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I Maestri veneziani e fiamminghi, in mostra al Palais des Beaux-Arts a Bruxelles

La mostra Maestri veneziani e fiamminghi, aprirà questo giovedì 10 febbraio al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles.Italia e Fiandre, Venezia e Anversa, la capitale commerciale del Mediterraneo e la capitale commerciale del Nord. Un binomio storicamente fondante, intorno cui hanno ruotato l’economia, la politica, la cultura europea al loro farsi, in quel Quattrocento che darà vita alla grande stagione rinascimentale. Un tempo che ha visto protagoniste, intorno ai poli portuali, due grandi macroregioni: da una parte i territori veneziani di terraferma, quello che possiamo definire il lombardo veneto il cui fulcro era la capitale della Serenissima in terraferma: Bergamo. Dall’altra le Fiandre, con Anversa cuore finanziario d’Europa.

Oggi si vuole raccontare questa grande storia, riallacciando e ridefinendo rapporti essenziali per la costruzione di un’Europa che non sia solo entità geografica ma geopolitica ancora trainante. Tutto questo intorno a un progetto culturale fortemente connotato.

Due collezioni tra le più importanti al mondo: l’Accademia Carrara di Bergamo, il Koninllijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa. Due raccolte con alcuni, eccezionali punti di contatto: l’essere raccolte pubbliche strutturate su lasciti privati e fondate sulle collezioni di alcuni tra i maggiori storici dell’arte mondiali; l’essere uno straordinario insieme di capolavori, in grado di raccontare lo sviluppo della grande pittura veneta in parallelo con l’evoluzione dell’arte fiamminga. In un rapporto di stretta interdipendenza le une con le altre: non avremmo Giovanni Bellini e Antonello da Messina senza Van Eyck e Rogier Van der Weiden, non avremmo Rubens e Van Dyck senza Tiziano e Veronese.

E di questo scambio culturale, con opere che viaggeranno da un porto all’altro, da un collezionista all’altro favorendo scambi di merci e aperture di banche, il lombardo veneto è stato perno essenziale, non solo come granaio d’Europa ma anche e soprattutto con gli artisti e le opere che ruotavano intorno a Bergamo. Così i suoi figli – Palma il Vecchio, Previtali, Cariani – andranno a Venezia a portar linfa nuova all’arte locale e dalla laguna nella capitale orobica giungeranno artisti come Lorenzo Lotto e poi Tiepolo e Diziani a portar il verbo moderno.

Su questa base artistica si intende rimettere in moto un processo virtuoso di dialogo e scambio in un momento storico particolarmente complesso, sottolineando le tangenze e possibilità che il Lombardo Veneto e le Fiandre hanno in comune: dall’essere capitali della creatività nella moda e nel tessile, alla forza del design industriale e agli sviluppi dell’industria chimica.

Bruxelles e il BOZAR, in tal senso, sono il luogo in cui dare visibilità a questo legame storico profondo e un nuovo senso alla cooperazione, creando rapporti che possano offrire opportunità commerciali diversificate e, primariamente, possibilità di lobbing presso l’Unione Europea per la protezione e tutela del diritto intellettuale, sempre più a rischio per l’aggressività dei giganti asiatici.
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