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Panama City, la Capitale dal Casco Viejo al Canale di Panama

La capitale più cosmopolita dell’America Centrale è Panama City, una meta già di per sé affascinante, al di là del suo ruolo di porta d’accesso alla ricchezze naturali del paese. Lo skyline urbano della parte moderna della città è avvenente, grazie alla successione di moderni grattacieli in vetro e acciaio che per qualche istante fanno credere di essere giunti a Miami, ma molti visitatori prediligono trascorrere la maggior parte del tempo a Casco Viejo, un quartiere fatiscente di edifici d’epoca e strade acciottolate che somiglia per certi versi alla vecchia Avana. L’incredibile varietà di stili architettonici della capitale non è che lo specchio del suo eterogeneo patrimonio culturale, con nutrite comunità provenienti da tutta l’America Latina, dai Caraibi, dal Nord America, dall’Europa e addirittura dall’Asia che vivono fianco a fianco.

La storia di Panama City

Panama City fu fondata dal governatore spagnolo Pedro Arias de Avila nel 1519. Qualche anno prima, nel 1513, Vasco Nunez de Balboa aveva avvistato per la prima volta il Pacifico, oceano fino ad allora sconosciuto agli europei. L’insediamento spagnolo non tardò a diventare un importante centro amministrativo nonché sede dell’autorità ecclesiastica, finché nel 1671 la città non fu saccheggiata e distrutta da sir Henry Morgan, pirata inglese che si lasciò alle spalle soltanto le misere rovine oggi visibili nella zona chiamata Panama Viejo. A tre anni di distanza dall’incursione di Morgan, l’insediamento fu ricostruito 8 chilometri più a sud-ovest, presso l’odierno Casco Viejo. Il 3 novembre 1903, allorché il Panama proclamò l’indipendenza dalla Colombia con una dichiarazione resa pubblica nel Parque de la Independencia, la città fu eletta a capitale della neo-nata nazione; inoltre, con l’apertura del Canale di Panama nel 1914, essa iniziò ad acquisire rilievo come centro economico e commerciale a livello internazionale. Lo sviluppo della capitale conobbe un’unica grossa battuta d’arresto in coincidenza con l’invasione degli Stati Uniti che, nel 1989, occuparono il paese per destituire il dittatore Manuel Noriega.

Il quartiere coloniale di Casco Viejo

I principali luoghi di interesse si concentrano nella parte ovest della capitale, e precisamente a Casco Viejo, sede del patrimonio coloniale cittadino. Nel 1904, quando iniziò la costruzione del Canale di Panama, la città non si estendeva oltre i confini dell’odierno Casco Viejo; con il successivo incremento della popolazione e la conseguente espansione urbana, i confini della città traslarono più a est, così che l’èlite panamense abbandonò i vecchi quartieri centrali condannandoli ad un progressivo degrado. Da qualche anno, tuttavia, Casco Viejo sta tornando ad essere una ben curata zona residenziale, tanto che nel 2003 l’UNESCO l’ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità.

Il cuore del quartiere è Plaza de la Independencia, dove la nazione dichiarò la propria indipendenza il 3 novembre 1903, mentre l’edificio simbolo è l’Iglesia de San Josè, all’interno della quale è custodito il famoso Altar de Oro, ovvero l’unico oggetto di valore sfuggito al saccheggio di Henry Morgan. Altri edifici da non perdere sono: il Teatro Nacional, un complesso dagli interni particolarmente eleganti che risale al 1907; il Palacio de las Garzas, il palazzo presidenziale intitolato ai grandi aironi (garzas) bianchi che risiedono in pianta stabile presso l’edificio; ed i tre musei de Arte Religioso Colonial, del Canal Interoceanico e de Historia de Panama. Per concludere la visita a questa parte di città non resta che visitare il Parque Natural Metropolitano, adagiato su una collina per oltre 265 ettari di estensione e attraversato da alcuni sentieri percorribili a piedi.

Altre cose da vedere a Panama City

Fondata il 15 agosto 1519 dal conquistatore Pedro Arias de Avila, Panama Viejo è il nucleo più antico dell’odierna capitale. Dopo secoli di abbandono, buona parte di Panama Viejo giace oggi sepolta sotto gli edifici di un povero quartiere di periferia, ma nonostante le poche rovine rimaste, questa sorta di piccolo quartiere rimane una tappa obbligatoria per i visitatori. Le rovine di Panama Viejo non sono recintate e pertanto si possono visitare ogni giorno e a qualunque ora.

I luoghi deputati all’esercizio del potere erano le cosiddette Casas Reales, un corpo di edifici circondato da bastioni in legno e separato dal resto della città tramite un fossato. L’edificio meglio conservato in assoluto è la Catedral de Nuestra Senora de la Asuncion, realizzata tra il 1619 e il 1626 in Plaza Mayor secondo lo stile tradizionale dell’epoca su una pianta rettangolare fiancheggiata da due cappelle laterali che, viste dall’alto, conferiscono alla struttura l’aspetto di una croce.

