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Il Parco del Delta del Po in Emilia-Romagna: itinerari ed escursioni

Il Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna occupa 53.653 ettari di territorio tra le province di Ferrara e Ravenna.
Si tratta di un’area naturale protetta dalle caratteristiche ambientali ed ecologiche davvero uniche in Italia.
Tipici di queste zone sono gli ambienti umidi ricchi di biodiversità (qui è conservata la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate), ma anche le pinete che corrono lungo buona parte della costa emiliano-romagnola resistendo alla cementificazione.

Il Parco del Delta del Po ospita 11 Zone Ramsar, 18 Siti di Interesse Comunitario, 17 Zone a Protezione Speciale e 40 km di costa adriatica.
È suddiviso in 6 aree – chiamate Stazioni del Parco – ognuna delle quali ha peculiarità ambientali, ecologiche e culturali.
Nel dettaglio, da nord a sud, le stazioni prendono rispettivamente i nomi di Volano - Mesola - Goro (13.730 ettari), Centro Storico di Comacchio (6.715 ettari), Valli di Comacchio (15.105 ettari), Campotto di Argenta (2.481 ettari), Pineta di San Vitale e Pialasse di Ravenna (7.336 ettari), Pineta di Classe e Salina di Cervia (8.286 ettari).

Escursioni nella Pineta di San Vitale e Pialasse di Ravenna


Già in un altro articolo avevamo parlato di come una gita nel Parco Delta del Po con i bambini potesse essere una buona occasione per trascorrere una giornata in famiglia circondati dalla natura.

Le escursioni di cui raccontiamo di seguito si concentrano invece nella sola stazione della Pineta di San Vitale e Pialasse di Ravenna, che si estende immediatamente a ovest delle località balneari di Casalborsetti, Marina Romea e Porto Corsini.
La stazione comprende tre aree classificate come Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale: la prima è quella di Punte Alberete e Valle Mandriole, che è il sito d'acqua dolce e di foresta allagata più importante del Parco del Delta e dell’intera Emilia-Romagna. La zona umida è divisa in due dal corso del fiume Lamone ed è attraversata dalla Statale Romea (SS309).
Oltre a passeggiare o a muoversi in bici, è possibile salire sulle torrette di osservazione panoramica (tra le più accessibili c’è la torre di avvistamento della Valle Mandriole, lato Lamone, ben visibile dalla strada) per ammirare il contesto naturale in cui vivono flora e fauna locali. Qui, tra la palude e i fossi, ha trovato il proprio habitat ideale una foltissima colonia di nutrie.
Nella zona settentrionale di Valle Mandriole è inoltre visitabile la casa dove si fermarono Giuseppe e Anita Garibaldi, la quale proprio qui morì nel 1849.

Il sito delle Pialasse Baiona, Risega e Pontazzo racchiude invece il più grande complesso di valli ravennati, un'ampia laguna salmastra a contatto con il mare tramite canali, con acque a bassa profondità e fondali limoso-argillosi, poste tra la Pineta di San Vitale e il Mare Adriatico, da cui è diviso solo da un cordone dunoso e dagli abitati di Marina Romea e Porto Corsini.
Le pialasse si sono formate fin dal XVI secolo, ma devono le loro caratteristiche attuali soprattutto all'uomo; oggi sono divise in chiari da argini erbosi e sono solcate da dossi con vegetazione alofila. Lungo le pialasse, così come sulle rive del Lamone o sui canali, sono presenti i caratteristici bilancioni (o padelloni), come vengono chiamati in Romagna i capanni dei pescatori attrezzati con la rete da calare in acqua.
Anche senza avventurarsi a piedi non è raro notare in lontananza – percorrendo in auto o con altri mezzi la Via delle Valli, che unisce la SS 309 a Marina Romea – colonie di fenicotteri che mangiano o che si riposano in acqua e, con un po’ di fortuna, coglierli nel momento in cui si staccano in volo in branco creando spettacolari figure nel cielo.

