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Le foto di cosa vedere e visitare a Argentina

Clima dell'Argentina, temperature e il periodo migliore per un viaggio

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L'Argentina, posizionata nell'estremo Sud dell'America Latina, è uno dei Paesi più vasti del mondo: con i suoi 2 milioni e 780 mila km² di superficie, infatti, è posizionata all'ottavo posto nella speciale "classifica" dei Paesi con il territorio più esteso, dopo Russia, Canada, Cina, Stati Uniti d'America, Brasile, Australia e India. Il nome "Argentina" deriva dal latino “argentum” (argento) e fu attribuito a questa terra dai primi "conquistadores" spagnoli che, risalendo il Río de la Plata, rimasero sbalorditi dai suoi riflessi argentei e da alcuni ricchissimi ritrovamenti, infatti in Spagnolo “Rio de la Plata” significa proprio “Fiume d'Argento”. L'Argentina, oltre ad essere molto estesa in generale, è anche molto molto "lunga": da nord a sud ha, infatti, una distanza massima di ben 3.700 chilometri.

Il Clima del Paese è, per forza di cose, molto vario come un pò tutti i climi degli Stati del Sud-America, ma con l'ulteriore "aggravante" della vastissima estensione dei territori Argentini e alle grandi distanze tra il nord e il sud, con contesti climatici completamente differenti sia dal punto di vista termico che dal punto di vista pluviometrico.

Per capire il clima dell'Argentina, però, bisogna innanzitutto conoscere il territorio e l'orografia del Paese, che può essere diviso in quattro grandi regioni: le pianure fertili della Pampa nella zona centro/occidentale, fonte del benessere agricolo argentino; il plateau della Patagonia nella parte meridionale fino alla Terra del Fuoco; le piane subtropicali del Gran Chaco a nord; e, infine, la catene delle Ande lungo il confine occidentale con il Cile.

Proprio sulle Ande, nella Provincia di Mendoza, sorge il Cerro Aconcagua che, con i suoi 6.962 metri di altitudine, è la montagna più alta delle Americhe, dell'emisfero meridionale, e dell'emisfero occidentale. Dalle Ande partono grandi fiumi che attraversano il Paese da ovest verso est e poi sfociano nell'Oceano Atlantico: i principali sono il Pilcomayo, il Bermejo, il Colorado, il Río Negro, il Salado, l'Uruguay e il più grande tra tutti, il Paraná. Gli ultimi due scorrono insieme prima di sfociare nell'Oceano Atlantico, formando il famoso estuario del “Río de la Plata”, crocevia di alcune tra le principali vicende storiche di tutta l'America Latina.

In Patagonia, poi, sono presenti molti laghi anche molto vasti, quasi tutti d'origine glaciale.

E se il confine occidentale dell'Argentina è costituito dalla dorsale Andina, che separa il Paese dal Cile, quello orientale è il mare, l'oceano Atlantico, che bagna le coste argentine per oltre 4.650 chilometri. La linea costiera argentina è caratterizzata da zone con dune di sabbia e aree con scogliere. Il clima è determinato da due correnti oceaniche che influenzano la costa: si tratta della Corrente del Brasile (calda) e della Corrente delle Falkland (in spagnolo "corriente Antártica", fredda), che si alternano ciclicamente.

Il clima del Paese è molto freddo nelle zone meridionali, molto più mite in quelle settentrionali. Lungo le Ande e nella Patagonia, nella zona sud del Paese, la temperatura media annua è inferiore ai +4°C, molto fredda, mentre nella zona più settentrionale del Paese il clima è tropicale con temperature medie annue superiori ai +22°C. Il clima della Patagonia, infatti, è classificato come "oceanico freddo" mentre quello delle zone settentrionali del Paese è considerato "tropicale" o "subtropicale".

Iniziamo proprio da qui, dalla zona più settentrionale. La stagione consigliata per visitare questa zona è quella invernale, cioè tra giugno e settembre, durante i mesi più secchi e meno caldi. Com'è tipico delle zone dal clima tropicale, infatti, in quest'area piove molto per gran parte dell'anno, con temperature medie superiori ai +25°C. Nelle zone più orientali del Chaco cadono fino a 2.000mm di pioggia annua, mentre in quelle occidentali, verso le Ande, piove di meno, fino a 700-800mm annui.

Il centro del paese ha un clima temperato, ma spesso assume connotati di clima caldo e umido in estate e freddo in inverno. Nella Pampa di cui abbiamo già parlato, le precipitazioni medie annue variano tra i 1000 mm a oriente, e i 500 mm a occidente verso le Ande, dove si ha un clima temperato tipico delle steppe continentali, con estati assai calde ed inverni miti.
Le estati sono calde, con medie a ridosso dei +30°C nelle temperature massime e di +17/+18°C nelle minime (dati riferiti a gennaio, il mese più caldo), mentre gli inverni sono relativamente miti con temperature medie massime tra +16 e +20°C e minime tra +3 e +6°C (dati riferiti a luglio, il mese più freddo). E' consigliato visitare questa regione nelle stagioni intermedie, in autunno e primavera. I dati che abbiamo appena descritto evidenziano che il clima di quest’area, sia in estate che in inverno, è abbastanza simile al clima costiero del Mediterraneo e dell’Italia meridionale.

