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Crociera fluviale in Bretagna: da Messac a Dinan

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Volete andare in capo al mondo? Si può. Ed è anche abbastanza facile. Sicuramente emozionante. Basta partire per la Francia, per la precisione per la Bretagna, e sporgersi nel vento di Penn ar Bed.

Nell’ostico dialetto locale significa, appunto, il capo del mondo. Ed è facile capire perché: oltre, in una giornata di sole e nuvole barocche, vi sembrerà di sbirciare l’infinito. Davanti a voi solo mare, onde, strilli di gabbiani e leggende. E tutto lo spazio per fare librare un sogno.

Ecco perché andare in capo al mondo è bello. Perché poi si può tornare coi piedi per terra. E scoprire che il piacere non è raggiungere il confine ultimo: ma avvicinarsi piano piano. E quale modo migliore che farlo seguendo la lenta corrente di un canale? Comodamente seduti sul ponte si possono sfiorare boschi e borghi dal profumo antico, vecchi caffè e gente che pedala piano. Pregustando il momento di scagliare lo sguardo verso l’orizzonte.

Così partiamo per il cuore della Bretagna: molliamo gli ormeggi e iniziamo a scivolare sull’acqua con una bella crociera fluviale in Francia. Il punto di partenza per noi sarà Messac, una cittadina immersa nella natura. Seguiremo il fiume Vilaine e poi il canale d’Ille et Rance, percorreremo quasi 130 chilometri che richiederebbero, se volessimo evitare ogni sosta, circa un giorno e mezzo di navigazione. Ma noi, è chiaro, non abbiamo fretta e sappiamo bene che il viaggio stesso è il piacere. E poi le quasi sessanta chiuse obbligano a soste forzate. Noi ne siamo lieti: e ne approfittiamo per fare il pieno di bellezza.

Siamo a Messac, quindi. Non è certo una metropoli, intorno boschi e prati e soprattutto l’atmosfera magica delle terre celtiche, dove non suona per nulla stravagante pensare di incontrare folletti che salutano compiti. Ma ormai la cima è sciolta, il viaggio ha inizio. Anche se dura pochi metri.

Si, perché proprio dall’altra parte del fiume ci attende, in pratica, la prima tappa: Guipry. Fino a poco tempo fa erano due paesi distinti con diversi municipi ma ora hanno scelto di fondersi: per noi cambia poco. L’atmosfera resta quella. Non a caso dal 1965 questi paesi sono stati classificati come “luoghi turistici verdi”. Occorre spiegare perché? Qui i sentieri si dipartono intorno al centro, e quindi al fiume, per piacevoli e rasserenanti passeggiate e per le belle giornate piscine e lidi garantiscono la tintarella. Se poi proprio non potete stare fermi affittate un kayak. Il fiume è lo stesso ma è tutto un altro modo di navigare. Passeggiando poi per il centro del paese ci troveremo davanti il mulino sul vecchio porto. Qui si lavorava il sale e l’acqua del fiume sostituiva la fatica dei muscoli. Ora, tra quelle pietre si fatica molto meno e si coccola la gola: la struttura è stata trasformata in un ristorante (www.minoterie-guipry.fr). Prima di salpare di nuovo una merenda è proprio quello che vi vuole.

Affrontiamo la corrente del fiume Vilaine. La nostra prossima destinazione è Pont Rean ma prima, stesi sulle rive, sfioreremo i villaggi di Guichen e Bruz. Nulla ci impedisce una sosta sotto la verde tettoia degli alberi o una sfida con canna e mulinello ai pesci del fiume. Si dice che anche i dilettanti della pesca spesso da queste parti abbiano fortuna.

