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Benessere a Tahiti: Monoi, Noni e olio di Tamanu, i prodotti naturali di bellezza

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Il monoï è un simbolo di bellezza che parla di Tahiti e le sue Isole nel mondo da secoli. Conosciuto da sempre ai polinesiani, colpì subito, con le sue molteplici proprietà, gli europei che sbarcarono sulle isole nel Settecento. Usato anticamente come olio sacro, ma ricco anche di virtù cosmetiche e curative, è utilizzato quotidianamente ancora oggi da uomini e donne, per ammorbidire e profumare la pelle e i capelli e per infondere armonia e benessere, in un puro e sensuale equilibrio tra corpo e spirito. Prodotto dalla macerazione della polpa di cocco, profumata con fiori di tiare, la gardenia endemica delle isola tahitiane, il monoï ha una lunghissima tradizione nella cultura polinesiana. Già nell’antichità i sacerdoti lo utilizzavano nei riti sacri, per purificare luoghi e oggetti del culto. Anche i neonati venivano cosparsi e massaggiati col profumato olio, per renderli belli, forti e proteggerli da divinità malevole.

Institut du monoï
Nel corso dei secoli, l’uso del monoï ha continuato a far parte della vita quotidiana degli uomini e delle donne di queste isole, grazie alle sue molteplici virtù. Le sue proprietà, infatti, lo rendono un alleato prezioso per la cura del corpo. Leviga, liscia, purifica e ammorbidisce la pelle, lasciando una deliziosa sensazione di appagamento e benessere. Proprio per queste sue qualità è utilizzato anche nel taurumi, il tradizionale massaggio tahitiano che mira a creare armonia tra corpo e mente, liberando il corpo dalle tensioni prodotte dallo stress. Si tratta di un’usanza estremamente diffusa, non limitata agli specialisti, i cosiddetti tahua, ma praticata regolarmente tra i componenti della famiglia, come segno d’amore e pratica di relax alla fine della giornata. L’olio di monoï viene anche usato per la cura dei capelli, li lascia lucidi, morbidi, facili da pettinare, nonché per ravvivare i colori dei famosi tatuaggi polinesiani.

L’importanza del monoï nella cultura e nell’economia tahitiana è all’origine dell’Institut du Monoï, fondato nel 1992 per iniziativa dei maggiori produttori. L’istituto promuove numerose iniziative con lo scopo di diffondere la conoscenza di questo prodotto, implementare lo studio scientifico delle sue proprietà, elaborare nuove formule cosmetiche per un suo utilizzo sempre più efficace. Pubblica anche trattati destinati ai tecnici del settore. Da qualche anno, l’Institut organizza Monoї Here, la settimana del monoï. Nel 2010 l’appuntamento sarà dal 17 al 20 novembre. Un’occasione preziosa per scoprire tutto sulla storia e gli usi di questo olio quasi magico. Saranno allestiti uno spazio con suggestive immagini di ieri e di oggi che narrano miti e leggende della Polinesia francese e alcuni atelier in cui ammirare la perizia degli artigiani che preparano il monoï secondo le ricette tradizionali dei diversi arcipelaghi. Altri spazi saranno dedicati a esposizioni sul “monoï doc”, sui massaggi offerti dai tahua e dalle migliori Spa degli arcipelaghi tahitiani. Sarà anche possibile seguire un itinerario, sull’isola di Tahiti, con diciannove tappe tutte dedicate a questo prezioso olio, la route du monoї.

www.monoi-institut.org

Tra i doni della generosa natura tahitiana c’è il Noni, una pianta dalle ricchissime proprietà nutritive e curative. Considerata sacra, è stata utilizzata dai guaritori polinesiani fin dalla notte dei tempi. Corteccia, radici, frutti, fiori, ogni parte è stata impiegata per secoli nella preparazione di sostanze benefiche per il corpo umano e l’equilibrio psichico. Di recente, sulle tracce di questa antichissima tradizione polinesiana, anche gli studiosi occidentali stanno compiendo ricerche approfondite sui suoi effetti rilassanti, riequilibratori dell’umore e sui suoi principi attivi anti-aging.