Il sud del paese ha un clima sub-artico, in cui ci sono forti venti e le precipitazioni non sono eccessive, con accumuli che variano dagli 800 a i 200 mm annui, e sono comunque in gran parte nevose. In Patagonia, durante l'estate (gennaio e febbraio) le temperature arrivano anche a superare i +30°C, ma le condizioni meteorologiche sono molto variabili e possono capitare anche giornate fredde. All’estremo sud, invece, fa molto più freddo e la media delle temperature massime varia dai +15°C dei mesi estivi ai +4°C dei mesi invernali mentre quella delle temperature minime varia dai +5°C dei mesi estivi ai -1°C dei mesi invernali. Il clima è comunque molto variabile all’interno della stessa giornata.
Il periodo migliore per una visita in questa regione dell'Argentina è ovviamente quello estivo, tra dicembre e febbraio, quando comunque fa freddo come se in Italia fossimo in pieno inverno.

... Pagina 2/2 ...E fa freddo anche sulla dorsale Andina, dove le precipitazioni sono poche e relegate ai mesi estivi.

Non possiamo non dedicare qualche riga anche al clima di Buenos Aires, che è qualcosa di più di una semplice "capitale". Con i suoi 13 milioni di abitanti in tutta l'area metropolitana, infatti, raccoglie quasi un terzo della popolazione dell'intero Paese ed è una delle principali mete turistiche per le sue grandi bellezze storiche e artistiche.

Il clima della Capitale è temperato: la media delle temperature massime varia tra i +30°C di gennaio, il mese più caldo, e i +14°C di luglio, il mese più freddo. La media delle temperature minime, invece, varia dai +20°C di gennaio e i +7°C di luglio. Le piogge sono più frequenti in estate, autunno e primavera, ma può piovere in ogni periodo dell'anno. L’inverno è comunque la stagione più secca. La media annua è di 1200 mm di pioggia.

Il clima di Buenos Aires è, insomma, molto molto simile a quello di Napoli o Messina, così come a quello di molte località costiere del Mediterraneo e dell'Italia centro/meridionale, soprattutto dal punto di vista termico. L'unica differenza è la pioggia, ne cade un pò di più rispetto alle coste Italiane e Mediterranee, e cade prevalentemente in estate, autunno e primavera, nei mesi più caldi, e non - come avviene in Italia - in quelli più freddi.

Ecco, infine, alcune "chicche" climatiche molto interessanti.

Il nord dell’Argentina è soggetto a periodiche siccità. Nella Pampa, d'estate, si verificano molto spesso violenti temporali di calore tanto che in proprio questa zona si scatenano alcune delle più imponenti grandinate del pianeta. D'inverno, nelle regioni meridionali, nevica tantissimo soprattutto in montagna.

In Argentina sono state misurate sia la temperatura massima più alta che la minima più bassa dell'intero Sud-America. Il record per la temperatura massima è di +48,8°C e venne registrato a Rivadavia, nella Provincia di Salta, l'11 dicembre 1905. La temperatura minima record è quella di −32.7°C, registrata a Sarmiento, nella Provincia di Chubut, il 1° giugno 1907.

L'Argentina ha i suoi "venti" prevalenti, un pò come in Italia lo scirocco, il libeccio, il maestrale, la bora e la tramontana: sono il gelido Pampero, che soffia sulle pianure della Patagonia e della Pampa dopo il passaggio di un fronte freddo; il Viento Norte che è caldo e arriva da nord, solitamente nella seconda metà della stagione invernale provocando un netto aumento delle temperature; e infine il Zonda, un tipo di fohn che è quindi caldo e molto secco e va a interessare la zona centro/occidentale del Paese, con un moto discendente che dura addirittura 6.000 metri durante la discesa dalle Ande, in cui perde tutta l’umidità e può arrivare a soffiare per ore con raffiche dia 120 km/h, alimentando incendi e causando gravi danni. Il Zonda sta alle Ande come il Föhn alle Alpi.

Sempre tra i venti prevalenti c'è il Sudestada che soffia nei mesi invernali associato ad aree di bassa pressione; solitamente mitiga le rigide temperature invernali provocando piogge molto forti, agitando i mari con inondazioni e allagamenti lungo le coste soprattutto nell'Argentina centrale e nell'estuario del Río de la Plata.

Le regioni meridionali, specie nell'estremo sud dell'Argentina, sperimentano lunghi periodi di luce solare da novembre a febbraio (fino a 19 ore giornaliere!), e notti molto lunghe nel periodo che va da maggio ad agosto.

Se vi state apprestando a preparare la valigia per un viaggio in Argentina, quindi, dovete innanzitutto focalizzare bene il periodo dell'anno prescelto per il viaggio e la destinazione precisa. Perchè – come abbiamo visto - alcune località richiedono indumenti e accessori tipicamente estivi; per altri, invece, è d'obbligo un abbigliamento assolutamente invernale.
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