Prima di attraccare la barca e andare alla scoperta di Pont Rean un po’ di filologia: si ignora da cosa prenda il nome il paese ma la leggenda vuole che derivi dalla parola bretone che indica il ranocchio. Ponte Ranocchio quindi: un nome che mette di buon umore. Un’inclinazione sorridente che ci porterà in giro a sbirciare tra le case e il fiume. Per primo ammiriamo il ponte costruito nel 1767 e ora celebrato come monumento storico di Francia e poi passeggiamo tra la chiesa dell’Immacolata e il castello costruito saccheggiando le vecchie pietre di un ben più antico maniero: anche per i monumenti, è evidente, non si butta via nulla. Noi, per parte nostra, non buttiamo via il tempo. Affittiamo una bicicletta e partiamo alla scoperta dei dintorni: dal porto si apre una rete di percorsi, tra cui alcuni ad anello, che permettono di scoprire panorami e scorci che più di ogni libro spiegano dove sono nate le saghe celtiche. Pedalando imperdibile è una sosta al mulino di Boël. Costruito alla metà del 1600 è uno dei più antichi di questa parte di Francia e ha una curiosa forma appuntita. Sta immerso nell’acqua e quell’angolo, simile ad una prua, serve a fendere la corrente. Visti i secoli trascorsi è evidente che i progettisti hanno visto giusto.

Ma è tempo di ripartire: la capitale ci aspetta. La prossima tappa infatti sarà a Rennes, capoluogo della Bretagna fin dai tempi dei Romani. E forse anche per questo qui la storia va a braccetto con la gioia di vivere. Non solo: qui le strade convivono con i canali. Un posto perfetto insomma per chi ama viaggiare scivolando sull’acqua.

Per un po’, però, lasciamo la barca e infiliamoci nel dedalo di stradine acciottolate della parte antica: gran parte delle antiche dimore svanirono nel fumo di un incendio nel 1700. Ma quello che rimane vale ancora un batticuore.

... Pagina 2/2 ... Dopo la visita alla cattedrale di Saint Pierre giriamo intorno al seicentesco parlamento un tempo rifugio dei ribelli bretoni e poi lasciamo fare al caso passeggiando tra le stradine. Sicuramente troveremo un angolo dove ci piacerebbe fermarci a lungo. Quindi una sosta per la gola: se amate il pesce il posto giusto è il ristorante Au Rocher de Cancale (www.aurocherdecancale.fr). La carta dei frutti di mare placherebbe anche il più affamato dei gourmet. Poi, volendo, si potrà tornare in barca: ma non la nostra. Per visitare la rete dei canali di Rennes si possono noleggiare piccoli natanti elettrici per un crociera urbana. La città vista dall’acqua è sempre diversa.

Non siete ancora pronti a partire? Allora senza dubbio puntate su Rue Saint Michel: dopo il tramonto è una infilata di bar e pub. Qui tirare tardi è una scommessa vinta. All’alba però ricordate di essere di nuovo a bordo. Il fiume continua e, con lui, il nostro viaggio. Bastano meno di dieci chilometri per arrivare a Betton: e qui la sensazione di essere in un contesto di favola è completo. Questa cittadina infatti accoglie il visitatore con le sue case a graticcio e le finestre coperte di fiori ed è piacevole bighellonare senza meta tra le strette vie e il fiume.

Poi, dopo la doverosa passeggiata, spostiamoci poco lontano alla scoperta di una perla arrivata quasi integra dal passato: Châteaugiron. Si tratta di un centro medievale a meno di dieci chilometri da Betton dove passare una mezza giornata esplorando le vecchie case a graticcio con le botteghe al piano terreno. Al centro del paese poi c’è il castello che risale al XXII° secolo. Dall’alto delle torri rimaste – in origine erano dodici – il panorama è splendido. Quindi dopo una sosta per un assaggio di ostriche e un filetto con sauce bernaise al ristorante du Cheval Blanc (www.hotel-restaurant-chateaugiron.com) rimettiamoci in marcia lungo il canale d’Ille et Rance.

