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Albergo Diffuso: il modo nuovo italiano di concepire l'Hotel

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L'autorevole New York Times, con un reportage pubblicato il 23 maggio, rilancia a livello internazionale il modello di ospitalità dell’albergo diffuso. Nella lunga intervista a Giancarlo Dall’Ara, ‘inventore’ del modello e Presidente dell’Associazione Nazionale degli Alberghi diffusi, la giornalista Gisela Williams, corrispondente da Berlino della testata americana, ripercorre la storia dell’albergo diffuso dai primi tentativi in Carnia nel 1982 alla realtà attuale che vede una
cinquantina di AD presenti in tutto il territorio nazionale e vede anche i primi, timidi tentativi all’estero, in Croazia e in Svizzera in particolare. L’Albergo diffuso viene presentato come un modello che può contribuire a frenare lo spopolamento di borghi e di centri storici e anche come una proposta made in Italy, fin dal nome che il New York Times ripropone ai suoi lettori, ed ai potenziali turisti, lasciato nell'originale italiano 'alberghi diffusi'.

Il modello dell´AD è stato `inventato´ e messo a punto dal consulente di marketing turistico riminese, il professor Giancarlo Dall´Ara. Si tratta di un albergo 'orizzontale', un albergo che non si costruisce, che permette agli ospiti di vivere lo stile di vita di un luogo. Le case che lo compongono diventano le camere di una struttura che è in grado di offrire tutti i servizi alberghieri in un contesto di autenticità. La gestione di un albergo diffuso, si basa sulla professionalità e le competenze del gestore, ed esprime la cultura dell´ospitalità del luogo. L´attenzione alla sostenibilità, ai prodotti locali, alla valorizzazione del territorio sono le linee guida dell´offerta di un albergo diffuso.

Requisiti di un Albergo Diffuso
-Gestione unitaria - Struttura ricettiva gestita in forma imprenditoriale
-Servizi alberghieri - Struttura ricettiva alberghiera gestita in forma professionale
-Camere/Unità abitative dislocate in più edifici separati e preesistenti-Centro storico abitato
-Servizi comuni - Presenza di locali adibiti a spazi comuni per gli ospiti (ricevimento, sale comuni, bar, punto ristoro)
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-Distanza ragionevole degli stabili - massimo 200 metri tra le unità abitative e la struttura con i servizi di accoglienza (i servizi principali)
- Presenza di una comunità viva - Comunità ospitante, integrazione nel territorio
-Presenza di un ambiente autentico - Integrazione con la realtà sociale e la cultura locale
- Riconoscibilità - Identità definita e uniforme della struttura; omogeneit dei servizi offerti
- Stile gestionale integrato nel territorio e nella sua cultura

Per Info: www.albergodiffuso.com/, tel 0541 929777

 Pubblicato da il 24/05/2010 - 2.961 letture - ® Riproduzione vietata

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