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Stadi e cittą dei Mondiali di calcio 2014 in Brasile

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L’Italia ci sarà. I ragazzi allenati dal CT Cesare Prandelli saranno ai nastri di partenza dell’imminente mondiale di calcio brasiliano, il cui fischio d’inizio è previsto per giovedì 12 giugno 2014. L’impresa che aspetta gli azzurri appare proibitiva; a contenderle il titolo saranno trentuno grandi nazionali tra cui i motivatissimi padroni di casa del Brasile, i campioni uscenti della Spagna, e le sempre agguerrite Germania, Argentina, Francia e Uruguay solo per citarne alcune. Altrettanto probante è il compito che attende il comitato organizzativo, a cui restano all’incirca sei mesi per mettere a punto gli ultimi dettagli di uno degli eventi sportivi e non solo più seguiti a livello mondiali. Tra le questioni maggiormente spinose c’è quella relativa ai 12 stadi che ospiteranno le 64 gare previste dal calendario della manifestazione, molti dei quali tutt’ora da completare.

Belo Horizonte, Brasilia, Cuiaba, Curitiba, Fortaleza, Manaus, Natal, Porto Alegre, Recife, Rio de Janeiro, Salvador de Bahia e Sao Paulo: questi i nomi, in rigoroso ordine alfabetico, delle dodici città sparse in tutto il paese che avranno l’onore e l’onore di essere teatro delle giocate dei migliori calciatori del pianeta. La maggior parte di esse è affacciata sulla costa atlantica, ma non mancano città simbolo dell’entroterra come Brasilia e località esotiche quali Manaus, letteralmente circondata dalla foresta pluviale.

Il 12 giugno 2014 alle ore 17.00 locali sarà fischiato il calcio d’inizio della gara inaugurale del mondiale. A contendersi i primi tre punti saranno Brasile e Croazia, attese all’Arena de Sao Paulo da oltre 65.000 spettatori. L’impianto, all’interno del quale hanno perso da poco la vita tre operai a causa di un improvviso cedimento strutturale, sarà infatti dotato di ulteriori 20.000 posti provvisori in funzione esclusivamente del mondiale; successivamente la capienza sarà riportata a 48.000 unità e a giocarvi settimanalmente sarà il più celebre dei club “paulisti”, il Corinthians. Lo stadio, ancora in costruzione, è situato nel quartiere di Itaquera, nella parte orientale della sterminata area metropolitana abitata da oltre 11 milioni di persone.

430 km e sei ore di auto a sud-ovest di Sao Paulo sorge Curitiba, la città dell’Arena da Baixada (o Stadio Joaquim Américo Guimarães), tra i pochi stadi a non essere stato costruito “ex novo” in funzione del mondiale ma semplicemente ammodernato. La sua fondazione risale addirittura al 1914, sebbene ingenti modifiche gli siano state apportate nel 1999. Al suo interno si disputeranno quattro incontri dei gironi eliminatori, mentre all’esterno fervono i lavori intorno alle strutture che andranno ad arricchire l’offerta destinata ai tifosi, a disposizione dei quali saranno aperti un centro commerciale, una palestra, alcune “churrascarie” e negozi di ogni genere.

Ancora più a sud di Curitiba sorge Porto Alegre, la più meridionale delle sedi mondiali. Qui si erge imperioso lo Stadio Beira-Rio (o Stadio José Pinheiro Borba) che, come si evince dal nome, fu costruito lungo le sponde del Rio Guaiba nel 1969. L’impianto, che al termine della ristrutturazione potrà contare su una capienza di poco superiore alle 50.000 unità, sarà teatro di quattro gare dei gironi e del quarto di finale che di disputerà il 30 giugno tra la vincente del gruppo G e la seconda classificata dell’H. I tifosi che avranno la fortuna di visitarla non si lascino sfuggire i tanti edifici coloniali che nobilitano le vie centrali ed i magnifici scorci che si apprezzano presso l’ampio delta del Rio Jacui.

