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Donnavventura 2014: la prima parte del viaggio con Camilla: Francia, Spagna e Portogallo

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Donnavventura, un modo differente per vedere il mondo. Sei donne, quattro macchine e tanti posti da scoprire, per festeggiare i 25 anni della trasmissione, partendo dall'Italia e arrivando a conquistare l'Africa sahariana, non prima di avere gustato i paesaggi del sud della Francia, della Spagna, delle isole Baleari, del Portogallo e dell'arcipelago di Capo Verde.

In pratica un percorso solare, dal mediterraneo all'Atlantico e ritorno, tra paesaggi tra loro molto diversi, ma uniti dalle bellezze delle ragazze di Donnavventura.

A rappresentare la nostra testata la bella Camilla, ventenne padovana, amante dei viaggi, la più giovane del gruppo e alla prima esperienza in Donnavventura. Occhi nuovi per trasmettere emozioni ancora più fresche e genuine, alla scoperta del magico mondo di Donnaventura. Ricordiamo che il programma televisivo andrà in onda su Rete Quattro a partire da gennaio 2015.

Da Milano a Spotorno, una tappa non prevista

Sono una Donnavventura e voglio condividere con voi ogni luogo che andiamo a scoprire, voglio trasmettervi le mie emozioni e rendervi partecipe di questo mio singolare e meraviglioso viaggio. La particolarità di questa avventura è “l’effetto sorpresa”.. L’itinerario è circa prestabilito, ma non si sa mai cosa possa accadere! La nostra prima tappa da raggiungere, per l’appunto, doveva essere Montecarlo ma appena cominciata la spedizione abbiamo fatto un pit stop improvvisato, un breve fuori programma, in un paesino ligure sul mare: Spotorno!
Questa pausa ci voleva proprio per riprendere le forze e ad aspettarci, un’accogliente hotel proprio fronte mare, l’Hotel Bagni Premuda.
Per raggiungere la mia stanza dovevo salire di un piano e attraversare una terrazza proprio fronte mare.. che vista! Un’infinita tavola piatta illuminata dalla luna davanti a me e un cielo stellato che mi avvolge.. Eh si, è sempre una sensazione unica perché la città purtroppo non regala questi silenziosi e naturali panorami.

Il mattino seguente, al piano terra, un ricco buffet mi attende.. la colazione è il momento che preferisco, soprattutto se mi trovo in una terrazza vista mare e baciata dal sole… la luce del mattino è senza eguali.
Ma è già il momento di ripartire..la mia fedele compagna , che mi trasporta durante il viaggio, è Billy.. montata in macchina, sono pronta in direzione Montecarloooo!


La visita del Principato di Monaco e di Montecarlo, sulle strade del Grand Prix di Formula 1

Passata la frontiera, dopo una ventina di chilometri circa, dall’alto della costa, si intravede quella che è la tanto sognata Montecarlo! Non ci sono mai stata, ma ne ho sempre sentito parlare, soprattutto per il suo celebre circuito di Formula 1, del quale si ricorda il famoso tornantino! Entrando in quel di Montecarlo, ecco che subito si arriva di fronte al maestoso casinò, circondato da negozi d’alta moda e cafè, come il Cafè de Paris.

Noi fortunate Donnavventura alloggiavamo all’Hotel Fairmont, a picco sul mare, dove all’ultimo piano si trovava una terrazza con piscina , dove si faceva anche colazione, da togliere il fiato. Ma c’è di più, ospiti allo Yacht Club di Montecarlo, ho incontrato l’ambasciatore italiano Antonio Morabito che ci ha accolte e illustrato ogni angolo del Club.
Disegnato e costruito su una piattaforma cementata sul mare, gli arredamenti interni sono tutti made in Italy: tra i quali Riva Aquarama e Fendi. Non è mancato proprio niente, nemmeno la squisita cenetta a base di pesce sulla spiaggia con tutto il team, al Note Bleue. E così, il mattino dopo, mi lascio alle spalle l’esclusività di Montecarlo.. ma ci ritornerò!

Il fascino del mare in Costa Azzurra, da Nizza a Saint Tropez e le isole Porquerolles

Il viaggio continua, sto attraversando la Costa Azzurra, percorrendo la bassa cornice in carovana ,passiamo una località dopo l’altra: Villefrance, Nizza, la croisette di Cannes, le Calanques, rosse ed infuocate rocce che costeggiano il mare, Saint Raphael, Saint Maxìm , Port Grimaud, detta anche la piccola Venezia per la sua particolare struttura di tanti canaletti dove numerose barche a vela e motore sono ormeggiate di fronte alle rispettive abitazioni, e poi ovviamente Saint Tropez.

