovani ballano sino a tardi. Di grande interesse turistico e suggestione è infine il pellegrinaggio dei gitani presso la Vergine della Sierra a Cabra, comune in provincia di Cordova.

Prima di avventurarsi alla scoperta di Cordova è bene sapere che il clima della città presenta due caratteristiche peculiari: prima di tutto la presenza costante di aria calda che spira senza trovare ostacoli dall’Africa; in secondo luogo l’influenza della Sierra Morena, che blocca l’arrivo delle nuvole cariche di pioggia provenienti dall’Oceano Atlantico. Il microclima che vi si crea è caratterizzato quindi da inverni fugaci ma con intensi rovesci di pioggia, una primavera lunghissima e un’estate torrida, con picchi di caldo oltre i 40°C. In generale, la temperatura media annuale si aggira intorno ai 17°C.
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 Pubblicato da - 27 Maggio 2016 - © Riproduzione vietata

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