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Seven Summits: trekking sulle sette vette della Valle dello Stubai

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Durante il nostro viaggio nella Stubaital abbiamo avuto occasione di provare direttamente le proposte escursionistiche che la valle tirolese propone ai suoi visitatori. Ne abbiamo parlato più approfonditamente nella guida alla Valle dello Stubai, ma ci sembra interessante dedicare un ulteriore articolo ad una bella iniziativa che l'ente turistico locale ha messo in atto per promuovere il proprio territorio, stimolando le persone a scoprire i segreti e le tradizioni valligiane.

In particolare, per gli amanti del trekking, segnaliamo la possibilità di cimentarsi con la scalata delle Seven Summits – sette vette che abbracciano la Valle dello Stubai – come un'esperienza di vita da provare assolutamente.

Le montagne in questione presentano sentieri con livelli di difficoltà ed altitudini estremamente diversificate tra di loro, che vanno dai 2505 metri s.l.m. dell'Elfer ai 3507 metri s.l.m. dello Zuckerhütl.
La storia e l'aspetto di ciascuna vetta sono peculiari per ogni montagna, e nella tradizione locale ogni massiccio è dotato di caratteristiche quasi umane, come personificazione di divinità che da sempre proteggono ed alimentano il territorio.

Per gli appassionati che si avventurano nei trekking potrebbero quindi essere semplicemente cime da aggiungere al proprio curriculum di scalatore, ma per la gente della valle esse rappresentano molto di più che una semplice attrazione turistica. Tuttavia, per invogliare la gente a scoprirle passo dopo passo, è nata l'idea di documentare le imprese degli scalatori fornendo un certificato autentico per quanti riescono nell'impresa di scalarle tutte e sette, ma esiste anche la possibilità di ottenere un attestato “ridotto” che testimoni il raggiungimento di almeno tre vette.

Per organizzare le scalate bisogna necessariamente avere conoscenza delle proprie possibilità e dei propri limiti; il raggiungimento di alcune vette prevede infatti l'attraversamento di ghiacciai in alta quota e non è pensabile affrontarli senza un'adeguata esperienza o condizione fisica.

La cima più alta, come detto, è quella dello Zuckerhütl (o Pan di Zucchero, in italiano), che con i suoi 3507 metri s.l.m. domina la valle con la sua estremità perennemente innevata. La partenza per cimentarsi nell'impresa è quella della stazione a monte della funivia Schaufeljochbahn a 3170 metri di altitudine, e da lì occorre considerare un tempo di salita di circa tre ore e mezza, mentre la discesa richiede sulle quattro ore e mezza. L'attraversamento del ghiacciaio e alcuni passaggi di arrampicata richiedono destrezza, ottime condizioni fisiche e capacità di orientamento in caso di forte nebbia e abilità nell'effettuare recuperi da crepaccio, per cui è assolutamente consigliato l'accompagnamento di una guida alpina.

Proseguendo in ordine decrescente per altitudine delle cime, il Wilder Freiger con i suoi 3418 metri s.l.m. osserva placido la Val Ridanna, sempre in Tirolo, proprio al confine tra Italia ed Austria. La prima ascensione documentata avvenne nel 1869, e anche allora, come oggi, per compiere l'impresa furono necessari due giorni. A seconda del passaggio che si intenda effettuare (esistono infatti due alternative, una dallo Sulzenau Hütte ed una dal Nürnberger Hütte), il programma dell'ascesa prevede circa due ore di salita il primo giorno, per un dislivello totale di 600 metri (oppure 1000 metri, nel secondo caso) ed un'ulteriore camminata di cinque ore il secondo giorno per raggiungere la vetta. La discesa, da effettuare immediatamente dopo, richiede circa sei ore (oppure cinque nel secondo caso).

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Anche in questo caso, data la complessità di alcuni passaggi e delle difficoltà create dalle possibili condizioni meteorologiche, è vivamente consigliato l'accompagnamento di una guida alpina esperta.

L'Habicht si staglia invece nel panorama alpino come una delle montagne più imponenti fin dal primo colpo d'occhio, pur non essendolo a livello di altitudine; i suoi 3277 metri sanno comunque come farsi rispettare, e richiedono due giorni di trekking per essere conquistati. La partenza del sentiero si trova a Neustift, sul fondovalle, mentre una volta in quota ci si cimenta con passaggi di arrampicata e attraverso tratti dove è necessario assicurarsi con le corde. Ancora una volta, per i meno esperti, è assolutamente consigliato l'ausilio di una guida alpina.

Il Rinnenspitze supera di poco i tremila metri di altitudine (3003 metri s.l.m., per l'esattezza) ed è considerata una delle vette (relativamente) più agevoli da scalare. L'ascesa si compie in circa quattro ore e mezza, mentre il ritorno ne richiede una in meno. Si incontrano vie ferrate di difficoltà A e B, ma nonostante la ripidità di alcuni punti del percorso, non sono richieste conoscenze tecniche particolarmente elevate. È comunque consigliato per evidenti ragioni di sicurezza, a chi decidesse di mettersi alla prova, di contattare una guida esperta.

Il Monte Serles conta “solo” 2717 metri di altezza, ma per gli abitanti della valle è forse la montagna più significativa. Oggetto di leggende fin da tempi remoti, fu scalato per la prima volta ufficialmente nel lontano 1579. Qui sorge anche il convento Maria Waldrast, da secoli meta di pellegrinaggio religioso. L'escursione in vetta e successiva discesa si possono effettuare in una sola giornata partendo da Neustift, considerando circa quattro ore e mezza per l'ascesa e quasi altrettante per il ritorno.

La cima dell'Hoher Burgstall (2611 metri s.l.m.) è la più semplice da conquistare nel gruppo delle Seven Summits, eppure la bellezza del panorama che si può ammirare una volta giunti in vetta è straordinaria. Personaggi celebri hanno scalato la montagna, come il primo uomo a conquistare l'Everest, il neozelandese Edmund Hillary, che scelse l'Hoher Burgstall come sua prima spedizione alpina nel 1949. Oggi il tempo complessivo di escursione, tra salita e discesa, è di circa sei ore partendo dalla stazione della funivia che si trova a monte Kreuzjoch, nel comprensorio dello Schlick 2000.

L'ultima vetta delle Seven Summits in ordine di altitudine è quella dell'Elfer, che con i suoi 2505 metri s.l.m. si presenta come una cima accessibile in breve tempo (circa due ore e mezza per la salita e altrettante per la discesa). Il trekking comincia dalla stazione a monte di Neustift, raggiungibile con la funivia Elferbahn.

Se con la mente siete già proiettati nell'impresa di scalare queste meraviglie della natura e vi state chiedendo come fare, nella pratica, ad ottenere il riconoscimento di conquista delle Seven Summits, vi segnaliamo che su ogni vetta troverete una punzonatrice per imprimere sull'apposita card o sul certificato l'effettivo raggiungimento della cima.
Card e certificato, così come le informazioni dettagliate sui percorsi ed i contatti per le guide alpine, si possono reperire presso l'Associazione turistica Stubai Tirol, nei paesi di Fulpmes e Neustift.

Per maggiori informazioni si può inoltre consultare la pagina web ufficiale: www.stubai.at
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