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Il Monte Pilatus, Lucerna: con il trenino a cremagliera tra tradizioni e leggende

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Draghi, tempeste, laghi e fantasmi biblici. Ci sono tutti questi ingredienti nel passato del Monte Pilatus, il massiccio che domina la città di Lucerna. Per raggiungere da quest’ultima la stazione della cremagliera più ripida al mondo, la Pilatus-Bahnen, che ne permette la scalata, si può scegliere fra treno e battello. Fra i due mezzi è decisamente più suggestivo il secondo soprattutto per la quieta armonia che si diffonde durante il viaggio.

Il percorso alla scoperta dei riferimenti che permeano le leggende del Pilatus inizia con un’altra storia, quella della linea ferroviaria a cremagliera che ha compiuto nel 2014 i suoi primi 125 anni. Inaugurata il 4 giugno del 1889, la ferrovia del Pilatus funzionava in origine a vapore. Per farla salire a oltre 2.132 metri sopra il livello del mare con pendenze fino al 48%, i 600 uomini impiegati per costruire i quattro chilometri di binari lavorarono alacremente per 400 giorni.

Tuttora la cremagliera del Pilatus, che continua a mantenere il primato mondiale per l’ardita inclinazione, è considerata un capolavoro dell’ingegneria. Salirci è quasi un obbligo per provare le incredibili sensazioni che derivano dalla visione dei binari che si inerpicano sul davanti e al panorama che ci si lascia alle spalle e si perde fra la boscaglia. Ancora più emozionante è l’incontro con le nubi, che accompagnano l’ultimo tratto del viaggio e uniformano tutto con il loro grigiore.

L’arrivo porta al Pilatus Kulm Hotel, annoverato fra gli alberghi sottoposti a tutela più belli della Svizzera e restaurato nel 2010. Qui si aprono tre possibilità: restare sulla terrazza panoramica dell’albergo ad osservare il panorama ed i buffi uccelli neri che offrono simpatiche coreografie affidandosi al vento, oppure percorrere i due sentieri diretti alle vette del Pilatus, il primo più ripido ma breve verso la cima Esel, l’altro più articolato e lungo verso la cima Oberhaupt. Scegliendo il secondo ci si impatta con il passato leggendario del Pilatus. Il primo tratto del cammino lo si fa attraverso le caverne attribuite ai draghi antichi abitanti dei suoi anfratti.

Ma partiamo ancora da prima, dall’origine del nome del monte che con i draghi non c’entra nulla. Un’assonanza del tutto evidente fa trasparire il legame con una importante figura biblica, quella di Ponzio Pilato. Pare infatti che, perseguitato dai rimorsi di coscienza per la crocefissione di Gesù Cristo, Pilato decise di rifugiarsi nella valle dell’Oberalp in prossimità di un laghetto. Gli abitanti che per primi decisero di stabilirsi ai piedi del Pilatus ritenevano che le incredibili tempeste che regolarmente affliggevano la regione si scatenassero proprio da quello specchio d’acqua e fossero provocate dall’ira di Pilato. La sua anima in pena, che ogni Venerdì Santo si materializzava per sciacquarsi le mani nelle acque del laghetto in modo da cancellare le tracce di sangue ancora vivide nei palmi, reagiva in quel modo alle intromissioni. Bastava un semplice lancio nel lago di un sasso che la tempesta aveva inizio.

Per questo il Consiglio di Lucerna vietò di accedere alla montagna e all’Oberalp minacciando punizioni e trasformando il Pilatus in una montagna proibita. Nel 1585 il parroco di Lucerna decise di mettere fine a questa storia e di affrontare direttamente l’anima di Pilato. Riunita una piccola spedizione di coraggiosi, il prete raggiunse il lago e lo bersagliò di pietre sperando in una sua apparizione. Ma nulla successe. Tutti si convinsero allora che il fantasma avesse abbandonato il lago. Il divieto cessò ed il lago venne prosciugato. Quattrocento anni dopo, nel 1980, si decise di ripristinarlo. Anche allora, e per tutti gli anni seguenti, nulla è successo. Evidentemente, se mai ci sia stata veramente, l’anima di Ponzio Pilato deve aver trovato davvero la pace.

