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Pirenei della Navarra: sci e trekking

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I Pirenei della Navarra sono formati da un complesso di vallate che vanno via via acquisendo quota divenendo pertanto più agresti man mano che ci si allontana dal mare, in direzione est. Tra il versante atlantico e quello mediterraneo, ormai in terra Navarra, si estendono i rilievi più dolci dei Pirenei spagnoli che svettano tra gli 800 e i 1.000 m nel caso dei monti prospicienti il Mar Cantabrico e i 2.428 metri della Mesa de los Tres Reyes, la cima più elevata della Navarra il cui nome si deve al fatto che condivide il proprio territorio con l'Aragona e la Francia. La Selva de Irati - uno dei faggeti di maggior estensione dell'Europa - e Larra, dove si trovano le zone carsiche più estese e meglio esplorate del vecchio continente, sono alcune delle meraviglie che arricchiscono questo settore dei Pirenei.

I primi contrafforti pirenaici hanno origine nell'umida Navarra settentrionale. I fiumi che si gettano nel Mar Cantabrico, solcano un terreno dai lineamenti dolci che ne indica la vicinanza al mare. Tra boschi di felci, querce e castagni s'immergono casali vigorosi. Si tratta di uno spazio naturale in cui si ergono centri urbani quali Santesteban-Doneztebe, Donamaria, Lesaka, Etxalàr e Bera, terra di colombaie e paesaggi pittoreschi. Ed è appunto in questa zona in cui si sta potenziando l'uso della Via Verde del Bidasoa, un itinerario che si snoda lungo il tracciato del vecchio percorso ferroviario del fiume Bidasoa, al pari di quanto sta avvenendo da anni nella Via Verde del fiume Plazaola che collega Mugiro e Lekunberri a Andoain, lungo 43 km che si snodano tra boschi e praterie, di cui si sono già ristrutturati vari tratti.

Risalendo il corso del fiume Bidasoa, si giunge alla verdeggiante e ondulata Valle di Baztán, terra di nobiluomini, in cui abbondano le dimore avite e i palazzi eretti da chi fece fortuna in America. Il clima dolce, i prati verdeggianti e i boschi di querce, roveri e castagni sono una costante in tutti i centri della vallata che conservano tuttora un fare signorile, ravvisabile nelle loro torri in stile gotico, nei palazzi barocchi e nei casolari. Basti pensare ad Arraioz, Irurita, Elizondo, Arizkun e Amaiur.

Il Parco naturale del Señorío de Bertiz, con oltre 2.000 ettari di bosco atlantico e un giardino botanico in cui trovano spazio piante provenienti da tutto il mondo, è una delle mete turistiche più gettonate della Navarra. I visitatori potranno farsi un'idea della ricchezza naturale di questa zona presso il Centro studi del parco stesso. L'ultimo signore di Bertiz, Pedro Ciga, fece dono di questa Signoria nel 1949, a patto che le autorità della Navarra ne tutelassero la conservazione senza mutarne i tratti. Tale natura verdeggiante si estende verso sud, in direzione delle valli di Basaburua e Ultzama, in cui si trovano i contrafforti più modesti dei Pirenei.

Tra Baztán e il confine francese, i centri urbani di Urdazubi-Urdax e Zugarramurdi danno vita, unitamente al Comune francese di Sara, al cosiddetto itinerario delle grotte, legato a storie di streghe, banditi e contrabbandieri, al cui interno si tenevano i celebri sabba.

Proseguendo verso ponente, i Pirenei incrociano il Cammino di Santiago che, proveniente da Luzaide-Valcarlos, e dopo essersi arrampicato fino al valico di Ibañeta, scende a Orreaga-Roncisvalle, sede di un centro di accoglienza di pellegrini nonché del suggestivo complesso monumentale noto con il nome di Collegiata di Orreaga-Roncisvalle. Si tratta di un gruppo di edificazioni - collegiata, ricovero per pellegrini, abbazia, chiostro e sala capitolare - risalente al sec. XII. Nei dintorni di questa zona storica, si trova il passo di Ibañeta (1.092 m), un belvedere naturale su Valcarlos, a nord, e su Roncisvalle e la valle di Arce, a sud. Da Orreaga-Roncisvalle, il Cammino di Compostela prosegue e attraversa i Pirenei ad Auritz-Burguete, nei cui dintorni si estende l'omonima e la maggior pianura dei Pirenei della Navarra, davvero incantevole per i prati e i boschi popolati di vecchi faggi tra cui si aprono vasti pascoli.