Prossima tappa a Hédé. Si tratta di una cittadina conosciuta per le sue chiuse che permettono di scalare una collina. Non vi preoccupate: ormai siamo marinai provetti e le undici tappe in salita saranno solo un piacevole modo per ammirare il panorama. La scalata che permette di salire oltre 20 metri da anche la possibilità di buttare l’occhio sui giardini storicamente curati dagli “esclusier”, i guardiani delle chiuse. Per loro era un punto d’orgoglio avere il più bello: per noi è un lusso per gli occhi. Quindi una doverosa visita alle tre antichissime chiese e alla Maison du canal dove in una casa d’epoca si trova un museo dedicato al canale. E alla vita che quel corso d’acqua nato dalla fatica dell’uomo ha regalato ai suoi abitanti. Quindi, ognuno secondo il proprio gusto, si dedichi agli assaggi: qui si trovano le crepes migliori così come i formaggi e il sidro. La linea ne potrebbe risentire.

Meglio proseguire allora e dirigere la prua verso Tinteniac: ancora una volta ci troviamo in un paese di poco più di tremila abitanti, grazioso come una bomboniera, con le vecchie case tirate a lucido e una piacevole atmosfera rilassata e tranquilla. E’ il posto giusto per una sosta senza fretta e una passeggiata senza meta: poi la cosa migliore è trovare un piccolo bistrot, tirar fuori un libro e farsi servire un calice di muscadet. Il tempo passerà in un baleno fino a quando sarà il tempo di ripartire per Léhon.

La nostra meta finale, Dinan, è solo a due chilometri. Ma una sosta qui è cosa da farsi. Sarebbe un peccato tralasciare quella che è considerata una delle cittadine più belle della Bretagna con la strada che si inerpica alle rovine del castello feudale. Costruito nel XII° secolo su un picco roccioso domina le case del paese e l’abbazia benedettina di Sainte Magloire.

Del maniero restano alcune torri e le mura che si possono visitare: facile farsi prendere dalla suggestione e giocare al castellano. Quindi si può scendere all’abbazia e poi infilarsi nelle case e tornare al molo: ecco l’ultimo tratto di canale da navigare prima dell’arrivo a Dinan.

Ed è un arrivo che non dimentichete. Questa città di circa undicimila abitanti è unica per la sua architettura fatta di case in legno e pietra e piazzette acciottolate da cui parte una ragnatela di vicoli. Non a caso è citata tra le più belle di Francia. L’atmosfera è quella del passato e il senso di salto nel tempo si fa più forte quando, ogni due anni, le strade vengono invase da persone in costume per la festa di Remparts. S’è detto invaso e non è un modo di dire: all’ultima edizione erano in centomila.

Ma anche senza la folla l’emozione è grande camminando nelle piccole strade che sbucano al porto dove sono ancora ormeggiate le chiatte usate un tempo per le merci. Noi, senza guardare l’orologio, godiamoci le piazze des Cordieliers e de Merciers infilandoci poi nel silenzio del chiostro del convento. Quindi sosta in uno dei caffè del porto prima di salire sulla torre di Sainte Cathérine dove riempirsi gli occhi di pietra e tegole bigie. Un filo di fumo da un camino è l’unico segno di vita di un panorama che pare senza tempo.

Già, il tempo, proprio quello che manca sempre. E che in questo caso ci obbliga ad ormeggiare la barca. Il viaggio è finito. O meglio: questa parte del viaggio si è conclusa. Perché da nord si sente filtrare il profumo di alghe e salsedine che sale mare. E non troppo lontano contro le onde si rinnova senza sosta la lotta delle rocce di quello che si chiama il capo del mondo. Ora lo sappiamo, si può andare oltre.

Ma forse, seduti ad ascoltare il vento e il ridacchiare degli elfi dei boschi bretoni si comprende in fretta che non ne vale la pena. E che è già così bello restare qui a guardare oltre l’orizzonte.

Per tutti i dettagli e per prenotare una crociera in Bretagna, visitate il sito Le Boat.

 Pubblicato da il 23/09/2015 - - ® Riproduzione vietata

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