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Itinerario in Cilento: cosa vedere sulla costiera cilentana e i suoi borghi

In molti non lo conoscono, gli stessi che non saprebbero nemmeno geolocalizzarlo osservando una cartina dell’Italia. Eppure il Cilento è una terra vera, reale, un pezzo di Campania che ansioso scalpita di salire sul palcoscenico, altamente rappresentativo di un Meridione generoso, fecondo e ben disposto verso i turisti in visita.

Coagulo sfavillante di spiagge bellissime, vecchi borghi, entusiasti paesi e cantucci rurali in parte ancora incredibilmente inesplorati o poco battuti, il Cilento è unico nel suo genere, diverso dall’area partenopea, un favoloso comprensorio le cui bellezze intrecciate creano panieri ricolmi di incanto e abbacinanti scorci, tali da coincidere con i più significativi teatri a cielo aperto, forti di una purezza ancora inviolata dai massivi flussi turistici. Possiamo parlare, in questo caso, di un’autentica “perla del Mezzogiorno”, valicata la soglia della quale si entra in un mondo nuovo che, però, è lì da sempre per sedurre e farsi sedurre.

Attraverso il tour Cilento Destination, organizzato da ViviCilento in collaborazione con Viral Passport, abbiamo scoperto l’anima più profonda, loquace e sincera del Cilento, seguendo un itinerario che dirama capillarizzando il proprio raggio d’azione. Viaggiare qui corrisponde a uno svincolato spaziare fra entroterra e mare della Campania liberando la mente da ogni deleterio quanto condizionante pregiudizio. Natura, cultura ed enogastronomia costituiscono i perni di un percorso evolutivo che si prende per mano il visitatore conducendolo laddove non avrebbe mai pensato di arrivare. Allora la domanda sorge spontanea: dove andare in Cilento per sognare, star bene e godere della proverbiale ospitalità campana? La risposta ve la diamo noi non in qualità di profeti bensì di testimoni ben consapevoli della dote e della vocazione al bello di cui la dimensione cilentana orgogliosamente si fregia.

Agropoli e dintorni


Agropoli rappresenta l’ideale punto di partenza, cittadina in provincia di Salerno affacciata sul mare e organizzata su due altitudini distinte. La parte bassa è indubbiamente la più turistica, con il porto in cui ormeggiano barche e pescherecci (esistono parecchi servizi di noleggio imbarcazioni) e le spiagge; la parte sopraelevata è scandita dalla presenza del centro storico e dall’imponente castello angioino aragonese, sede di numerosi eventi, mostre e presentazioni.

Il territorio brulica di molteplici dimore storiche che nel tempo sono state acquistate, rivalutate, ristrutturate e dunque riqualificate per mostrarsi in tutta la loro nobiltà. Borgo Riccio presso il comune di Torchiara dà valore a questa logica di recupero qualitativo. Di proprietà di Angela Riccio de Braud, è una tenuta che coniuga l’estemporaneità di una fuga e il turismo lento, oasi di pace all’interno di un estratto di macchia mediterranea che annovera ulivi secolari, alberi di fico e sistemi floreali. La residenza ospita 9 camere dotate dei più moderni comfort e un vecchio salone in cui antichi camini, preziosi mobili intagliati e un grande presepe artigianale generano un’atmosfera altamente evocativa del passato. Fiori all’occhiello la biblioteca, l’elegante piscina, il solarium e persino un idromassaggio riscaldato all’aperto. Nel Salone Milano hanno periodicamente luogo ritrovi e iniziative culturali.

Borgo Riccio è solo uno dei tantissimi punti d’interesse afferenti una terra plasmata dai miti e dalle leggende, sintesi armoniosa di eredità storico-culturali lasciateci da civiltà come i Greci, i Romani ma anche Saraceni, Normanni, Francesi e Spagnoli. Non deve dunque stupire l’esuberanza del Cilento, laddove si è da millenni constatata la nascita della filosofia di Parmenide e Zenone (ricordate i famosi quattro paradossi?) nonché della dieta mediterranea elaborata dal biologo e fisiologo statunitense Ancel Keys.

Doveroso pianificare una visita a Vatolla, graziosa frazione del comune di Perdifumo, e a Palazzo de Vargas, sede del Museo dedicato al filosofo, storico e giurista Gian Battista Vico. Da qui ci si sposta a Ceraso per assaporare appieno la vita campestre che nella campagna cilentana non si cura minimamente della frenesia e del caos vigenti nei centri abitati.

Un esempio lo concede l’Azienda Agricola La Petrosa, epicentro dell’amore e della passione per la terra e i suoi tesori tutti da gustare. L’azienda, immersa in un parco di 50 ettari di rigogliosa vegetazione, è anche un attrezzato agriturismo che funziona inoltre da B&B e fattoria didattica, essendo specializzata nella produzione di salumi, formaggi, conserve, olio e derivati della lavorazione di grani antichi, ergo pane, pizza, focacce e biscotti. Due silos sono addirittura stati convertiti in piccoli appartamenti a doppio livello (cucina e camera da letto) per l’occasionale soggiorno del visitatore. L’azienda dispone infine di una bellissima piscina e una terrazza panoramica con servizio ristorante.