Il sentiero si snoda lungo la Valle di Erro in direzione di Pamplona per attraversare uno spazio ove predominano boschi di specie varie. Queste zone boschive fanno parte del massiccio montuoso detto Quinto Real che appartiene, in egual misura, alle valli di Baztán, Erro ed Esteríbar, nella Navarra, e a quella francese di Alduides. Vi si trova la riserva di caccia di Quinto Real, una superficie di 5.900 ettari tutelati ove abitano, principalmente, cervi, caprioli e cinghiali. Fine settembre e inizio ottobre segnano la stagione degli amori cosicché nei boschi di Quinto Real nonché in quelli di Aezkoa e Irati, si potranno ascoltare i potenti bramiti emessi dai cervi per attirare le femmine con cui si accoppieranno pur se prima affronteranno, in fragorosi combattimenti a colpi di corna, i propri contendenti, udibili a una distanza prudente.

Uno dei maggiori tesori dei Pirenei della Navarra è, senz'ombra di dubbio, la Selva di Irati, a nord delle valli di Aezkoa e Salazar (Pirenei orientali). Con i suoi 17.000 ettari, sorprende per le sue enormi dimensioni e il buono stato di conservazione mentre una rete di sentieri la solca e consente al viandante di conoscerne i maggiori punti di rilievo quali la Riserva integrale di Lizardoia oppure la Riserva naturale di Mendilatz, habitat di numerose specie quali il regolo, il pettirosso, il cervo, il cinghiale, la martora, la volpe e il capriolo.

Di lato alla Selva di Irati, si estende la Valle di Aezkoa, formata dai Comuni di Garralda, Aribe, Aria, Orbara, Orbaitzeta, Hiriberri de Aezkoa, Garaioa, Abaurrea Alta e Abaurrea Baja, una zona in cui abbondano gli hórreos ben conservati.

Orbaitzeta accoglie un'antica fucina del sec. XV. In cambio della sua costruzione quale Real Fábrica de Armas, nel lontano 1784, le autorità valligiane cedettero i monti allo Stato. Della fabbrica, abbandonata nel 1884, è interessante esaminarne la pianta e vedere come le acque del fiume Legatza l'attraversano!

Nel cuore della foresta, ormai nei pressi del confine francese, si trova il bacino artificiale di Irabia, le cui sponde invitano a una passeggiata. Nelle cosiddette Casas del Rey (letteralmente, Case del Re), vi è una strada forestale che scende fino a Ochagavía (Valle di Salazar) e dopo aver costeggiato la cappella della Madonna delle Nevi, attraversa la sierra di Abodi valicando il passo di Tapia (1.300 m), un incantevole belvedere da cui, superando un dislivello di soli 200 m, si potrà ammirare la Selva di Irati, il picco di Orhi, i Pirenei della zona del Roncal, Ortzanzurieta e Belate.

Ochagavía è un centro abitato fatto di casolari in ottimo stato di conservazione, in pietra e legno, dal tetto di vecchie tegole piatte, un luogo davvero idillico nel cuore della montagna. A nord dell'abitato, su di un promontorio, sorge il santuario di Nostra Signora di Muskilda, una cappella gotico-romanica risalente ai secc. XII-XIII, sovrastata da una statua medievale della Vergine. Oltre a Ochagavía, nella Valle di Salazar spiccano per bellezza altri centri abitati quali Jaurrieta, dalle bianche case e dai grandi tetti appuntiti di colore rosso, ed Ezcároz, nella cui chiesa gotica di San Román, si conserva uno splendido retablo rinascimentale del sec. XVI.

