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Kings Canyon National Park, visita al parco californiano

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Il Kings Canyon National Park è un’area naturale protetta situata nella parte centro-orientale della California, non lontano dall’estremità meridionale della Sierra Nevada, a 90 chilometri di distanza da Fresno e circa 250 da Los Angeles. Il parco, che confina a sud con il Sequoia National Park con il quale forma un’unica unità amministrativa, è di dimensioni ragguardevoli, estendendosi per oltre 1.873 km². La caratteristica principale della riserva è la varietà degli scenari naturalistici, con splendidi massicci, colline impervie, profondi canyon, grotte e foreste di sequoie che si rincorrono fin quasi alla punta occidentale della valle di San Quintino.

Se oggi la regione dei Sequoia and Kings Canyon National Park è una delle aree turistiche più apprezzate dell’entroterra californiano, già nella seconda metà dell’Ottocento i coloni si accorsero dello splendore di queste incantevoli vallate, stabilendovisi a partire dal 1873, anno in cui John Muir notò la straordinaria somiglianza geologica della zona con quella del parco di Yosemite, giungendo alla conclusione che entrambe fossero state modellate dall’azione dei ghiacciai durante l’ultima era glaciale. Da quel momento in poi Muir si adoperò per rendere la regione un’area protetta, condizione che fu però raggiunta solo una sessantina di anni più tardi, nel 1940, quando annettendo il più antico Parco Generale Grant la zona divenne un grande Parco Nazionale.

Per cercare di comprendere meglio la conformazione del parco conviene partire da una prima suddivisione del medesimo in due grandi macro aree: la Redwood Mountain Grove e la General Grant Grove. La prima è la zona che comprende le sterminate foreste Redwood Mountain, le più grandi distese di sequoie del mondo. Qui si potranno ammirare decine di secolari esemplari di Sequoiadendron giganteum, ovvero di sequoie giganti, mastodontiche piante che possono raggiungere i 95 metri di altezza per un diametro alla base di quasi 9 metri, mentre sono in tutto 15.800 le sequoie presenti. La General Grant Grove è invece la zona che ospita il Generale Grant, il secondo albero più grande del mondo dopo il Generale Sherman, che guarda tutti dall’alto dall’adiacente Sequoia National Park.

Se il fascino delle foreste di sequoie non vi è bastato, non resta che spostarsi nella parte orientale del parco, quella dove i boschi lasciano spazio ai canyon. Qui gli elementi caratterizzanti del territorio sono gli affluenti dei più grandi Kings River e San Joaquin River. Tra questi spicca il fiume South Fork, la cui azione millenaria ha letteralmente scavato nella roccia la vallata del Kings Canyon che da il nome al parco. Questo enorme canalone, che in certi punti raggiunge l’inimmaginabile profondità di 2.500 metri, è il canyon dal maggior dislivello degli Stati Uniti d’America ed è l’unica zona del parco accessibile ai veicoli a motore, interdetti invece a tutte le aree boschive. Sempre presso il Kings Canyon si trova il Cedar Grove Village, una struttura destinata a ricevere i turisti.

... Pagina 2/2 ... Spostandosi ancora verso est si potranno ammirare sempre più nitidamente i picchi innevati della Sierra Nevada, che segnano il confine orientale del Kings Canyon National Park. Le montagne sono facilmente attraversabili in estate, quando i molti passi sono pressoché sgombri dalla neve, mentre possono presentare problemi di movimentazione in inverno, da novembre e marzo, quando il ghiaccio complica non poco gli spostamenti in auto. Tra i valichi più importanti ricordiamo il Bishop Pass, il Taboose Pass, il Sawmill Pass ed il Kearsarge Pass, tutti ben oltre i 3.300 metri di altitudine. In questa zona si erge anche il North Palisade, la cui vetta, con i suoi 4.341 metri, è il punto più alto del parco.

A seconda della stagione nella quale si sceglie di visitare il parco si potranno praticare attività differenti, facendo si che non vi sia un periodo più adatto di un altro per partire alla volta del Kings Canyon. In estate, quando le temperature sono molto alte, sono consigliate le passeggiate in alta quota o attraverso i boschi di sequoie. In inverno invece, escludendo il periodo delle tormente di neve durante il quale il parco resta chiusi, sono particolarmente suggestivi gli itinerari a fondo valle o lungo i canyon, occasionalmente ammantati dalla neve.

Per quanto concerne i trasporti, l’aeroporto più vicino è il Fresno Yosemite, posto un centinaio di chilometri ad ovest del parco, anche se, dallo scalo di Sacramento a quello di Los Angeles, sono molte le possibilità per atterrare nelle vicinanze. Una volta raggiunta Fresno non resta che immettersi nella statale US-180 che conduce praticamente all’ingresso del parco. Se si proviene invece da est la strada di riferimento è la US-395.
Cortesia foto: Buck Forrester

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