Esclusiva, elitaria e affascinante meta di vip di tutto il mondo, dove alta moda e lusso vanno a braccetto. Ho cenato su un locale nel porticciolo, L’Operà: bar/ ristorante alla moda, con interni bianchi illuminati da una luce rosa, la console con dj che suona tutta la sera, quadri ispirati alla pop art e ottimo menu a base di pesce e carne, dove consiglio vivamente il piatto di pesce crudo: eccezionale!

Da li, siamo salpate a bordo del catamarano Micorasone alla scoperta delle isole Porquerolles, costeggiando la frastagliata costa della Cote Ramatuelle, Ho dormito in rada tra Pointe du Tresor e Pointe de La Chappe per raggiungere proprio l’isola di Porquerolles, un’isola molto particolare, dove l’unico mezzo consentito per spostarsi è la bicicletta, essendo una riserva naturale.

Si sviluppa su un piccolo porticciolo di pescatori e conta circa 200 abitanti per i quali è abitudine riunirsi nella piazza, giocare a petanques ( bocce per noi) e bere pastis. Numerose calette circondano l’isola, dove si possono ammirare tutte le sfumature del blu fino al cristallino azzurro grazie al diverso fondale nei vari punti dell’isola, dal sabbioso al roccioso. Un vero paradiso, non troppo distante dalla mia terra, ancora però sconosciuto a molti.

Escursioni a cavallo nella Camargue francese
Con la carovana, da Port Grimaud, si parte verso la prossima tappa, la Camargue. Passo per Grimaud, Garde Freinet, la Réserve National “Plan de la Maure”, ammirando le vigne pregiate “Chateau des Bertands”. Attraverso St.Maximin e Marseille fino ad arrivare ad Arles: deliziosa cittadina di origine romana con tratti medievali, dove nel centro storico si possono ammirare il Theatre, L’Arenes, e la Place de la Republic, risalenti all’epoca romana. Prima di arrivare a Sainte Marie de la Mer, ci siamo fermate lungo la strada, in una trattoria , dove ho potuto assaporare uno dei piatti tipici della zona, la carne di toro.. buonissima!

Alloggiavo all’Hotel Salicornes, molto caratteristico, situato a circa 500m metri dal mare e dal centro, posizione molto comoda. In paese ci sono diversi ristorantini e localini, e per la prima sera la scelta è capitata su un bar/ ristorante vicino al mare, La Siesta, con musica dal vivo! Consiglio le seppie alla griglia, morbidissime e gustosissime.. anche i dessert meritano! Se invece si ha voglia di una buona grigliata di pesce fresco, non si può non andare al ristorante Etang!

Ma in Camargue una cosa è d’obbligo fare: promenade au cheval, e anche io per la prima volta l’ho fatto…che emozione! Passeggiare a cavallo, circondata da fenicotteri rosa sparpagliati negli acquitrini, tori neri e cavalli bianchi allo stato semi brado, con il sole rosso fuoco che tramonta regalando colori e luci spettacolari, è magico.. mi sembrava di stare su un set cinematografico.

Da non perdere la Fiera de los toros che si tiene a settembre: consiste in una specie di corrida “mis a mortes”( non violenta), dove i mandriani (o toreri) devono sfilare dalle corna del toro una coccarda utilizzando un pettine; consiglio vivamente il tour alle saline e nella città storica Aigues Mortes.

La Camargue è una terra selvaggia ed incontaminata, fatta per rilassarsi e dedicarsi alla natura.

L'arrivo in Spagna a Cadaques

Di nuovo in macchina, questa volta Spagnaaaa! In direzione di Barcellona, una piccola e deliziosa cittadina sul mare mi colpisce. Sorta attorno ad un porticciolo è la città di Salvador Dalì. Casette bianche con balconi azzurri, ristorantini sul porto, vicoletti romantici e una lunga spiaggia.

A darci il benvenuto in questo paesino un pranzetto di pesce coi fiocchi al ristorante S’Entina..ed io amante dei crostacei, non ho saputo resistere ai gambas a la plancha..mmm ho ancora l’acquolina!