Le principali gole della Navarra si trovano anch'esse nelle valli pirenaiche. Sono, ad esempio, quelle di Burgui, lungo il fiume Esca; quelle di Iñarte, Gaztelu e Lumbier, lungo il fiume Irati; Txintxurrenea, sul fiume Urrobi e quella di Arbayún, scavata dalle acque del Salazar. Le gole di Lumbier e Arbayún - nei pressi della sierra di Leyre, dalla cui cima si gode un bellissimo panorama sui Pirenei -, sono senz'altro quelle più belle, tanto da essere state dichiarate riserve naturali onde tutelarne e incrementarne l'elevato valore ecologico. Nella gola di Lumbier, stretta e piccola e lunga 1.300 m, le pareti, di cui alcune a strapiombo, raggiungono un dislivello massimo di 150 m. Si può percorrere seguendo un sentiero semplice che si snoda ai piedi delle pareti verticali, e che venne tracciato agli inizi del sec. XX per la ferrovia di Irati (il primo treno elettrico in Europa). Dal canto suo, la gola di Arbayún, colpisce per la sua lunghezza, circa 6 km, mentre il dislivello tra il punto più alto della parete a strapiombo e il letto del fiume supera i 300 m. La colonia di avvoltoi che vi abita, conta oltre 250 coppie di esemplari. Si tratta di una delle maggiori popolazioni della Penisola Iberica, affiancata comunque da altre specie ornitologiche quali il gipeto, il falco e il capovaccaio nonché specie animali quali la nutria, la volpe, il cinghiale e il capriolo.
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Nelle immediate vicinanze di Lumbier e di Arbayún, sorge il monastero di San Salvador de Leyre, gioiello del patrimonio artistico della Navarra ove fa spicco la cripta che sorge nei pressi del Cammino di Santiago proveniente dall'Aragona e che attraversa Sangüesa, città monumentale nota per il celebre frontespizio della chiesa di Santa Maria.

All'estremità orientale di Irati, il Picco di Orhi (2.021 m, il "duemila" più occidentale dei Pirenei), segna l'inizio delle alte vette pirenaiche. Otxogorrigaina (1.916 m), Lakartxela (1.939 m), Lakora (1.877 m), Txamantxoia (1.945 m) e la Mesa de los Tres Reyes (2.428 m), sovrastano la Valle di Belagua, un incantevole spazio naturale, punto di ritrovo di appassionati di trekking, di alpinismo nonché di sci di fondo. Nel verde di questa valle glaciale si mescolano pini, abeti, faggi, querce, bossi, noccioli e tigli. La salita al passo di Belagua, conduce alla Riserva naturale di Larra, posta a un'altitudine che oscilla tra 1.000 e 2.444 m e con un'estensione di 2.789 ettari, dal paesaggio calcareo ove prevalgono doline, valli cieche e sime come quella di San Martín, ove il 13 luglio di ogni anno, si celebra il cosiddetto "Tributo delle tre mucche". Infatti, dal 1375, i sindaci della valle francese di Baretous offrono il tributo di tre mucche alle autorità della zona del Roncal, in cambio della servitù di pascolo e d'uso dell'acqua.

Il pino nero, affiancato dal rododendro, dall'uva orsina, dal mirtillo, dal ginepro e dal salice, dà vita al paesaggio vegetale di questa valle alle quote più alte mentre al di sotto dei 1.500 m, abbonda il faggio e l'abete e, in minor misura, il tasso e il sorbo montano. Questa massa boschiva e la sua orografia speciale consentono la presenza, a Larra-Belagua, di camosci, marmotte, ermellini, pernici, picchi dal dorso bianco, urogalli, civette, picchi muraioli nonché la comparsa sporadica dell'orso bruno.

Risalendo il corso del fiume Belagua, si raggiungono Isaba e gli altri centri abitati della Valle di Roncal (Uztárroz, Isaba, Urzainqui, Roncal, Garde, Vidángoz e Burgui), ovvero sia la valle più a oriente di quelle che costituiscono i Pirenei della Navarra. Dall'orografia tipicamente pirenaica, è ben collegata alle valli di Salazar e Ansó. A Roncal, capoluogo della vallata, abbondano le dimore avite nonché le case dall'architettura tradizionale, con tetti e camini di montagna. Il cimitero locale accoglie il mausoleo del tenore Julián Gayarre di cui si potrà visitare la casa natale.