Da duemila anni i guaritori polinesiani utilizzano le risorse curative della pianta del Noni.
La fama favolosa di questo vegetale, tramandata di generazione in generazione, è ancora oggi molto viva. Il Noni, nome scientifico “Morinda Citrifolia”, appartiene alla famiglia del caffé e del chinino, ed è molto diffuso a Tahiti e le sue Isole. Ha un tronco simile a quello del bambù e può raggiungere i venti metri di altezza. Le foglie sono di un bel verde chiaro, e i fiori, molto grandi, bianchissimi. La pianta produce frutti tutto l’anno: hanno forma irregolare, sono bitorzoluti, lunghi circa dieci cm e ricchi di vitamine e altre sostanze utili all’uomo.
I Kahuna, guaritori polinesiani, utilizzano da sempre tutte le parti della pianta, considerata sacra. Le foglie, le radici, la corteccia, i fiori e, soprattutto, il frutto sono impiegati, da sempre, nella cura di moltissime patologie. Per le sue doti analgesiche, ad esempio, il Noni è anche chiamato, tradizionalmente, “pianta del mal di testa” o “pianta che toglie i dolori”. Le foglie e la corteccia venivano applicate sulla pelle per curare ferite, eczemi o infezioni della pelle. Il frutto, in particolare, era invece storicamente utilizzato nella cura delle infiammazioni della gola e dei problemi allo stomaco.

Di recente, il succo del Noni, insaporito miscelandolo con succhi di altri frutti, viene utilizzato per il suo apporto di proxeronina, un enzima che favorisce la sintesi delle proteine e stimola il metabolismo. Il Noni contiene anche l’intero spettro degli aminoacidi, ed è, quindi, un’ottima fonte di proteine.
Grazie alle sue proprietà, inoltre, questo integratore naturale aiuta a migliorare l’umore e facilita il riposo notturno. Fornisce anche antiossidanti, che stimolano l’eliminazione dei radicali liberi, con un benefico effetto anti-età, e donano una piacevole sensazione di energia.
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Il noni e i suoi usi permettono di scoprire antiche tradizioni tipiche della Polinesia Francese, entrando in contatto con una cultura profonda e complessa, capace di trasmetterci segreti e trattamenti di benessere messi a punto in millenni di convivenza idilliaca tra uomo e natura.

Una leggenda polinesiana narra di come gli dei abbiano regalato l’atì, o tamanu, agli uomini per proteggerli dal sole, dal vento e dall’acqua. Dai suoi frutti essiccati si ricava ancora oggi un olio dalle straordinarie virtù cosmetiche e terapeutiche. Una cura completamente naturale contro rughe e smagliature ma anche ustioni, abrasioni, dolori reumatici… Perché la saggezza sta nell’applicare al futuro i racconti del passato.

Il tamanu è l’albero sacro della cultura polinesiana. Anticamente era una pianta tabù: soltanto gli addetti ai riti religiosi potevano utilizzarla. Veniva fatta crescere esclusivamente all’interno dei recinti sacri e il suo legno era usato per intagliare i tiki, le raffigurazioni gli idoli. Secondo la leggenda, infatti, gli dei stessi l’avevano regalata agli uomini, per proteggerli dal sole, dal vento e dall’umidità.

Le sue molteplici proprietà benefiche spiegano facilmente le ragioni di tale venerazione. L’olio che se ne ricava, infatti, ha diversi usi legati al benessere e alla cura del corpo. L’albero, che solitamente non supera i tre metri, ha una corteccia scura e foglie verdi molto lucide. Fiorisce due volte l’anno e i piccoli fiori bianchi lasciano il posto a frutti verdi di forma sferica, spesso a grappoli. Dopo l’essiccatura i frutti perdono la buccia e diventano simili a palline color legno chiaro. Dal frutto secco si ricava una mandorla che, sottoposta a un procedimento di spremitura a freddo, fornisce un olio dal colore simile a quello d’oliva.

L’olio di tamanu, chiamato anche atì, è utilizzato soprattutto per la cura della pelle. In particolare ha effetti lenitivi e curativi in caso di scottature solari e bruciature. Viene applicato anche in caso di piccoli tagli, escoriazioni, morsi di insetti, sempre per le sue proprietà cicatrizzanti, di rigenerazione dell’epidermide e calmanti. Viene utilizzato anche in cosmetica, spesso in associazione al burro di karité, per contrastare rughe e smagliature.

Secondo gli esperti l’olio di tamanu è molto utile anche come analgesico, soprattutto in caso di sciatalgie e reumatismi; come protettore del sistema vascolare e dei piccoli capillari, per esempio per combattere la couperose; come anti-virale e anti-parassitario; come idratante anti-ossidante e come antinfiammatorio. Considerata l’ampia gamma delle sue virtù terapeutiche, negli ospedali polinesiani si sta sperimentando anche, per la prima volta al mondo, la sua applicazione tramite iniezioni.

La capacità di amare e recuperare il proprio passato per andare verso il futuro: un altro motivo per amare la Polinesia Francese.

Fonte: Ente del Turismo Polinesia Francese
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 Pubblicato da il 14/06/2010 - 5.179 letture - ® Riproduzione vietata

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