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Barbados: viaggio nella 'piccola Inghilterra' dei Caraibi

Ogni anno circa mezzo milione di persone ha la fortuna di visitare l’isola più a est dell’arcipelago delle Piccole Antille: Barbados. Ad accoglierli sono un territorio ricoperto da colline calcaree sulle quali permangono tracce del passato coloniale, coste selvagge sferzate dall’oceano ideali per il surf, baie riparate orlate di palme dove immergersi e pittoreschi villaggi dall’atmosfera esotica e coinvolgente. A rendere ancor più interessante Barbados sono proprio le notevoli differenze che la caratterizzano, tanto che sull’isola convivono città piuttosto sviluppate nelle quali il 98% della popolazione sa ormai leggere e scrivere e realtà che sembrano uscite direttamente dal passato coloniale.

I primi abitanti di Barbados furono gli arawak, rimpiazzati a partire dal XIII secolo d.C. dai caribi provenienti dall’America meridionale. Questi ultimi furono soggiogati a loro volta dai coloni portoghesi, che fecero per la prima volta capolino sull’isola nel 1536. Nonostante i primi sbarchi, Barbados rimase praticamente disabitata fino al 1625, quando il capitano John Powell la dichiarò ufficialmente territorio inglese. Nei decenni successivi vennero avviate numerose attività di lavoro nei campi, dove si produceva soprattutto canna da zucchero. Dopo l’abolizione della schiavitù, nel 1834, si fece via via più evidente il desiderio di indipendenza dell’isola dall’Inghilterra che, tuttavia, la concesse solo nel 1966. Da quel momento ad oggi, pur non brillando per la lungimiranza dei propri politici, Barbados è riuscita a mantenere una democrazia stabile e duratura.

La capitale di Barbados è Bridgetown, città di quasi 100.000 abitanti contraddistinta da una vitalità senza eguali. I luoghi di interesse turistico sono numerosi, così come le antiche case coloniali tutte da scoprire, per questo è consigliabile trattenersi a Bridgetown almeno una notte. Il centro si sviluppa lungo le sponde dell’incantevole Carlisle Bay, all’estremità sud-occidentale dell’isola, e a sud di esso si trovano una grande spiaggia e numerosi bar. Tra i monumenti simbolo della città spiccano: la St Michael’s Cathedral, la cattedrale anglicana ricostruita alla fine del Settecento; la National Heroes Square, in passato nota come Trafalgar Sq, la piazza triangolare che individua il centro vero e proprio di Bridgetown; la piccola Barbados Synagogue, costruita nel 1833 all’angolo tra James St e Magazine Lane; il Nidhe Israel Museum, il museo ebraico allestito all’interno di un’altra sinagoga restaurata; ed il Parlamento, che consta di due edifici in stile neogotico del 1871.

Lungo la costa meridionale si affolla la maggior parte dei visitatori. Le spiagge di sabbia bianca che un tempo si susseguivano senza soluzione di continuità sono ora quasi del tutto urbanizzate, delimitate non più dalle palme ma da alberghi per tutti i portafogli. Hastings e Rockley sono i due luoghi turistici più vicini a Bridgetown, dalla quale distano appena 15 minuti di autobus. La spiaggia migliore della zona è Accra Beach, comunque sempre molto affollata, molto simile a Sandy Beach, affacciata sul lungomare di Worthing. Di dimensioni considerevoli è il centro di St Lawrence, delimitato da St Lawrence Gap a ovest e Dover Beach a est. Alquanto curiosa è la visita al vasto mercato ittico di Oistins che, soprattutto nel weekend, è animato anche da feste e manifestazioni musicali. Meno popolato è il tratto di costa sud-orientale individuato da St Philip. Qui si trova un aeroporto e, a breve distanza da esso, Crane Beach, una magnifica insenatura sabbiosa incastonata tra le scogliere che si affaccia su acque cristalline.