La Valle di Roncal è anche terra di pastori transumanti e di zatterieri che con i loro tronchi scendevano lungo i torrenti alla ricerca di acque tranquille, usanza che si rivive ancor oggi nel mese di maggio a Burgui. A 18 km da questa località sorge Isaba, capoluogo turistico delle valli di Roncal e di Belagua, punto di raduno di molti appassionati di montagna e di sport invernali.

Lasciandoci alle spalle Isaba e avviandoci verso nord-ovest, si raggiungerà la Valle di Belabarze in cui abbondano i boschi di pino nero e di abete nonché vaste radure nelle immediate vicinanze del fiume. Talvolta, questa valle ha funto da rifugio per alcuni orsi del versante francese dei Pirenei. A Belabarze, si trova la rocca di Ezkaurre (2.047 m), la cui vetta fa da incantevole belvedere da cui ammirare il picco Orhi nonché gran parte dei Pirenei aragonesi e francesi.

Streghe e grotte a Zugarramurdi - A nord della Valle di Baztán, si trova la grotta di Zugarramurdi, ove la tradizione vuole che le streghe si radunassero in occasione dei sabba, cerimonie in cui invocavano il demonio. Difatti, il termine spagnolo aquelarre, deriva da un prato che si stende nei pressi della grotta, noto con il nome di akelarre (in basco, campo del demonio).

Agli inizi del sec. XVII, vi ebbe luogo un fatto tragico. Da Zugarramurdi giunse la richiesta affinché l'Inquisizione intervenisse in un caso di stregoneria. Dopo mesi di indagini, 300 persone vennero accusate di reati connessi a tali pratiche. Di queste, 31 vennero imputate e trasferite al Tribunale di Logroño. Ne sopravvissero undici. Degli altri accusati, alcuni morirono in carcere a seguito delle torture cui vennero sottoposti mentre altri furono condannati al rogo. Quest'autodafé segnò la fine delle persecuzioni delle presunte streghe e stregoni della Navarra.

Nella notte di San Giovanni, la cosiddetta Sorgin Leze (grotta delle streghe) accoglie la rappresentazione di un sabba ludico alla presenza di centinaia di persone. Il 18 agosto, gli abitanti della zona vi si radunano per degustarvi lo "zikiro-jate", un piatto tradizionale a base di agnello o "zikiro", arrostito allo spiedo in pezzi grandi. Questa medesima grotta serve altresì da scenario estivo per concerti musicali e altri spettacoli.

Julían Gayarre - Di lui si racconta che avesse una voce talmente splendida che persino gli angeli scendevano dal cielo per ascoltarlo. Julián Gayarre, nato il 9 gennaio 1844 nell'abitato di Roncal, Navarra, sarebbe divenuto uno dei più rinomati tenori di quell'epoca. Re, principi, nobili, artisti, scrittori - Victor Hugo ne tesse le lodi - e la gente comune rimasero soggiogati dalla sua voce. La sua enorme capacità polmonare, gli consentiva di mantenere la stessa nota per 28 secondi. Inoltre, all'udito dei critici, la sua voce era assolutamente perfetta. La sua prodigiosa laringe emetteva un timbro virile e vibrante che a volte diveniva particolarmente dolce.

Presso la sua casa natale, nella zona di Roncal, adibita ora a museo, sono esposti gli abiti da egli indossati in occasione delle opere più applaudite, le partiture e addirittura la laringe. Il cimitero locale accoglie un mausoleo eretto in suo onore ed eseguito dallo scultore Mariano Benlliure, che gli valse la medaglia d'onore per la scultura in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi nel 1900. Puntualmente ogni estate, questa cittadina ricorda il tenore con i recital operistici dal titolo "Incontri con Gayarre".

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
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