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Le foto di cosa vedere e visitare a Cantabria

La Cantabria: guida alla geografia, storia, gastronomia e allo svago

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La Cantabria occupa la parte settentrionale della Spagna, che si estende dalla cordigliera Cantabrica al mar Cantabrico. È divisa in tre zone che la trasformano in una regione estremamente variata dal punto di vista paesaggistico: la frangia costiera, le valli formate dai sette fiumi che l'attraversano da sud a nord e il rilievo costituito dalla Cordigliera Cantabrica. Il fiume Ebro contribuisce a questa biodiversità con il maggior bacino del paese. Almeno sei aree sono "protette" sotto la denominazione di Parco o Riserva Naturale: ciò rispecchia l'orientamento delle autorità regionali che mirano a difendere l'ambiente. Dal punto di vista amministrativo, la Cantabria possiede una sola provincia e ha un'estensione di 5.290 chilometri quadrati. Gli abitanti sono poco più di mezzo milione: circa 200.000 risiedono a Santander - il capoluogo -, seguito da Torrelavega. Sono occupati soprattutto nel settore dei servizi e dell'industria; abbastanza importante è anche quello primario. Il clima umido e temperato, senza variazioni notevoli lungo l'anno, non conosce i rigori dell'inverno e raramente oltrepassa i 25° C in estate.

La Cantabria dispone di un magnifico patrimonio naturale. Fiumi, spiagge, scogliere, valli, montagne e boschi, formano un mosaico ricco di contrasti. Tra gli innumerevoli luoghi interessanti, da mettere in rilievo innanzi tutto quelli che godono di protezione a livello ufficiale; senza dimenticare altri di una bellezza eccezionale, quali la sorgente del fiume Asón, la baia di Santander, el Abra del Pas, il Lago artificiale dell'Ebro, le "rías" di Tina Mayor e Tina Menor. Il Parco Naturale le Dune di Liencres, ubicato vicino alla foce del fiume Pas, che forma l'insieme di dune più importanti del nord peninsulare. Il Parco del Massiccio di Peñacabarga, che ospita il karst di Cabárceno, spettacolare formazione geologica di color rossiccio dove vivono animali allo stato semi-selvatico. II Parco Naturale di Oyambre, meraviglioso insieme di paludi e praterie che ha come sfondo i Picchi d'Europa. Il Parco Naturale Saja-Besaya, racchiuso tra i bacini idrografici di entrambi i fiumi, che conserva importanti foreste di faggi e roveri dove hanno il loro habitat naturale specie animali minacciate come l'orso bruno, il gallo cedrone, l'aquila reale. La Riserva Naturale delle Paludi di Santoña e Noja, che conserva uno degli estuari di maggior valore ecologico del nord della Spagna, dov'è possibile vedere normalmente oltre 80 specie di uccelli diversi. Il Parco Nazionale dei Picchi d'Europa, il complesso montuoso più significativo della Cordigliera Cantabrica, con vette che superano i 2.500 metri e lunghe gole che si succedono a valli profonde.

I resti archeologici del paleolitico superiore, trovati in punti diversi della geografia regionale - Altamira e Puente Viesgo tra gli altri - testimoniano che la presenza umana in loco risale alla Preistoria. Nondimeno la regione cantabrica cominciò a essere conosciuta nell'antichità circa 200 anni avanti Cristo, a causa del carattere indomabile dei suoi guerrieri, che per molto tempo opposero una dura resistenza alla conquista romana. Nell'alto Medioevo sorsero i primi nuclei abitati intorno a molteplici monasteri: in essi cercavano rifugio coloro che fuggivano di fronte all'invasione araba. In detto periodo si fissarono i confini dei territori della regione: corrispondevano praticamente agli attuali (un poco più ridotti, questi ultimi). La situazione strategica della Cantabria favorì il sorgere del commercio marittimo con i principali porti europei e a continuazione con quelli americani. I secoli XVII e XVIII assistettero ad un periodo di gran fioritura commerciale, caratterizzato da una forte emigrazione verso il nuovo mondo. Nel XIX secolo cominciò a svilupparsi l'industria, accompagnata dall'espandersi delle banche e della borghesia abbiente. Ai nostri giorni l'agricoltura, l'allevamento e la pesca continuano ad essere fonte d'occupazione per buona parte della popolazione, però sono l'industria turistica e quella alberghiera, nel settore dei servizi, i pilastri fondamentali dell'economia locale.

