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Hervas (Estremadura), visita alla cittą: cosa vedere e sapere

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Punto di incontro tra le pianure del nord della Spagna e le terre dell’Estremadura, nodo in cui si intrecciano in tre fiumi Ambroz, Santihervás e Balozano, Hervas è una cittadina di circa 4 mila abitanti immersa in un paesaggio lussureggiante. Situata nel nord della provincia di Cáceres, da cui dista circa 120 km, è la capitale della comarca della Valle dell’Ambroz e riunisce in sé i tratti delle cittá mondane e vivaci, ferventi da un punto di vista culturale, ma anche dei borghi spagnoli antichi, intrisi di storie appassionanti.

Nel paesaggio verdeggiante e fiorito, puntinato di eriche, ginestre, querce dei Pirenei, castagni ed eucalipti, Hervás se ne sta da molti secoli, ma iniziò ad acquisire una sempre maggiore importanza soprattutto tra il XIII e il XIV secolo, dopo che i Cavalieri Templari vi avevano fondato l’eremo Santihervás. Nel XV secolo nacque una nutrita comunitá ebraica, composta all’inizio da una cinquantina di famiglie istallatesi lungo il fiume Ambroz, cresciuta nel corso dei secoli e oggi testimoniata nella Juderia della cittadina, il tipico quartiere ebraico che costituisce proprio il cuore di Hervás.

Nel 1969 il quartiere ebraico locale è stato dichiarato Complesso Storico-Artistico, per la bellezza delle sue stradicciole tortuose, l’accostamento di casette pittoresche in mattoni crudi e tralicci di legno di castagno, con i tetti di tegole arabe per proteggere le abitazioni dal vento, e il fascino unico dato dai ciottoli di fiume che pavimentano le stradicciole del borgo. Da vedere, nei pressi dell’antico quartiere ebraico, il ponte risalente al medioevo detto Chiquita de la Fuente, mentre la parte alta del paese è dominata dalla Chiesa di Santa Maria, eretta all’interno di una piccola fortificazione all’inizio del XIII secolo, ma modificata più volte nei secoli successivi. La prima parte della torre appartiene al primo progetto, ma la seconda parte, il campanile e la facciata della chiesa, in pietra, sono del XVI secolo, così come le 23 formelle dell’altare dipinte da Juan Gutierrez de Alba. Splendida, all’interno, la Cappella della Madonna Addolorata del XVIII secolo.

Un altro edificio di culto di Hervás degno di nota è il Convento della Trinitá, fondato nel 1654 da Dona Maria Lopez Buigalés, che originariamente consisteva in una cappella e in una decina di camere. Soltanto qualche anno più tardi, intorno al 1680, si iniziò la costruzione della chiesa, che venne completata dieci anni dopo e in cui si può ammirare una bella pala d’altare del Settecento. Tre cappelle minori, con statue e pitture di pregio, sono dedicate a Santa Teresa, a San Miguel de los Santos e a San Juan de Mata. Con il passare del tempo l’edificio ha rivestito ruoli diversi, da sede municipale a scuola, passando per la funzione di carcere, sino a divenire sede della parrocchia di San Juan Bautista.

Gioiello del patrimonio civile è il Palacio de los Dávila, un edificio del Settecento a pianta rettangolare, dalla facciata originale, sede del museo Comendador Pérez-Leroux. Custode di oltre 600 opere, tra sculture e dipinti, l’esposizione è anche sede di mostre, convegni e iniziative culturali. Un ultimo dettaglio, da non lasciarsi scappare durante la visita a Hervás, è l’infermeria dei padri francescani, del XVIII secolo, oggi sede del Municipio e del corpo di Polizia Municipale.
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Tanti monumenti e tanti palazzi sarebbero però molto meno interessanti se non avessero alle spalle una storia ricca come quella di Hervás, che oggi ci parla attraverso le festivitá, le celebrazioni popolari e gli eventi organizzati periodicamente nel cuore della cittadina. Il primo fine settimana di luglio, ad esempio, c’è la Festa dei Convertiti, che sin dal 1997 ricrea nel quartiere ebraico una tipica giornata di mercato, ricordando i legami familiari che esistevano tra cristiani ed ebrei prima dell’atto di espulsione verso questi ultimi.

Da non perdere anche le tradizionali “Feste della cittá di Hervás”, con le musiche della banda, le sfide sportive e gli stand gastronomici allestiti nei giorni centrali di agosto. La festa religiosa più importante e sentita è quella in onore del Santissimo Cristo de la Salud, che si svolge a metá settembre e assomiglia per molti aspetti alle vivaci fiere d’agosto: non mancano anche in questo caso i carri allegorici, le attrazioni per i bambini, le degustazioni di baccalá fritto e i concerti.

A favorire l’atmosfera di festa c’è il clima dolce di Hervás, con tratti mediterranei e continentali, caratterizzato da estati calde e secche e inverni miti e piovosi. Le temperature medie di febbraio, il mese più freddo, vanno da una minima di 0°C a una massima di 13°C, mentre in luglio e agosto passano dai 13°C ai 29°C. Le precipitazioni toccano in picco massimo in novembre e dicembre, e i mesi migliori per visitare Hervás sono forse maggio e giugno, quando il sole è generoso ma non opprimente.

Per raggiungere la cittadina in aereo si può atterrare agli aeroporti di Salamanca o Madrid, rispettivamente a 113 km e 250 km circa dalla meta. Chi si sposta in auto può arrivare tramite la N-630: Hervás si trova a 125 km da Cáceres, 38 km da Plasencia e 20 km da Béjar.
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