Infine, la Zona di Protezione Speciale della Pineta di San Vitale e Bassa del Pirottolo accoglie il settore più settentrionale di ciò che resta della storica pineta di Ravenna: si tratta di una foresta di pini, frassini, pioppi bianchi, querce e farnie, attraversata da numerosi canali e dalla stessa Bassa del Pirottolo, una depressione paludosa con acque basse, canneti e giuncheti che si allarga nella Buca del Cavedone, con acque debolmente salmastre.
Nel sottobosco si riconoscono prugnoli, biancospini, sanguinelle, olivastri, pungitopi, asparagi, ginestrelle, funghi e rose selvatiche.

A seconda dei propri interessi si può scegliere di visitare solo una di queste zone, oppure tutte e tre; partendo al mattino, comunque, è possibile compiere diversi percorsi e toccare tutte le aree che abbiamo indicato.

Itinerari nella natura


Per visitare il territorio che comprende la Pineta di San Vitale, la Pialasse di Ravenna, l'Oasi di Punte Alberete e Valle Mandriole un buon punto di partenza – o quantomeno di riferimento per lasciare l’auto e i mezzi motorizzati – è la cosiddetta Ca Vecchia (o Cà Vecia), antica casa pinetale oggi trasformata in un’aula didattica del parco, ma che un tempo era utilizzata per la raccolta delle pigne prodotte dal pino domestico, l’albero simbolo della Pineta San Vitale.
Questo luogo è comodo perché si trova in posizione piuttosto centrale rispetto ai sentieri che attraversano l’intera area ed è dotato anche di tavoli per il picnic, ma in tutta la stazione esistono anche altri parcheggi e piazzali dai quali partire per le proprie escursioni.

I sentieri: escursioni a piedi o in bici
Nei pannelli schematici disponibili all’inizio dei percorsi si può consultare la mappa dei sentieri – alcuni da percorrere a piedi, altri in bici, e altri ancora indifferentemente con l’uno o l’altro mezzo – che si inoltrano nella natura del Parco del Delta del Po e toccano luoghi come la chiesetta della Madonna del Pino, i ponticelli sul Canale Fossatone o le bassure umide dove vivono aironi, folaghe e anatre.
Il bosco è fruibile anche a cavallo tramite sentieri da compiere rivolgendosi ai maneggi e alle aziende agrituristiche che si trovano nella pineta o nelle campagne vicine.

Esistono 10 percorsi nella zona della Pineta di San Vitale e Pialasse di Ravenna. Nel dettaglio:
  • Percorso 1 “Torre”(0,600 km – a piedi)
  • Percorso 2 “San Vitale” (8 km – sola andata, a piedi o in bici)
  • Percorso 2A "Ca’ Vecchia" (3 km – a piedi)
  • Percorso 2B "Ca’ Nova" (3 km – a piedi)
  • Percorso 3 “Le Punte” (5,700 km – sola andata, a piedi o in bici)
  • Percorso 3A “Punte Alberete" (3 km – a piedi)
  • Percorso 4 “Sant’Alberto e le valli” (28 km – in bici)
  • Percorso 5 “Marina Romea e la valle” (6,400 km – in bici)
  • Percorso “Prato Tabernicolo” (0,450 km – a piedi)
  • Percorso “Ciclo naturalistico del fiume Lamone” (31 km – in bici)
Ognuno di questi conduce a punti particolari della stazione, a volte incrociandosi, a volte prendendo direzioni opposte, talvolta giungendo a torrette di osservazione panoramica o inoltrandosi negli argini delle zone umide.
È bene ricordare che in tutto il parco vivono animali selvatici che, in quanto tali, non devono in alcun modo essere disturbati.

Come arrivare?
Viaggiando da Ravenna in direzione nord sulla SS309 Romea, a circa 10 km dal centro città si trova l’indicazione per la Ca' Vecia sulla destra.
In alternativa, l’auto si può lasciare nel parcheggio adiacente all'Oasi di Punte Alberete, circa 150 metri prima (ma sulla sinistra) dell’indicazione per la Ca’ Vecia.

Per chi arriva dalla provincia di Ferrara sulla SS309, i parcheggi della Ca' Vecchia e di Punte Alberete si trovano rispettivamente 600 metri e 800 metri dopo il ristorante Ca' del Pino.