La costa occidentale è meno affollata in quanto ricca di alberghi di lusso e resort non alla portata di tutti. In passato qui si dava appuntamento l’aristocrazia inglese, mentre oggi molte ville coloniali sono state convertite in hotel e complessi residenziali. Paynes Bay è un baia incantevole conosciuta da tutti gli amanti del nuoto e dello snorkeling, nonché dalle famiglie che la apprezzano anche per la facile accessibilità. Per imparare un po’ di storia di Barbados recatevi a Holetown, teatro del primo sbarco dei coloni inglesi, ma è Speightstown la perla colonica più brillante dell’isola. A nord di Holetown spicca Mount Standfast, il cui nome è noto agli ecologisti in quanto frequentata da numerosi esemplari di tartarughe embricate.

La parte orientale di Barbados si affaccia sull’Oceano Atlantico e per questo è sensibilmente diversa rispetto a quella sud-occidentale, bagnata dalle placide acque del Mar dei Caraibi. Oltre ad essere il paradiso dei surfisti, la zona regala scorci mozzafiato ed è quella meno urbanizzata di tutta l’isola. La cittadina più importante è Bathsheba, dove vedere gli Andromeda Botanic Garden, che ospitano un’eterogenea collezione di piante tropicali, ed il Mushroom Rock, uno degli scogli maggiormente caratteristici del litorale per la sua forma a fungo. Nei dintorni sono particolarmente affascinanti la Martin’s Bay e la Bath Beach, una spiaggia lunga un chilometro e mezzo ricoperta da sabbia dorata.

L’entroterra è ricco di luoghi di interesse storico e naturalistico. Per quanto riguarda i parchi nazionali, il Farley Hill National Park vanta ben 7 ettari di piacevoli giardini che circondano un antico edificio, mentre la Barbados Wildlife Reserve è uno zoo visitabile a piedi nei pressi di Farley Hill. Per trascorrere una giornata rilassante a contatto con la natura non c’è niente di meglio del Barclays Park, ideale per i picnic grazie alle strutture già presenti sul posto. Infine è da vedere la Flower Forest of Barbados, un enorme giardino botanico di oltre 20 ettari di superficie un tempo sede di una piantagione di canna da zucchero.

Gli abitanti, i Bajan, serbano numerosi tratti culturali tipici delle Indie occidentali e hanno sempre avuto la predisposizione ad impossessarsi delle usanze inglesi modificandole: ad esempio il gioco del cricket, elegante disciplina tipicamente inglese, che qui assume regole molto diverse. Nonostante tutto però, alle pareti delle case è facile trovare ritratti della regina Elisabetta, in molti quartieri ci sono vecchie chiese anglicane in pietra e al sabato si va alle corse di cavalli. A dispetto di tutto ciò, gli isolani non hanno certo cambiato le loro abitudini alimentari, con il rotis che ha ancora la meglio sul pasticcio di rognone e il rum bevuto a dispetto della birra scura.

Quando andare a Barbados? Il clima dei Caraibi è caratterizzato da temperature gradevoli tutto l'anno, con un periodo più fresco e ventilato, che va da metà dicembre fino a giugno. Questa è la stagione secca, caratterizzata da temperature massime che oscillano intorno ai 26-28 gradi, con la tendenza a salire man mano ci si avvicina ai mesi estivi. Il caldo estivo favorisce l'evaporazione delle acque e da fine giugno a novembre il clima diventa più caldo, ma anche più umido con il cielo che si riempie di batuffoli bianchi che aumentano le possibilità di brevi scrosci temporaleschi. Quest’ultima è anche la stagione delle tempeste tropicali e degli uragani, ma a dire il vero la latitudine di Barbados, piuttosto bassa, la pone quasi al riparo da questi pericolosi fortunali.

Come arrivare? Le porte principali di accesso a Barbados sono il Grantley Adams International Airport ed il terminal delle crociere di Bridgetown. Il primo, lo scalo aereo più grande dei Caraibi, si trova a 16 chilometri di distanza dalla capitale, mentre il porto dista appena un chilometro dal centro. Sull’isola gli spostamenti avvengono principalmente in autobus, coi quali è d fatto possibile raggiungere qualsiasi località dell’isola; le alternative sono costituite dal noleggio di auto o di una bicicletta, un mezzo di trasporto diverso dal solito ideale per percorrere le ampie coste pianeggianti.
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