A volte le cose migliori sono quelle che accadono all’improvviso..e la scoperta di questa cittadina è stata proprio azzeccata.. una cartolina.

Barcellona e la visita ai capolavori di Gaudì

Tappa d’obbligo in Spagna è Barcellona, una città completa: storia, cultura, tradizioni, gastronomia, movida e mare. Ci sono stata molti anni fa con la mia famiglia, ma c’è bisogno di rispolverare un po’ la memoria e infatti sono felicissima di esserci tornata!

Ho alloggiato all’Hotel Mèlia Barcelona, un bellissimo e nuovo hotel a 5 minuti dal porto e dalle Ramblas. Edificio 30 piani, con camera, vista mare o entroterra, tutte a vetrate, molto tecnologiche e con arredamenti moderni.

Barcellona offre tantissime attrazioni: i monumenti di Antoni Gaudì di cui ricordiamo la Pedrera, la Batlò, la Sagrada Familia e Parc Guell, Immancabile la passeggiata nelle Ramblas che comincia dal porto fino a finire ai piedi della statua di Cristoforo Colombo, e un giro in centro alla scoperta dei più antichi negozi, come quello delle espadrillas “Escarpateria”.

È d’obbligo qui mangiare l’jamòn serrano e noi abbiamo fatto tappa al Cinco cojotas.. me gusta mucho!!!

Valencia, tour tra la gastronomia, la sua storia e la Ciudad de las Artes e de las Ciencias

Se Barcellona è considerata una tappa d’obbligo in Spagna, io consiglierei di visitare anche Valencia.. una città particolarissima dove passato, presente e futuro si incontrano! Andando per ordine, infatti, Valencia ha un centro storico molto ricco e particolare. Città influenzata da diverse culture e in differenti periodi storici, porta con sé un po’ di architettura gotica, barocca e romanica.

La Cattedrale nella Plaza de la Virgen incarna esattamente questo suo sviluppo storico: sorge al centro della città e presenta tutti e tre gli stili architettonici, ognuno in una differente facciata. Valencia ha un clima molto favorevole infatti conta circa 300 giorni di sole all’anno, ma tranquilli, se mentre passeggi per questa città ai bisogno di dissetarti e rinfrescarti, be’ fai come me e prova la tipica bevanda Valenciana, la Horchata..sentirete che buona!

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Ma a parlare di bevande, mi è venuta un po’ di fame.. e a Valencia cosa posso mangiare? Ma ovviamente la paella valenciana al ristorante più famoso della costa.. La Pepica, dove anche personaggi come Hemingway ed i reali di Spagna si sono seduti a tavola.. e come dargli torto..è buonissima!

Ma torniamo a noi…Valencia è la città del futuro, La Ciudad de las Artes e de las Ciencias; si trova vicino alla costa meridionale, sul mare ed è composta da 5 edifici tra cui 4 progettati dall’architetto valeciano Santiago Calatrava: L’Emisferico, l’Oceanografico, il Palacio de las Artes e il Museo de las Ciencias. Attorno alla Ciudad un parco grandissimo adatto a chi ama lo sport.

È una città giovane in continuo sviluppo..io un pensierino per andare li a studiare ce lo farei, abbiamo pure trovato un ristorante italiano “Al Solito posto”, mi sento a casa!

Crociera in barca tra Ibiza e Formentera

Da Valencia a Denia per prendere un traghetto.. il traghetto che mi porterà in un’isola.. La isla blanca : trasgressiva, ribelle, silenziosa di giorno, rabiosa en la noche.. Eivissa! Anche qui ci sono già stata, ma solo di passaggio per andare a Formentera.. e con Donnavventura ho avuto la possibilità di viverla di giorno e, eccezionalmente, di notte. Ad Ibiza ho alloggiato all’Hotel Me, Nikki Beach.. non ci sono parole per descriverlo: interni bianchi e minimalisti, pezzi di design unici, sedie a uovo sospese al soffitto, ristorante all’aperto attorno alla piscina per colazione pranzo e cena, profumo fresco di fiori e frutta in ogni angolo, camere, con accoglienza di frutta e champagne, da principessa.. cosa volere di più?

