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Comillas (Cantabria), guida alla città del Capricho de Gaudì

16 chilometri ad est di Santillana del Mar si trova Comillas, una delle perle più brillanti del litorale cantabrico. La cittadina, che ha meno di 3.000 abitanti, è famosa per le tante architetture moderne, tra cui una delle rarissime opere di Antoni Gaudì al di fuori della Catalogna, ma anche la spiaggia dorata e le verdeggianti colline che la circondano non sono da meno.
Comillas è una città del tutto particolare, unica sotto certi aspetti; gli scorci che regala non hanno nulla a che vedere con quelli di altre località ben più conosciute, grazie ai dolci declivi delle colline che si proiettano direttamente in mare in un tripudio di colori in cui spiccano il verde acceso della vegetazione e l’azzurro del mare.

L’artefice dell’odierna fama di Comillas fu il suo primo marchese: Antonio Lopez y Lopez (1817-1883) che, dopo aver fatto fortuna a Cuba, fece ritorno in patria col fine di migliorare l’immagine della propria città natale. In pochi anni a Comillas lavorarono architetti di fama internazionale; oltre a Antoni Gaudì, infatti, anche Joan Martorell lasciò la propria firma in città. Negli ultimi anni quasi tutti i palazzi più importanti sono stati restaurati e riportati allo splendore di fine Ottocento, quando la cittadina divenne un punto di riferimento per la classe borghese madrilena e castigliana. Attualmente il turismo è una risorsa importante per i pochi abitanti, ma anche la prestigiosa università calamita ogni anno attenzioni notevoli.

L’attrazione più conosciuta di Comillas è senza dubbio il Capricho de Gaudì, un’architettura di straordinaria bellezza progettata dal maestro catalano nel 1885. L’edificio, costruito come residenza estiva del marchese di Comillas, ha ospitato un ristorante di classe fino a un paio di anni fa, mentre ora è visitabile pagando i 5 € del biglietto di ingresso. Seppur di dimensioni ridotte, il Capricho è un trionfo di ornamenti e decorazioni. L’esterno, in particolare, presenta finiture di classe sopraffina ed è interamente rivestito di bande di ceramica in cui foglie verdi si alternano a girasoli. L’ingresso avviene mediante un pronao rialzato in cui quattro colonne dai capitelli elaborati sorreggono una sorta di piccolo minareto, a testimonianza delle contaminazioni mudejar che caratterizzavano l’arte di Gaudì. L’interno, seppur molto più sobrio, spicca per la sua funzionalità, col salone centrale curvilineo attorno al quale è imperniato lo sviluppo dell’interno edificio. Salendo sulla veranda al primo piano non si potrà non notare la statua raffigurante lo stesso Gaudì che, seduto a pochi passi dall’abitazione, la osserva compiacendosi del lavoro svolto.

A poche decine di metri di distanza, ai piedi di una delle tante colline che si adagiano verso il centro cittadino, svetta la guglia della Capilla Panteon de los Marqueses de Comillas, a sua volta affiancata dal Palacio de Sobrellano. Entrambe le architetture furono progettate da Joan Martorell in stile neogotico nella seconda metà del XIX secolo per accondiscendere ai desideri del marchese Antonio Lopez, suo mecenate. Il palazzo, in particolare, può dirsi pienamente riuscito, dato che l’architetto è riuscito a costruire un edificio per certi versi ancor più gotico del gotico autentico, seppur con influssi veneziani e moreschi. Se volete visitare l’interno dovete necessariamente prendere parte ad una visita guidata a pagamento, mentre l’esterno si può ammirare passeggiando nel bel parco sottostante. Nella cappella si trovano si trovano uno scranno, due inginocchiatoi e vari banchi disegnati da Gaudì.

A dominare Comillas dall’alto è l’Universidad Pontificia, la terza testimonianza lasciata in città da Martorell, sebbene al progetto mise mano anche Lluis Domenech i Montaner, noto architetto modernista catalano. L’imponente edificio, costruito sulla cima di una collina proprio di fronte al Palacio de Sobrellano con alle spalle il mare, fu completato nel 1883, ma è stato recentemente restaurato a causa dei gravi problemi di umidità che con gli anni ne avevano compromesso la funzionalità, oltre che l’aspetto. Il perimetro esterno, di aspetto tipicamente medievale, custodisce spazi interni riccamente decorati nei quali spiccano capitelli modernisti tra i più elaborati di Spagna, elaborati soffitti in legno e scaloni monumentali. Dal punto di vista pratico, il seminterrato e la vecchia cisterna sono stati adibiti a saloni per mostre temporanee, mentre al piano terra ed ai piani superiori alle spalle del blocco di rappresentanza si trova la parte universitaria vera e propria, con tanto di aule e servizi per gli studenti.

Prima di abbandonare Comillas si può fare una passeggiata nel suo compatto centro medievale, all’interno del quale sono custoditi altri piccoli tesori. Quasi tutti si affacciano su Plaza de la Constitucion, una piazza in pendenza caratterizzata da un’interessante pavimentazione in ciottoli sulla quale proiettano la propria ombra l’Iglesia de San Cristobal, il Municipio e alcune graziose abitazioni. Quest’ultime, che paiono costruite in marmo, sono in realtà degli ammassi di roccia calcarea e arenaria decorate da bei balconi in legno traboccanti di fiori colorati. Da non perdere poi il microscopico porticciolo dei pescatori e la spiaggia distante appena 10 minuti a piedi dalla piazza principale.

Anche solo guardando il verde della vegetazione delle colline di Comillas si intuisce che il clima è decisamente piovoso. Anche in piena estate, infatti, può capitare che le piogge si protraggano per più ore consecutive, magari accompagnate da forti venti provenienti dal mare. Tuttavia, specie tra la fine di maggio e settembre, sono più frequenti le giornate di sole, con le temperature massime che sfiorano i 30 gradi rendendo particolarmente piacevole prendere il sole sulla sabbia. Grazie all’oceano, anche d’inverno non fa troppo freddo, tanto che neanche le minime notturne in dicembre e gennaio scendono quasi mai sotto lo zero.

Per quanto riguarda i trasporti, Comillas è servita dagli stessi autobus che passano da Santillana del Mar. Partendo da Santander si impiega all’incirca un’ora per giungere a Comillas, dove si scende alla fermata principale poco distante dal viale di accesso al Capricho de Gaudì in Calle del Marqués de Comillas. Sempre in autobus, anche se sarebbe meglio disporre di un’automobile, si possono raggiungere alcune belle spiagge poco distanti, come la lunga e sabbiosa Playa de Oyambre, distante appena 5 chilometri, la meno affollata Playa de Meron, poco più ad ovest, e la Playa del Rosal, suo naturale proseguimento che si estende per quasi 3 chilometri fino all’estuario del Rio de San Vicente.
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 Pubblicato da - 27 Aprile 2012 - © Riproduzione vietata

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