Trentinara, Castellabate e le grotte di Pertosa-Auletta


Val la pena immergersi nel placido clima di Trentinara, borgo il cui belvedere reca un curioso segnale stradale che recita “Kiss please”, ovvero “Baciatevi”. Questo curioso “obbligo al bacio”, ideato da Michela Daniele, rimanda alla leggenda di Isabella e Saul, innamorati ma fortemente osteggiati dalla nobile famiglia di lei, al punto che i due giovani decisero di gettarsi insieme da una rupe trasformandosi in una roccia alla quale si è dato il nome di “Pietra Incatenata”. Non si dica, tuttavia, che in paese ci si annoia: se lo affermate, di certo non conoscete Cilento in Volo, struttura che vanta la zipline più panoramica d’Italia per un’esperienza adrenalinica da provare di giorno ma anche di notte, partendo da 593 metri s.l.m. e percorrendo in sospensione 1.586 metri a una velocità variabile fra i 60 e i 120 km/h.

Uno dei borghi più belli dello Stivale rimane senza ombra di dubbio Castellabate, ulteriormente famosa per aver fatto da location ad alcune scene della divertente commedia “Benvenuti al Sud” con Claudio Bisio e Alessandro Siani. La celebre piazzetta dove il bar e l’ufficio postale si contrapponevano ai lati opposti esiste e si trova proprio nel centro storico del paese.

Occorre macinare qualche decina di chilometri per raggiungere le suggestive grotte di Pertosa-Auletta, serie di stupende concrezioni e formazioni stalagmitiche/stalattitiche che in passato sono state rifugio ideale per vaste colonie di pipistrelli. Le profonde gallerie sotterranee dell’intrigante sito speleologico – situato nel massiccio dei monti Alburni e gestito dalla fondazione MIDA - sono visitabili per un tratto anche in barca navigando un raro fiume ipogeo, il Negro. Sono le sole grotte in Europa a conservare quanto resta di un villaggio palafitticolo ascrivibile al II millennio a.C.

La Certosa di Padula


L’arroccato abitato di Padula deve buona parte della propria fama alla stupefacente Certosa di San Lorenzo, intitolata al santo martire che morì arso in un braciere. Il complesso monastico possiede un‘estetica e una dimensione monumentali, volute appositamente dall’Ordine dei Certosini, clerici assai ricchi e politicamente influenti che dimorarono qui fino alla soppressione del monastero imposta da Napoleone nel 1807. Il più grande agglomerato conventuale del Meridione italiano conta una superficie di 51.500 metri quadrati, tre chiostri, una chiesa, un cortile e un giardino. Tutto lascia a bocca aperta e non vanno perse le spiegazioni aneddotiche di Giuseppe Verga, guida a dir poco eccezionale per cultura e preparazione, un Cicerone vivente appassionato del monumento di cui è chiamato a tessere le meritate lodi.

La visita alla Certosa è piuttosto impegnativa, perché allora non concedersi in serata una permanenza con cena alla Fattoria Alvaneta? Posta a 700 metri, s’erge a punto di riferimento ricettivo imperniato sull’accoglienza e la buona tavola. Avrete qui modo di assaggiare le squisite zeppoline fritte alla crema di fiori di zucchina, saporiti insaccati, formaggi succulenti come il caciocavallo e i peperoni cruschi, così denominati per la loro croccantezza.

In tema escursioni è consigliato il Vallone, uno dei punti di accesso al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. I sentieri immersi nella natura sono percorribili a piedi e in bicicletta, in alternativa anche a cavallo con la supervisione e l’ausilio del Ranch Lancellotti. Il trekking è seguito dal CAI di Montano Antilia.

Il fascino eterno di Paestum


La storia sale in cattedra al Parco Archeologico di Elea-Velia e soprattutto a Paestum, i cui imperiosi templi sono sopravvissuti ai secoli per comunicarci qualcosa di immortale e straordinario. L’area, contrariamente a quanto si possa immaginare, è piuttosto contenuta ed è perciò visitabile in tempi assolutamente ragionevoli in compagnia di una guida. Meta ideale anche per una vacanza con il camper in Campania. Ci vuole invece una mezza giornata per la completa ammirazione del centro storico di Aquara, un tranquillo paesello ch’è un emozionante concatenarsi di vicoletti, stradine e piazzette in salita e in discesa, tali da assecondare l’andamento dello sperone di roccia sul quale Aquara si dispone acquiescente. È il luogo giusto per accedere a una palette di prelibatezze identificative del Cilento, fra cui i cavatelli a quattro dita e la pizza cilentana.

La Tenuta Mainardi, nel bel mezzo dei floridi vigneti, organizza vendemmie di gruppo, corsi enologici e degustazioni di vini. L’itinerario è da concludersi al meglio tramite una cena defaticante a La Dispensa di San Salvatore presso Capaccio-Paestum, splendido locale che si lega all’operato dell’Azienda Agricola San Salvatore 1988 di Giuseppe Pagano, una fra le più prestigiose della Campania che include uno stabilimento vitivinicolo e un caseificio.

Corrisponde ad assoluta verità ciò che diceva qualcuno: “Quando un forestiero viene al sud piange due volte, quando arriva e quando parte!

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