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Green Pass italiano ed europeo: come funziona il passaporto vaccinale e come ottenerlo

Nelle prossime settimane un nuovo sistema permetterà ai cittadini europei di muoversi liberamente sul territorio italiano e dell’Unione Europea per un anno, nonostante l'aspetto della durata sia ancora da chiarire. È infatti necessario sistemare ancora alcuni dettagli, ma ormai ci siamo: il passaporto vaccinale, o Digital Green Certificate, entra in vigore il 1° luglio per tutti i cittadini dell'UE.

Cos’è il Green Pass o Passaporto Vaccinale?

Dopo più di un anno di restrizioni e con la campagna vaccinale ormai iniziata in tutto il mondo, si cerca un ritorno alla normalità per quanto riguarda gli spostamenti e, di conseguenza, anche per le vacanze in vista della stagione estiva.
Inizialmente si pensava a una versione nazionale, il Green Pass italiano, per muoversi liberamente tra regioni di diverso colore, ma con l'Italia tutta in zona gialla (e presto in zona bianca), l'idea è stata accantonata per concentrarsi sulla versione unica del passaporto vaccinale europeo.

Lo scopo del documento è quello di certificare lo stato immunologico del suo possessore, perché contiene le informazioni necessarie su almeno uno dei tre requisiti fodamentali per la concessione del Green Pass, ovvero:
  • l’avvenuta vaccinazione per il Covid-19 con i vaccini autorizzati dall’Ema: Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson & Johnson (in Italia il pass è valido già 15 giorni dopo la prima dose e l'ipotesi al vaglio è di fare lo stesso in tutta Europa);
  • se si dispone di un certificato che dimostri la guarigione dal Covid da non più di sei mesi;
  • se si ha un tampone negativo effettuato nelle 24 ore precedenti allo spostamento.
Va da sé che la validità del documento cambi in base al certificato rilasciato.
Il passaporto vaccinale attesterà anche alcune informazioni di base della persona come il nome, la data di nascita, quella di rilascio del documento e le informazioni necessarie sul vaccino (tipo, data, numero di dosi) e un identificatore unico. La sua entrata in vigore avverrà in tutta l'Unione Europea il 1° luglio 2021.

Il Green Pass permetterà il libero spostamento delle persone sia in Italia che all'interno dei confini UE (nel nostro caso sostituisce una volta per tutte l’autocertificazione), e presto diventerà uno strumento valido anche per l’accesso a eventi, fiere e spettacoli, ma anche per partecipare alle nozze o per visitare gli anziani in casa di riposo.
Con questo documento si vuole garantire la sicurezza dei turisti e dei cittadini che si muovono nell'Unione Europea, senza obbligo di quarantena. L’obiettivo è chiaramente quello di dare nuova linfa al turismo, uno dei settori che maggiormente ha subìto il contraccolpo della pandemia.

Il Green Pass europeo (o, più precisamente, Certificato Verde Digitale, Digital Green Certificate) è basato su un codice QR che contiene una firma digitale dell’ente che lo emette (ad esempio un ospedale, un centro dove si svolgono i test o un’autorità sanitaria) e sarà gratuito, redatto nella lingua nazionale del paziente e in inglese. La sua validità è estesa a tutti i Paesi dell’Unione Europea, oltre all’Islanda, al Liechtenstein, alla Norvegia e alla Svizzera.

Come ottenere il Green Pass?

Al momento il Green Pass è un documento cartaceo gratuito sotto forma di certificazione rilasciato direttamente dalle autorità sanitarie (ottenibile anche per email o scaricandolo dal proprio fascicolo sanitario), che attesta l'esistenza di almeno una delle tre condizioni necessarie (avvenuta vaccinazione, guarigione dal Covid o tampone negativo), ma successivamente si passerà alla piattaforma tecnologica europea, dove sarà caricato in forma digitale.
Gli italiani lo avranno a disposizione gratuitamente sulle app "Immuni" e "Io" (quella della Pubblica Amministrazione, la stessa usata per usufruire del cashback o del bonus vacanze).

Il Digital Green Certificate consentirà ai cittadini europei di evitare la quarantena all’arrivo in un altro Paese dell’UE (provenendo a sua volta dall’UE), e probabilmente sarà esteso anche a chi arriva dagli Stati Uniti e da Israele, visto il grande avanzamento della campagna vaccinale in questi due Stati.
Con l'adozione del Green Pass europeo gli Stati non potranno più imporre ulteriori restrizioni di viaggio (es. quarantena, autoisolamento, tamponi obbligatori, ecc...), tranne nei casi in cui queste misure preventive non siano necessarie per la salvaguardia della salute pubblica.

Rimangono tuttavia alcuni aspetti importanti da considerare: nonostante alcune indicazioni generali, al momento la durata della copertura è un nodo ancora irrisolto del Green Pass, perché non è stata fissata una validità minima per i test (tocca infatti ai singoli Stati membri decidere), né per quella dei vaccini (servono evidenze scientifiche, che al momento non abbiamo) e nemmeno per la guarigione (si parla di un massimo di 180 giorni, ma decidono i singoli Paesi).
In attesa di sapere le prossime novità, aggiorneremo l'articolo con tutte le informazioni necessarie non appena disponibili.
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