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Altra leggenda è quella dei draghi, avvistati più e più volte. Il primo episodio risale all’estate del 1421 anno in cui il contadino Stempflin trovò accanto a lui un grosso grumo di sangue di drago rappreso. Mentre lavorava il podere aveva visto volare verso di lui un drago gigantesco che stava precipitando. Stempflin, per la paura, svenne. Al suo risveglio trovò accanto a lui la pietra che iniziò subito a mostrare forti poteri di guarigione che vennero confermati ufficialmente nel 1509. Qualche anno più tardi, un giovane, andando a far legna sulle pendici del Pilatus durante l’autunno, cadde in uno dei tanti anfratti. Fortunatamente non si trattava di una caverna normale ma del rifugio di due draghi che accolsero il giovane, sfamandolo.

Giunta la primavera, uno dei due ospiti aiutò il ragazzo ad uscire. Al paese lo credevano morto. Quando ritornò, a nessuno, sembrava vero. La storia è narrata da alcune tavole, appese alle pareti del percorso attraverso le caverne del drago, nel cammino verso la cima la cima Oberhaupt. Nelle cronache di Petermann Etterlin, in un periodo successivo, si legge del tentativo del balivo Winkelried di uccidere un drago. L’uomo ci riuscì colpendolo alla gola con una lancia ricoperta di sterpi spinosi. Purtroppo il balivo non riuscì a raccontare la storia ai nipoti perché una goccia di sangue del drago scivolando sulla sua mano, unita alle esalazioni dell’alito venefico del drago morente, trasformò il sangue di Winkekried in ghiaccio provocandone la morte. Un altro episodio, l’ultimo della serie, risale al 26 maggio 1499 quando a Lucerna, dopo un terrificante temporale, un enorme drago emerse dalle acque selvagge della Reussnei nei pressi della Spreuerbrücke, trascinato probabilmente dalla corrente dopo un temporale. Qualche volta i draghi rapivano una vergine ma in generale erano per lo più di animo gentile, disposti a soccorrere gli escursionisti in pericolo.

Per questo la ferrovia ed il monte hanno voluto l’immagine del drago come logo. La conquista turistica del Pilatus è avvenuta verso la metà del 1800. Nel 1858 nacque una prima locanda poi, due anni dopo, avviò la sua attività l’hotel Klimsenhorn, con la sua cappella neogotica ristrutturata completamente nel 2003.

Nello stesso periodo, aprì i battenti l’Hotel Bellevue (di forma circolare), il primo sul Pilatus Kulm. Un anno dopo la messa in funzione della cremagliera, nel 1890, venne inaugurato il leggendario Hotel Pilatus Kulm. In queste due strutture a metà novembre si svolge il mercatino di Natale più alto del mondo, 50 bancarelle nei corrodoi degli alberghi e sulle terrazze panoramiche.

A partire dal dicembre 1954, la seggiovia Krienseregg, da Kriens alla Fräkmüntegg, permise di conquistare la parete nord del Pilatus, mentre, nel marzo 1956, la funivia collegò la Fräkmüntegg al Pilatus Kulm. Mentre 125 anni fa un viaggio di andata e ritorno per accedere al Pilatus e alle strutture alberghiere con la cremagliera costava 17 franchi contro uno stipendio medio mensile di 20 franchi, oggi ne costa 68. Le carrozze, perfettamente restaurate, sono oggi elettriche. Se la cremagliera resiste al trascorrere del tempo senza scalfire i suoi primati.

Il monte Pilatus oggi, oltre al panorama, alle strutture e alle leggende mostra anche un’altra carta che arricchisce il mazzo delle attrazioni, quella dei parchi gioco per i bambini, come La Pilatus-Land, e il Toboggan Run e il Pilatus Rope Park, il parco avventura più grande della Svizzera, alla fermata Fräkmüntegg scendendo con la funivia verso Lucerna. Per gli amanti della natura è consigliabile affrontare un tratto di discesa a piedi, fra i sentieri che permettono di scorgere stelle alpine, pascoli di mucche ed anche, se la fortuna assiste, uno o più degli oltre 120 stambecchi che vivono sul Pilatus.

Info:
PILATUS-BAHNEN AG Tel +41 (0)41 329 11 11
Schlossweg 1 Fax +41 (0)41 329 11 12
6010 Kriens/Luzern info@pilatus.ch
Switzerland www.pilatus.ch

 Pubblicato da il 07/06/2016 - - ® Riproduzione vietata

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