Una notte passata li per poi dirigermi al mio nido durante il soggiorno tra Ibiza e Formentera: lo Yacht Ineke IV. Essendo alla Marina Magna, una mattina ho approfittato per fare due passi fino alla città vecchia che consiglio di visitare anche alle prime ore della giornata così da godersi ogni scorcio e vicolo. Ma appunto, mi trovo nell’isola della notte e non mi sono fatta mancare la serata al Lìo: club, ristorante e cabaret alla Marina di Ibiza, che consiglio spassionatamente. Un locale affacciato al mare con vista della città vecchia, illuminata dalle luci della notte ed accompagnata dagli show dei cabarettisti che cantano, ballano, si esibiscono in numeri acrobatici e divertenti, coinvolgendo gli spettatori che cenano a ritmo di musica godendosi questo spettacolo. Carne e pesce formidabili; è un locale esclusivo e molto caro, il personale è gentile e disponibile.. essendo famoso affrettatevi, incontrerete molti vip! E dopo le notti brave, c’è bisogno di relax.. l’ideale è salpare verso Formentera. “La isla no existe, es un sueño”.

Dicono così di Formentera forse proprio perché è un piccolo paradiso nel Mediterraneo, al quale è impossibile resitere.. Non es la primera vez que vengo, mi incanta, mi da un senso di pace e libertà. L’ho vissuta sia a terra, per conto mio, che via mare, con Donnavventura, e devo dire che consiglio entrambe le esperienze. Via mare è possibile spostarsi più velocemente di caletta in caletta a seconda del tempo e del mare, e c’è da perdere gli occhi.. l’acqua cristallina, le lunghe spiagge e la sabbia bianca incantano chiunque. La lingua bianca dove da una parte si estende la spiaggia di Illetas e dall’altra quella di Llevante, è la meta più ambita da tutti coloro che vanno a visitare l’isola, sia per la spiaggia che per i meravigliosi tramonti che si possono ammirare a Illetas sorseggiando mojito e cerveza nei tradizionli chiriguitos come il Tiburon, Beso beach, Es Moli de Sal ( anche ristorante).

Ma anche le altre spiagge meritano: Es pujols, dove si trova anche il centro della movida notturna, Playa Migjorn che si estende per tutta la costa occidentale/ meridionale, punteggiata da chiriguitos: i più famosi sono il Blue Beach e il Piratabus, poi ancora Es Calò, un piccolo villaggetto, dove troviamo anche il vecchio rimessaggio delle barchette e delle bellissime spiagge. Girando per l’isola con un po’ di pazienza ci si può avventurare in posti incantati e paradisiaci, come Calò des Mortes! A Formentera ce n’è per tutti: dalla movida ad Es pujols, alla tranquillità ed esclusività di Saint Francesc, meravigliosa per la colazione al mattino, per lo shopping e per il famoso ristorante Cana Pepa, alla stravaganza di Saint Ferrant e alla tradizionale vita a El Pilar de Mola, con i suoi mercatini hippie il mercoledi e la domenica. Io Formentera ce l’ho nel cuore, e consiglio a tutti prima o poi di andarci..non vi deluderà.

Alla scoperta di Alicante e le altre spiagge della Costa Blanca

Torniamo con i piedi per terra. Prossima tappa Alicante. Città che vanta 300 giorni di sole, spiaggia, mare e tanti giovani. Meta frequentata da universatari tutto l’anno, è la città principale della Costa Blanca; il suo centro è rappresentato dall’Explanada de España: il lungomare fiancheggiato da palme.. meraviglioso!

Consiglio di visitare l’ayuntamento (municipio) del XVIII secolo soprattutto per il Salon Azul con galleria a specchi e il MACA, Museo de Arte Contemporaneo, che ospita opere di celebri artisti come Dalì, Mirò, Picasso e molti altri. A soli 20 minuti dal centro di Alicante sorge una località nuova e in via di sviluppo, Benidorm. Assomiglia più ad una Manhattan che ad un paesino di pescatori: alti grattacieli si ergono alti sopra il mare, si dice sia meta di molti giovani turisti inglesi per il sole, per i suoi club e nightclub e gli English pub.

Ma a dominare questa località, dall’alto di una collina ecco Villaitana, uno splendido resort 5 stelle dove noi Donnavventura abbiamo alloggiato. È una sorta di riproduzione di un pueblo spagnolo , un villaggio diviso in due, la parte 4* Melia e la parte 5* The Level. Comprende 6 differenti ristoranti, 8 possibili attività tra cui la pratica del golf, grazie ai suoi 2 campi da 18 buche, diverse stanze, sia normali che suites, 2 piscine.