La Cantabria dispone di materie prime della miglior qualità e dal punto di vista della varietà può essere considerata una vera dispensa naturale, grazie alle caratteristiche geografiche: mare, montagne, fiumi e boschi. Negli orti, generalmente a conduzione familiare, possiamo trovare ceci come quelli di Potes, fagioli bianchi come "los caricos" di Trasmiera, peperoni e pomodori come quelli di Isla, patate dal sapore straordinario come quelle di Valderredible, limoni profumati come quelli di Novales. Buoni anche i pascoli di cui si nutre il bestiame, che produce una carne eccellente (specialmente a Campoo); tra le diverse razze spicca l'autoctona Tudanca. La cacciagione, soprattutto il cinghiale e il cervo, serve per preparare piatti squisiti, tipici della montagna. Per non parlare poi del mare, nelle cui acque fredde vivono molteplici varietà di frutti di mare e pesce. Tra i primi ricordiamo: lepadi, arselle, granchioni, astici, scampi; tra i secondi: branzini, spari, merluzzi, code di rospo, triglie... e ancora sardine piccolissime e tonnina, preparata in una conserva deliziosa nella zona di Santoña.

Tra i cefalopodi, da menzionare le squisite "rabas" (pezzi di calamaro infarinati e fritti), i "maganos" e il "cachón", preparati nella loro salsa. La cucina cantabrica ha teso sempre alla qualità; la principale caratteristica degli intingoli è la sobrietà: principio per cui il sapore originale e la freschezza dei prodotti deve prevalere sempre sulle spezie. È sostanzialmente una cucina popolare, basata su preparazioni tradizionali di riconosciuto prestigio. Ricordiamo el cocido montañés (fagioli bianchi, verza e companatico), o el cocido lebaniego (più simile al madrileno), che mette al posto dei fagioli bianchi i ceci di Potes, piccolini, sottili e saporiti, aggiungendo anche un ripieno squisito. Tra i piatti tipici d'ispirazione marittima spiccano "la marmita" ed el "sorropotún" (varietà di questa seconda a San Vicente de la Barquera), entrambi a base di tonnina e patate. Il latte eccellente e i suoi derivati - soprattutto il burro - sono fondamentali per preparare i dolci tradizionali (natillas, arroz con leche, leche frita), o quelli tipici di pasta sfoglia: "las corbatas" di Unquera, "las polkas" di Torrelavega, "los sacristanes" di Liérganes e "las pantortillas" di Reinosa. Su tutto il resto spiccano "los sobaos y las quesadas pasiegos", culmine della pasticceria cantabrica e veri "rappresentanti" della gastronomia locale.

Meritano un cenno a parte i formaggi, alcuni con denominazione d'origine come il "Picón" di Tresviso-Bejes, i "Quesucos" di Liébana nonché il tradizionale "Queso de Cantabria", conosciuto popolarmente come formaggio di panna. La regione dispone di importanti sorgenti di acque minerali (Solares e Corconte), produce artigianalmente miele di qualità, specialmente a Campoo, e a Liébana distilla un'eccellente acquavite di vinaccia.
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Non c'è dubbio che oggigiorno lo shopping costituisce uno dei pilastri dell'economia regionale. In genere la gastronomia, l'artigianato e altri prodotti autoctoni sono presenti nell'attività commerciale di molti paesi dove sono frequenti i mercati e i mercatini. Vale la pena di menzionare il mercato di Potes (tutti i lunedì dell'anno), dov'è possibile trovare una gran varietà di articoli locali: formaggi, insaccati, miele, acquavite, ceci, frutti secchi, ecc. Nella piazza della Speranza - a Santander - si esibisce un vasto assortimento di pesce e frutti di mare del Cantabrico, prodotti dell'orto provenienti da punti diversi, tipici sobaos e quesadas pasiegos. Gli scambi commerciali più intensi hanno luogo a Torrelavega e Santander, dove si trova concentrata la maggior parte dei negozi. Il servizio è ottimo in tutti i settori anche se quelli che godono di maggior prestigio in Spagna sono il tessile, quello delle calzature, dei regali e dell'oreficeria. Merita un cenno a parte l'artigianato tradizionale, che si mantiene particolarmente vivace nel campo della ceramica e del legno. I ceramisti sono distribuiti un po' dappertutto (soprattutto a Somo). Per quanto concerne il legno, troviamo artigiani fabbricanti di utensili vari e "abarqueros" (fabbricanti di calzature di legno chiamate abarcas, utilizzate in campagna).

