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Nel 2008 il Perý ha regalato importanti scoperte archeologiche

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Il 2008 è stato per il Perù un anno di importanti scoperte archeologiche. Ritrovamenti che possono essere ammirati nella loro completa bellezza e che non smettono di affascinare e stupire il mondo intero. La piazza cerimoniale più antica del Perù, cittadelle preincaiche, templi religiosi, oggetti in bronzo, un nobiluomo della civiltà Sicán: queste sono solo alcune delle ultime meraviglie portate alla luce da archeologi e studiosi, prova che nel sottosuolo peruviano c’è ancora un intero universo da scoprire.

La storia del Perù si arricchisce ogni giorno di un nuovo capitolo. Il ritrovamento di numerosi reperti che permettono di ricostruire le sue antichissime origini, incredibili tesori e segreti delle lontane civiltà peruviane di straordinaria importanza, sorprendono ancora gli archeologi, sempre più intenzionati ad andare avanti con nuovi scavi.

Il Perù 5.500 anni fa: complesso archeologico Sechín Bajo, nel dipartimento di Ancash

Il ritrovamento portato alla luce ad inizio 2008 obbliga storici e archeologici a riscrivere la storia antica del Perù. Le prove al carbonio realizzate, infatti, attribuiscono alla struttura 5.500 anni di storia, la più antica del Perù e di tutto il continente americano.

A più di 300 km a nordest di Lima, quasi sulla costa pacifica, un gruppo di archeologi peruviani e tedeschi ha portato alla luce una piccola piazza cerimoniale nel complesso archeologico di Sechín Bajo, nel dipartimento di Ancash. Gli scavi, iniziati nel 1992, hanno rivelato una piazza circolare con un diametro tra dieci e dodici metri, costruita con pietre portate dalle colline vicine e mattoni di terracotta, a dimostrazione dell’alta conoscenza architettonica e costruttiva di queste antiche civiltà.

La piazza circolare sembra appartenere alla prima delle tre tappe costruttive identificate nel complesso archeologico. Alla seconda fase risale un edificio piramidale con 4 cortili interni allineati in modo decrescente, del 3.000 a.C., mentre la terza tappa, databile tra il 2.100 e il 1.600 a.C., mostra uno spazio aperto posto al di sopra della piazza circolare, con nove sale allineate che pare avessero una funzione rituale.

Oltre alla plaza circular hundida, come viene chiamata in spagnolo, gli archeologi hanno trovato anche un fregio di grande importanza, un altorilievo rappresentante la figura di un tagliatore di teste, personaggio mitico e molto legato alla storia dell’antico Perù, ritrovato soprattutto nelle zone andine. L’immagine riunisce gli elementi basici del pensiero religioso andino, il felino e il serpente: si tratta infatti di un personaggio con denti da felino che successivamente sarebbero stati ricorrenti nell’iconografia della cultura Chavín, con un coltello cerimoniale nella mano destra e nella sinistra un serpente.

Cusco, Lambayeque e Amazzonia protagoniste di nuove scoperte archeologiche

I dipartimenti di Cusco, Lambayeque e Amazonas sono una miniera di informazioni e tesori culturali per gli archeologi che nel 2008 hanno svelato numerosi ritrovamenti.
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Nella provincia di Utcubamba, situata nella zona nordorientale del Perù, è stata ritrovata una possibile cittadella preincaica.

A conferma di queste ipotesi, alcuni ricercatori hanno portato alla luce i resti di circa 200 persone in una grotta di 70 metri di larghezza e 15 di profondità, quasi a costituire un cimitero preincaico, accompagnati da ceramiche, pitture rupestri e petroglifi.

Nel distretto di Lambayeque i principali ritrovamenti sono stati realizzati nei complessi archeologici già esistenti. Nel complesso Collud-Zarpán, sono stati rinvenuti due templi religiosi della nobile civiltà del nord del Perù e un murale dove è raffigurata una divinità aracnea. Una cittadella della cultura Wari, formata da grandi fortificazioni di pietra adibite sia a scopi religiosi che militari, è stata trovata nel complesso archeologico di Cerro Pátapo e nella Huaca Chotuna un insieme di 11 scheletri appartenenti a donne sacrificate.

Nei pressi di Cusco, più precisamente nel Parco Archeologico di Sacsayhuamán, furono scoperti 277 oggetti di bronzo durante lavori di ricerca da parte dell’Istituto Nazionale di Cultura di Cusco (INC), oltre ad un magazzino-laboratorio di ceramica cerimoniale o religiosa dell’epoca Inca. Altri scavi realizzati dallo stesso Istituto hanno rivelato resti di due importanti popolazioni preispaniche sulla collina di Huanacaure.

Bosco di Pómac: trovato un nobiluomo della civiltà Sicán

Durante le ultime fasi di scavo nella huaca El Loro, nel cuore culturale del Santuario Storico Bosco di Pómac, gli archeologi hanno con sorpresa trovato una corona d’oro, argento e rame che ha segnato l’inizio di una serie di nuove scoperte davvero interessanti.

Pochi centimetri più a fondo, apparve una delle icone identificative della cultura Lambayeque: si trattava di una maschera Sicán con occhi a mandorla, di 25 centimetri, che faceva parte di una serie di ornamenti collocati in maniera perfetta all’interno della tomba e appartenenti ad una figura dell’alta gerarchia di Sicán. Questa nobile figura, risalente al 1.000 d.C., venne sepolta con altri tre collaboratori, un cappello dalla forma particolare, un pettorale con un pallottoliere multicolore e un vaso cerimoniale d’oro, simile ad un sonaglio, su cui è rappresentata con un altorilievo l’immagine del Señor de Sicán. Vicino a questi ornamenti è stato ancora trovata una collana di pietre preziose e un tumi o coltello cerimoniale di 20 centimetri di lunghezza.

Fonte: Repubb. del Perý Commissione per la Promozione del Perý
Ufficio Stampa PromPerý - Openmind Consulting
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 Pubblicato da il 11/02/2009 - - ® Riproduzione vietata

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