La fauna del Parco naturalistico del Delta del Po in Emilia-Romagna


Torniamo a un discorso più generale citando alcuni dati ufficiali.
Gli esemplari di flora e fauna che vivono nell’intero Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna comprendono oltre 300 specie di uccelli censite (per una popolazione totale di 55.000 esemplari svernanti e 35.000 nidificanti), 53 specie di pesci, 10 di anfibi, 15 di rettili, 42 di mammiferi, mentre la vegetazione locale accoglie più di 1000 specie.

Tra gli invertebrati segnaliamo la polissena, il licenide dei prugni, varie cicindele e altri coleotteri piuttosto rari, mentre tra i pesci - considerando sia le acque dolci, sia quelle salmastre e quelle salate della linea costiera - ci sono almeno 10 specie endemiche, tra cui lo storione cobice, il ghiozzetto di laguna e il ghiozzetto cenerino, anche se l’animale simbolo del parco è l’anguilla.

Nelle aree del parco vivono anche tanti anfibi come le rane verdi, il rospo comune, la raganella e il piccolo rospo smeraldino, o specie più rare come il tritone crestato italiano, la rana di Lataste e il pelobate fosco.

Tra i rettili più significativi ricordiamo la testuggine palustre e la testuggine terrestre di Hermann, la biscia dal collare, la biscia tassellata e la vipera comune.

Il Parco del Delta del Po è la più importante area ornitologica italiana e una delle più rilevanti di tutta Europa, dove si possono osservare oltre 300 specie di uccelli per una popolazione totale di 55.000 uccelli svernanti e 35.000 nidificanti.
È dunque un paradiso per gli amanti del birdwatching, che possono osservare, tra le specie più rare, il marangone minore (qui vive l'unica colonia dell'Europa occidentale), la sterna di Rüppell (le uniche coppie nidificanti nel nostro continente), ma c’è anche il fenicottero, la sgarza ciuffetto, l’airone rosso, la moretta tabaccata, l’avocetta, il cavaliere d'Italia, il gabbiano corallino e la sterna zampenere, mentre più recentemente hanno fatto la loro comparsa il grillaio, il falco cuculo, la ghiandaia marina e la passera sarda.

Chiudiamo la rassegna faunistica con i mammiferi: nel territorio vivono l’istrice, la puzzola, la nutria, il vespertilio di Bechstein, la nottola gigante, il barbastello, il topolino delle risaie, lo scoiattolo, il toporagno d'acqua, il daino, il cervo della Mesola (Cervus elaphus, qui presente nell’unica popolazione autoctona dell'Italia peninsulare) e il lupo.

Punti d'interesse nel Parco del Delta del Po


I dati rendono l’idea dell’indubbio il valore ambientale e naturalistico del Parco del Delta del Po dell’Emilia-Romagna, che si sviluppa in un’area dove è forte la presenza dell’uomo, motivo per cui si possono apprezzare anche testimonianze artistiche, culturali e tradizioni storiche tali da consentirgli di essere riconosciuto come Riserva di Biosfera MaB UNESCO. Il titolo è assegnato a quelle aree nelle quali la gestione dei paesaggi e degli habitat si coniuga con uno sviluppo sostenibile che valorizzi l'ecosistema e la sua biodiversità.

In questo senso, i punti d'interesse creati dall'uomo nel territorio sono davvero molti.
Oltre alla già citata casa dove morì Anita Garibldi, nella zona di Valle Mandriole, più in generale è tutto il Parco Regionale ad accogliere edifici, musei e strutture storiche significative come l'Abbazia di Pomposa, il castello di Mesola, la Pieve di San Giorgio (appena fuori Argenta, accanto alle Valli di Campotto), il faro di Goro, l’antichissima Basilica di Sant'Apollinare in Classe o la città di Comacchio.

Informazioni e mappe del Parco Regionale del Delta del Po

Trattandosi di un'area molto estesa, la cartografia del parco è particolarmente ricca.
Le mappe delle diverse zone sono disponibili sui pannelli posti lungo i percorsi di visita e sul sito ufficiale del Parco, assieme a tante informazioni utili, approfondimenti sulla flora e la fauna, sentieri, dettagli e contatti dell'ente.
Per chi cerca info turistiche segnaliamo il numero +39 3468015015 (servizio attivo dal martedì alla domenica ore 9-13 e 14:30-18:30).
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