Risalendo la costa atlantica oltre Sao Paulo si giunge a Rio de Janeiro, la “capitale” virtuale del Mondiale 2014. La città sarà infatti teatro della finalissima, nonché di quattro partite dei gironi eliminatori, un ottavo e un quarto di finale. Ad accogliere le partite sarà l'Estádio Jornalista Mário Filho meglio noto come Maracanã, probabilmente lo stadio di calcio più famoso del mondo. Inaugurato per i mondiali del 1950, l’impianto è stato ampiamente ammodernato non solo per i prossimi campionati di calcio, ma anche per l’Olimpiade che vi si terrà nel 2016. I lavori ne hanno ridotto la capienza a poco più di 75.000 posti, erano circa 160.000 in origine, migliorandone però il comfort e l’accessibilità a fronte di una spesa complessiva superiore ai 400 milioni di dollari.

Poco più di 400 km a nord di Rio si trova Belo Horizonte, capitale dello stato di Minas Gerais nonché sede del grande Estádio Governador Magalhães Pinto, anche noto come Mineirão. Inaugurato nel 1965 con manifestazioni che svariarono dallo sport alla musica e intitolato dall’indimenticato governatore statale José de Magalhães Pinto, lo stadio ha subito un’importante rinnovamento sotto diversi aspetti. In primis l’accessibilità, fondamentale per un impianto che si appresta ad accogliere anche la prima delle semifinali della competizione, ma tra gli aspetti più interessanti c’è il sistema di recupero dell’acqua piovana, in grado di assorbire e riutilizzare più di sei milioni di litri di acqua.

Parlando di stadi e quindi di architettura la prima città brasiliana che viene in mente è la capitale, Brasilia, costruita ex novo su un pioneristico progetto urbanistico a partire dagli anni ’50 del Novecento. All’incirca a quel periodo risale l’inizio dei lavori di costruzione dell’Estádio Nacional Mané Garrincha, quasi del tutto demolito e ricostruito a partire dal 2010 nell’ottica di ospitare il mondiale. Grazie alla nuovo capienza di oltre 70.000 posti, l’impianto è il secondo più grande nel novero di quelli prescelti per la competizione ed anche uno dei più moderni e ospitali. L’abbassamento della quota del terreno di gioco, la nuova facciata e la moderna copertura metallica hanno contribuito a centrare un duplice obiettivo: assicurare un’ottima visibilità a tutti gli spettatori e realizzare un’opera dall’architettura estremamente gradevole.

... Pagina 2/2 ... Tra le città meno conosciute del mondiale c’è Cuiaba, insediamento di circa 600.000 abitanti sorto sulle rive dell’omonimo Rio Cuiaba, capitale dello stato del Mato Grosso. Un paio di chilometri ad ovest del centro è stata da poco inaugurata l’Arena Pantanal, costruita in luogo del precedente stadio Verdão su un interessante progetto dello studio di architettura GCP Architetos. Il nome dell’impianto fa riferimento alla più vasta pianura alluvionale del pianeta, un’area di immenso valore ecologico che occupa buona parte dello stato del Mato Grosso sconfinando anche in Paraguay e Bolivia. Per questo il disegno dello stadio è stato ispirato da moderni criteri di progettazione sostenibile, in modo tale da favorirne il rapporto con il territorio riducendo i consumi e garantendo l'eventuale riciclo della maggior parte delle sue componenti.

Dopo esserci spinti nel cuore dell’entroterra facciamo ritorno sulla costa a Salvador de Bahia, incantevole centro coloniale portoghese che vanta diversi edifici insigniti dall’UNESCO del titolo di Patrimonio dell’Umanità. La città, a cui sono state assegnate quattro gare dei gironi eliminatori, un ottavo e un quarto di finale, ha da poco inaugurato l'Itaipava Arena Fonte Nova, presso la quale si disputeranno anche le partite di calcio dell’Olimpiade del 2016. L’impianto, costruito in seguito alla demolizione del vecchio Estádio da Fonte Nova a due passi dal mare, ha una capienza massima di circa 55.000 spettatori e si appresta a diventare uno degli stadi più importanti del Brasile.