II ritmo delle attività sportive in Cantabria è fissato dalla sua eccezionale diversità geografica. Il mare, i fiumi, i boschi, la montagna e l'alta montagna offrono possibilità infinite. Per gli innamorati della vela, le magnifiche spiagge del litorale, le scogliere e le baie sono luoghi ideali. A Santander esiste un Centro di Alto Rendimiento, a parte vari club nautici (Santander, Laredo...) che organizzano competizioni internazionali. Queste acque sono un richiamo perfetto anche per gli amanti della pesca, dell'immersione, del surf, del nuoto e non possiamo dimenticare uno degli sport regionali più radicati: i pescherecci con le loro regate moltitudinarie. La Cantabria, terra di grandi contrasti, possiede vette elevate e profondi precipizi. Cosicché la montagna e l'alta montagna rappresentano un terreno perfetto per il trekking, l'alpinismo e lo sci. Gli speleologi trovano ciò che cercano nelle viscere della terra (Valle Asón, Soba...) e riescono così a soddisfare la loro curiosità.

Negli ultimi anni è aumentata molto la richiesta di sport avventurosi: (parapendio, itinerari a cavallo, puenting, canyoning...) e la conseguenza si è notata nel numero di imprese che attualmente organizza questo tipo di attività. Numerosissimi anche coloro che si dedicano alla pesca fluviale, favorita dal numero di corsi dove abbondano i salmoni e le trote: tra i migliori della Spagna. Il cinghiale e il cervo - per menzionarne due - sono tra le prese più ricercate che si possono ottenere nelle numerose riserve distribuite lungo tutta la regione, ma soprattutto nella Riserva Nazionale del Saja, la più vasta della penisola e vero paradiso dal punto di vista della flora e della fauna. Il Real Club de Golf di Pedreña, all'avanguardia in Spagna, il campo municipale di Mataleñas a Santander, quello del Abra del Pas a Mogro, offrono installazioni stupende ai giocatori di golf. Infine, gli sport tradizionali (tennis, calcio...) dispongono di buone infrastrutture a livello di servizi, incentivate in gran parte da diversi municipi. Parecchi conservano tutt'oggi le piste per giocare ai birilli; su di esse si pratica lo sport autoctono per eccellenza: il bolo-palma.

Come arrivare? La Cantabria si trova molto vicina all'Europa. Gli accessi via mare e via terra sono eccellenti. A livello di rete stradale, Santander è collegata a Bilbao e alla Francia mediante la superstrada A-8; la superstrada "del Cantabrico" (A-67), nel tratto finale la collegherà alle Asturie. All'interno le strade principali sono: la N-611 da Palencia e la N-623 da Burgos. Via mare la Cantabria è unita alla Gran Bretagna mediante una linea di traghetti. La compagnia ferroviaria nazionale (RENFE) raggiunge l'altopiano castigliano; quella regionale (FEVE) copre gli itinerari interni. In fatto di comunicazioni aeree, l'aeroporto di Parayas mantiene una linea di voli regolari con Barcellona e Madrid, nonché voli saltuari diretti ad altre località.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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