Un ottimo posto per rilassarsi e allo stesso praticare ciò che più si ama, come il golf, la ginnastica il paddle o quant’altro, nella totale libertà, baciati dal sole tutti i giorni. Alicante offre sia relax che divertimento, adatto per adulti e babini, consiglio davvero di andare a visitarla.


La visita di Murcia, la sua storia e la ricca gastronomia spagnola
Dopo Alicante non si può non fermarsi a Murcia. Capoluogo di regione e città universitaria sul fiume Segura, è un’antica città fondata dai Mori nell’825, a seguito di un ben riuscito piano di irrigazione della fertile pinura circostante.

La Calle de la Tràperia è la strada orincipale della città che collega Plaza de Santo Domingo con la cattedrale. Vi si affaccia un club per soli uomini fonadato nel 1847, il Casino. Città frequentata da molti gitani.

Qui ho pranzato in un ristorante caratteristico e direi buonissimo. Si chiama La Tienda De Susano, situata nella Plaza de la Cruz, è una tienda di tapas, gulsos e Barbacoas. Tipica e caratteristica, tra i più antichi della città. È particolare: appese ai muri tantissime fotografie di diversi anni fa, alcune risalenti al 1938, da proprio la sensazione di essere stato ed essere un locale vissuto e frequentato. Io consiglio le loro specialità: sardinas haumadas e carciofi in tutti i modi, senza nulla togliere alla classiche tapas.


L'arrivo in Andalusia ad Almeria: l'Alcazaba la Chanca e il Desierto de Tabernas
Da Murcia per arrivare a Granada ,Donnavventura mi ha portata in Almerìa. Prima di questa però, un passaggio è di dovere a Cartagena. Città sviluppatasi sul mare, ospita università e molti monumenti storici.

Durante il viaggio un pit stop per pranzo è d’obbligo e proprio per strada scopriamo un bellissimo paesino sul mare Carboneras. Mentre passeggiamo nel lungomare, un profumino proveniente da un chiringuito cattura la nostra attenzione, la nostra pancia più che altro, e infatti al Chiringuito J. Mariano ci viene servita un’ottima grigliata di pesce..mucho gusto!

Riprendiamo le macchine e ci dirigiamo in Almerìa. Non c’ero mai stata e mi ha incuriosito. Qui si trova l’ Alcazaba, meno nota dell’Alhambra di Granada, è un’imponente fortezza araba che testimonia l’epoca d’oro di questa città quando era un importante porto del Califfato di Cordova. Sotto Alcazaba si trova il pittoresco quartiere della Chanca,situato nel porto, presenta caratteristiche abitazioni scavate nel tufo. Famosa la cattedrale nel silenzioso centro storico, eretta dal 1524, 2 anni dopo che il terremoto distruggessela precedente moschea.

A 30 km dal centro di Almeria, la regione andalusa offre nell’entroterra quello che è l’unico deserto in territorio europeo: il Desierto de Tabernas. E’ stato ed è ancora oggi teatro di diversi film Western, come “Per un pugno di dollari” del celebre Sergio Leone. Incredibile, chi l’avrebbe mai pensato.. set assolutamente da visitare.

L'Alhambra di Granada, la Cattedrale e la visita del mercato arabo
Ed ecco finalmente che arriviamo a Granada. Scorgiamo subito l’Alhambra, colossale ed imponente cattedrale Araba. Granada è ricca di storia, tra le vie si respira quella sensazione che si ha di vissuto, di storico.

L’antico mercato arabo si snoda per decine di articolate vie fino a sfociare nella piazza. Qualche passo più in la il mio sguardo si posa sulla Cattedrale che maestosa padroneggia la piazza.
Noi alloggiavamo all’Hotel Melia Granada, vicinissime a Plaza de Espana dove proprio al centro di essa si trova il melograno dei desideri, e ovviamente io ho espresso il mio. L’atmosfera è magica e di sicuro merita una visita.


Tour tra i monumenti celebri di Siviglia. in Andalusia
La prossima tappa è proprio Siviglia. L’impatto che ho, appena comincio ad addentrarmi in questa città, è positivo.. sole, viette strette e pittoresche, patios. Il nostro campo base è al Gran Melia Colon, più che un hotel, si presenta come un museo: in ogni piano le porte delle camere sono dipinte con una rappresentazione del celebre artista Velasquez.. meraviglioso.