Proseguendo verso nord lungo la costa atlantica si giunge a Recife, capitale dello stato del Pernambuco, presso la quale il 20 giugno 2014 l’Italia disputerà la sua seconda partita contro la meno temibile (sulla carta) delle tre avversarie del girone, il Costa Rica. Teatro della gara sarà l’Arena Pernambuco, un impianto moderno, costruito appositamente per il mondiale, capace di accogliere poco meno di 45.000 spettatori. L’area scelta per la sua realizzazione è stata Sao Lourenco da Mata, distante neanche 20 km dal Guararapes International Airport e quindi facilmente accessibile ai tifosi. Tra le prerogative della struttura c’è la sua polivalenza, caratteristica che consentirà di sfruttarla non solo per manifestazioni sportive, ma anche per spettacoli, convegni e fiere internazionali.

Appena quattro giorni dopo l’incontro con il Costa Rica l’Italia di Prandelli scenderanno nuovamente il campo per la terza, e probabilmente decisiva per il passaggio del turno, partita del girone. A dispetto dei pochi giorni di riposo, gli azzurri avranno quantomeno la fortuna di non dover compiere un grande spostamento, dato che ad ospitare l’incontro con l’Uruguay sarà l’Arena das Dunas di Natal, nel Rio Grande do Norte circa 4 ore di auto a nord di Recife. L’impianto sarà inaugurato tra pochi mesi, avrà una capienza di circa 42.000 spettatori e a differenza di tanti altri non ha ricevuto alcuna critica relativa al progetto, ma bensì grandi complimenti da parte degli ispettori della FIFA.

La più settentrionale delle città costiere del mondiale brasiliano è Fortaleza, capitale dello stato del Cearà. Lo stesso organismo statale è proprietario del grande Estádio Governador Plácido Castelo, meglio noto come Castelão o Gigante da Boa Vista. Già dal nome si intuiscono le dimensioni notevoli della struttura, capace di accogliere più di 67.000 spettatori, un numero straordinariamente elevato soprattutto alla luce della sua inaugurazione datata 1973. Nonostante una ristrutturazione piuttosto recente nel 2002, nel 2012 sono iniziati ulteriori lavori di ammodernamenti che hanno prevalentemente la copertura e l’accessibilità, favorita della realizzazione di un nuovo parcheggio sotterraneo da oltre quattromila posti.

Il 14 giugno 2014 l’esordio dell’Italia avverrà presso l’Arena Amazônia di Manaus, nel bel mezzo della foresta pluviale brasiliana. Qui, dove un tempo sorgeva l’Estádio Vivaldo Lima, ha visto la luce il nuovo moderno impianto, per il quale sono stati adottati criteri improntati alla riduzione del suo impatto sull’ambiente. Tra questi un’efficiente rete per il recupero dell’acqua piovana, riutilizzata per i servizi della struttura e per innaffiare il terreno di gioco, ed un vasto impianto fotovoltaico, ottimamente inserito all’interno del pittoresco rivestimento metallico che riprende la forma dei cestini di paglia per cui è conosciuto lo stato dell’Amazonas. Malgrado gli sforzi progettuali, ad attendere i giocatori sarà un clima tropicale, caldo e umido, non certo adatto alla disputa di una partita di calcio.

In ultimo non resta che citare la piccola Mangaratiba, cittadina di 30.000 abitanti un centinaio di chilometri ad ovest di Rio de Janeiro. Tra il candore dell’oceano lambito da distese di sabbia e l’intrico del Parque Estadual Cunhambebe, l’Italia trascorrerà il proprio ritiro, svolgerà gli allenamenti tra le varie partite e cercherà di motivarsi nella speranza di andare il più avanti possibile nella competizione. Per circa un mese la sua casa sarà il Portobello Safari Resort, lussuosa struttura a due passi dal mare alla quale avranno accesso anche le famiglie. Quest'ultima è una novità assoluta, un modo per non caricar eccessivamente di pressione i ragazzi. Perchè è vero, non saremo favoriti, ma il sogno è che, dopo Berlino, anche su Rio de Janeiro il cielo possa tingersi nuovamente di azzurro.

 Pubblicato da il 17/12/2013 - 4.750 letture - ® Riproduzione vietata

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