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Road Town, visita alla Capitale delle Isole Vergini Britanniche

Non ci sono attrattive turistiche vere e proprie a Road Town, capitale economica e amministrativa delle Isole Vergini Britanniche, nel Mar delle Antille. Tuttavia la cittadina, che conta circa 10.000 abitanti (su 30.000 complessivi delle Vergini britanniche), è la prima tappa di qualunque itinerario nel piccolo arcipelago, ospitando quasi tutte le infrastrutture legate ai trasporti ed i maggiori servizi del paese. Per questo il consiglio è di trascorrervi almeno una giornata prima di partire alla volta delle isole periferiche, raggiungibili ogni giorno con diversi traghetti diretti che partono dal porto.

Originariamente popolate dai nativi aruachi, le Isole Vergini furono conquistate da un’altra tribù caraibica all’inizio del XV secolo. Il primo europeo a mettervi piede fu Cristoforo Colombo, che vi sbarcò nel 1493 durante la sua seconda spedizione americana, ma per decenni l’interesse delle maggiori potenze coloniali europee nei confronti dell’arcipelago fu piuttosto scarso. L’isola di Tortola, dove sorge Road Town, venne occupata dagli olandesi nel 1648, mentre altre caddero sotto l’influenza di inglesi e danesi. Successivamente il Regno Unito estese i propri confini fino ad inglobare la stessa Tortola, che dal 1960 ospita il capoluogo dell’enclave inglese d’oltreoceano.

Il cuore di Road Town coincide con la zona intorno alla tortuosa Main St, dove si possono ammirare begli edifici in legno e pietra costruiti all’inizio dell’Ottocento. Alcuni di questi ospitano negozietti di artigianato locale piuttosto interessanti, mentre la maggior parte dei pub e dei ristoranti si concentra lungo Waterfront Dr. All’estremità meridionale di Main St è da vedere la Government House, il simbolo del potere imperialista della città. Il bell’edificio imbiancato a calce, in passato sede della residenza del governatore inglese dell’arcipelago, è un tipico esempio di architettura coloniale britannica e all’interno accoglie una piccola esposizione di mobili e manufatti d’epoca.

Proseguendo oltre la Government House si incontra un altro museo, il VI Folk Museum. A ospitarlo è una tradizionale casa caraibica, entro la quale trovano posto una breve collezione di reperti precolombiani ed un microscopio negozio di souvenir. Ancora più avanti si erge la Chiesa episcopale di St George, una bella cappella anglicana settecentesca profondamente ristrutturata all'inizio del XIX secolo a causa dei danni arrecati da un uragano. Al suo interno è custodita una copia dell’Emancipation Act (Proclama di Emancipazione), l’editto che nel 1834 concesse la libertà a tutti gli schiavi impiegati nelle piantagioni britanniche delle Indie Occidentali. Per concludere l’itinerario lungo Main St restano da vedere la ex prigione HMS Prison, la più antica testimonianza architettonica della città, essendo stata costruita all’inizio del XVIII secolo, e la confinante chiesa metodista del 1924 di cui spiccano le pregevoli finiture in legno.

Se avete apprezzato gli allestimenti dei piccoli musei descritti in precedenza vi consigliamo di visitare anche il Lower Estate Sugar Works Museum, un'esposizione gestita da un gruppo di volontari all’interno di un ex zuccherificio lungo Station Ave. Un’altra testimonianza storica del passato è quel che resta di Fort Burt, il forte olandese che un tempo proteggeva l’ingresso al Road Harbour. Purtroppo l’incedere del tempo ha drasticamente ridimensionato la struttura, di cui sono ancora visibili le fondamenta e il deposito delle munizioni.

A dispetto delle dimensioni ridotte, Road Town è spesso congestionata da un traffico caotico e indisciplinato. Per sfuggirvi ci sono un paio di ottimi parchi: i grandi JR O’Neil Botanic Gardens ed il piccolo Queen Elizabeth Park. I primi sono caratterizzati da un grande biodiversità e si estendono su una superficie di 1.6 ettari un paio di isolati a nord della principale rotatoria della città; al loro interno si trovano decine di piante tropicali endemiche, un vivaio di orchidee, uno stagno popolato di ninfee, un orto di erbe officinali e persino un boschetto di cactus. Il Queen Elizabeth Park è di dimensioni notevolmente inferiori e si affaccia sul lato occidentale del porto, a sud della Government House, ma ospita un’area gioco per bambini e confortevoli panchine ombreggiate.

Per trovare spiagge e mare turchese è sufficiente uscire di qualche chilometro dal centro di Road Town. La Cane Garden Bay Area, in particolare, è la destinazione ideale per chi vuole godersi qualche ora di relax balneare per poi fare rientro nel capoluogo, da cui dista meno di mezz’ora di auto. L’unica pecca di questa meravigliosa insenatura a mezzaluna bagnata da acque cristalline e orlata di dolci colline è l’affollamento, in quanto è qui che trascorrono le proprie giornate gli ospiti delle grandi navi da crociera che attraccano settimanalmente al porto di Road Town.

A Road Town si tengono ogni anno un paio di feste che incarnano a meraviglia lo stile di vita di queste isole dei Caraibi. La prima è la Spring Regatta, una settimana a base di musica, banchetti e notti bianche in programma tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, mentre a cavallo tra luglio e agosto si celebra l’Emancipation Festival, che celebra l’approvazione dell’Emancipation Act del 1834. Oltre al ricordo, i festeggiamenti prevedono chiassose e pittoresche sfilate per le vie del centro al ritmo di incalzanti sonorità reggae che si protraggono fino al mattino.

Il clima tropicale è sensibilmente influenzato dai venti alisei. Il periodo più piovoso dell’anno è compreso tra agosto e dicembre, quando in media cadono più di 120 mm di pioggia al mese, ma le precipitazioni non risparmiano neanche aprile, maggio, giugno e luglio, concedendo una brevissima tregua solo tra gennaio e marzo. La temperatura si mantiene pressoché costante durante tutto l’anno, con valori minimi che difficilmente scendono sotto 20 gradi e massime che variano tra i 31 gradi di agosto e i 26 di gennaio. Seppure non molto frequenti, gli uragani possono colpire Tortola e il resto dell’arcipelago soprattutto tra giugno e novembre, indubbiamente il momento peggiore per visitare l’isola.

L’unico aeroporto internazionale dell’arcipelago si trova a Beef Island, un’isola di piccole dimensioni collegata a Tortola da un ponte costruito alla sua estremità orientale; da Road Town si impiegano circa 25 minuti di auto per raggiungere il Terrance B. Lettsome International Airport, collegato da diverse compagnie aeree a tutte le maggiori destinazioni dei Caraibi. L’altra grande infrastruttura del capoluogo è il porto, suddiviso in tre moli destinati rispettivamente alle navi da crociera delle Isole Vergini britanniche, alle principali compagnie di barche da noleggio ed ai traghetti per Virgin Gorda, St Thomas e Anegada.
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 Pubblicato da - 26 Novembre 2014 - ę Riproduzione vietata

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