Il quartiere di Santa Cruz è il più centrale e il più storico, dove sono concentrate molte delle attrattive più note: la cattedrale gotica con la sua inconfondibile torre, la Giralda, il magnifico Real Alcazar con i suoi palazzi reali e i giardini di Pedro I e Carlo V, l’Hospital de los Venerables che Juan Valdes Leal decorò con superbi affreschi barocchi.

Più a Nord mi incammino verso una delle vie commenrciali più note di Sevilla: calle de las Sierpes. Nelle piazze circostanti, come nella Plaza De Salvador, Cervantes ambientò alcune delle sue storie e nei dintorni facciate e interni dell’ayuntamento testimoniano l’afflusso del Nuovo Mondo e del suo valore artistico.

Ciò che NON SI PUO PERDERE a Siviglia è lo spettacolo di Flamenco tenuto dai migliori ballerini al mondo nell’unico museo di flamenco esistente. Passione. Amore, malinconia, tristezza, grinta, coraggio, angoscia.. tutti sentimenti ed emozioni centrali di questo ballo.. a me sono venuti i brividi quando ho assistito allo spettacolo e consiglio a tutti di vederlo. Siviglia è si moviementata e frenetica di giorno, ma diventa vivace e romantica di notte.

Piazze illuminate, gremite di giovani che si incontrano per bere una cosa prima e dopo di cena, in praparazione alle serata e sullo sfondo monumeti risalenti all’età dell’oro.. Come non innamorarsi di Siviglia! Sicuramente ci tornerò.. ora il tempo corre ed io devo rimettermi in marcia..questa volta verso il portagallo.

In Estremadura, a Merida, ed il viaggio in Portogallo fino a Lisbona

Da Siviglia a Lisbona però non crederete mica che l’abbia fatta tutta d’un fiato vero? Eh no.. toccheremo due città particolari.. Ho attraversato con la mia fedele Billy l’Extramadura, fino ad arrivare a Mérida.. patria delle cicogne. Piccola cittadina tra le rovine romane: arena, colosseo, acquedotto.. Abbiamo alloggiato all’Hotel Parador, un tipico e caratteristico locale su due piani con camere spaziose e luminose, arredamenti in legno antico e bagno moderno. Il centro è piccolo ma carino e c’è una curiosità..

Vincitore di due Guinness World Record come miglior tagliatore di Jamon, Nico Jimenez ha aperto un suo ristorantino/enoteca proprio a Mérida, ed io ci sono stata.. vi lascio immaginare la bontà e la delicatezza del Jamon iberico che ho gustato.. ancora lo ricordo. E dopo questa gustosa tappa, finalmente entro in Portogallo.

La prima città che decidiamo di visitare è Evora, e noi la viviamo in un modo un po’ alternativo, alloggiando in un ex convento trasformato in un hotel & spa 5 stelle: Convento do Espinheiro. Gigantesco, come un labirinto, si snoda a destra e a sinistra portandomi alle camere piuttosto che al ristorante o alla zona wellness. Qui si celebrano anche matrimoni, essendo dotato di una bellissima e antica chiesa storica, infatti abbiamo assistito all’unione di due dolci sposi. Prima di partire alla volta di Lisbona, abbiamo visitato il centro di Evora: piccolo, con vie e casette imbiancate a calce.. le uniche anime a popolare la cittadine, oltre a noi, un gruppo di pittori ritrattisti intenti a copiare la facciata di una chiesa.

Ecco che finalmente ci rimettiamo in marcia in direzione di Lisbona. L’ingresso è spettacolare: la nostra carovana di macchine che sfreccia sopra il ponte Vasco de Gama. Lisbona è una città molto bella che però allo stesso tempo mostra un po’ di malinconia. I suoi quartieri principali e sono la Baixa e il Bairro Alto e ci si sposta per la città con la famosa metro gialla 28!

Belem,altro quartiere di Lisbona, invece è emblematica per il Pasteis de Belem, tipico dolcetto di latte su un letto di pasta sfoglia, servito caldo e spolverizzato di zucchero a velo e/o cannella.: quando l’ho provato non ho resistito a non mangiarne un altro! Belem però è famosa soprattutto perché fu tappa di partenza e rientro di molti esploratori, tra cui appunto Vasco de Gama, ai quali venne dedicato il Padrao do Doscombrimentos e la torre omonima. Lisbona è vita, è meltingpot, è cultura, è musica, è passione.

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