Sulla piazza principale si affacciavano anche il Cabildo de la Ciudad, ovvero il “Municipio”, e le Casas de Terrin, edifici costruiti da uno dei cittadini più abbienti di Panama Viejo, tale Francisco Terrin. Immediatamente a nord della cattedrale sorgono le massicce rovine della Casa Alarcon, la residenza privata più grande nonché meglio conservata della città, seguita poco dopo dalla Iglesia y Convento de Santo Domingo, che si contente con la Iglesia y Convento de la Compania de Jesus e la Iglesia y Convento de la Concepcion il titolo di miglior luogo sacro della zona.

Presso l’entrata al Canale di Panama, sul versante dell’Oceano Pacifico, corrono i 2 chilometri di una Calzada (Causaway, strada rialzata) fiancheggiata da palme che collega i quattro isolotti di Naos, Culebra, Perico e Flamenco con la terraferma. La Causeway è un luogo molto frequentato soprattutto al mattino presto e nel tardo pomeriggio, quando gli abitanti amano venirci a fare jogging, passeggiare, andare sui pattini o in bicicletta. Da qui si godono inoltre ampie vedute panoramiche della capitale e della città vecchia, senza contare che per buona parte dell’anno vi si possono ammirare gli stormi di pellicani bruni che si tuffano in mare.

In fondo a Isla Flamenco sorge una delle più recenti attrattive di Panama City: il Fuerte Amador Resort & Marina, ovvero un grande complesso di cui fanno parte un centro commerciale su due piani, un porticciolo turistico, un terminal per navi da crociera nonché diversi bar e ristoranti. Da non perdere poi il Centro di Ricerche Marine gestito dallo Smithsonian Tropical Research Institute, che comprende un museo del mare, due piccoli acquari ed un sentiero naturalistico immerso in un tratto di foresta tropicale decidua popolata da bradipi e iguana. Oltre a quest’ultimo museo, e agli altri situati a Casco Viejo, si possono visitare: il Museo Antropologico Reina Torres de Arauz, che documenta la ricca cultura del Panama con una collezione di manufatti e reperti precolombiani; il Museo Afro-Antilleano, che illustra la storia della comunità delle Indie Occidentali residente a Panama ed in particolare il suo contributo alla costruzione della ferrovia e in seguito del canale; il Museo de Arte Contemporaneo, che offre al pubblico un’eccellente collezione di opere su carta realizzate da artisti latinoamericani; ed il Museo de la Biodiversidad, progettato da Frank Gehry presso la punta della Causeway.

Eventi e manifestazioni a Panama City

Pur non essendo famoso come quello di Rio de Janeiro, il Carnevale di Panama è una festa all’insegna del divertimento più sfrenato, che impazza in ogni anno nella capitale durante i quattro giorni che precedono il Mercoledì delle Ceneri. Ufficialmente i festeggiamenti hanno inizio il venerdì, quando si tiene una cerimonia che incorona la regina del Carnevale, ma la febbre dell’evento sale a poco a poco, stimolata dal corteo inaugurale del sabato che vede sfilare praticamente solo la regina e il suo seguito. Da quel momento partono i festeggiamenti veri e propri, con musiche, danze e carri allegorici coloratissimi che animano abitanti e turisti fino al Martedì Grasso, giorno della sfilata principale e conclusiva.

Il clima è tropicale, contraddistinto da temperature molto alte per tutto l’anno. I mesi più caldi sono quelli compresi tra febbraio e maggio, quando le temperature massime sfiorano stabilmente i 35 gradi e le minime non scendono mai sotto i 18; quelli dalle temperature diurne più basse sono invece settembre, ottobre e novembre, durante i quali capita che non si superino i 30 gradi, anche se le minime tendono a crescere attestandosi stabilmente sui 20. La piovosità è molto elevata, tanto che sono quasi 2.000 i mm di pioggia che cadono in media in un anno, ma quasi del tutto concentrata tra maggio e novembre, quando violenti temporali allagano di frequente la città e i suoi dintorni.

Come arrivare a Panama City

L’Aeropuerto Internacional Tocumen, perfettamente collegato a diverse metropoli americane, ma anche ad alcune capitali europee, si trova 35 chilometri a nord-est del centro cittadino. I voli interni decollano invece dall’Aeropuerto Albrook, chiamato anche Aeropuerto Marcos A. Gelabert, presso l’ex base Albrook dell’aviazione statunitense, non lontano dal canale. Nei paraggi c’è anche la nuovissima autostazione di Albrook, il terminal da cui transitano quasi tutti gli autobus in partenza dalla capitale, ad eccezione dei mezzi per Balboa, Ancon e la Canal Zone che partono dalla fermata di Av Roosevelt, praticamente di fronte al Palacio Legislativo. La Panama Canal Railway Company gestisce un treno passeggeri di lusso, con tanto di tetto in vetro, in servizio sulla linea Panama-Colon, mentre per quanto riguarda i trasporti urbani, in città si ha a disposizione un’efficiente rete di bus soprannominati diablos rojos, ovvero “diavoli rossi”, in quanto si tratta di veri e propri bolidi rossi con il motore truccato.
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 Pubblicato da - 17 Marzo 2017 - ę Riproduzione vietata

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