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Vacanze in stile Grande Gatsby, i luoghi del romanzo e le location del film

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  • OHEKA CASTLE
  • Hotel Plaza
“Durante le notti estive, dalla casa del mio vicino si sentiva della musica. Nei suoi giardini azzurri uomini e donne andavano e venivano come falene tra i mormorii, lo champagne e le stelle.”

A parlare è Nick Carraway, voce narrante del romanzo Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald, e il vicino in questione è Jay Gatsby, eccentrico e misterioso animatore della mondanità newyorkese degli anni Venti.
Del romanzo – lettura d’obbligo per gli statunitensi, tragico affresco dell’età del jazz – è appena uscita la trasposizione cinematografica. Il 16 maggio 2013 il Festival di Cannes ha aperto i battenti proprio con la pellicola diretta da Baz Luhrmann, che vede Leonardo di Caprio nei panni del protagonista, Carey Mulligan a interpretare la sua amata Daisy, e Tobey Maguire nel ruolo di Nick, rampollo del Middle West trasferitosi a Long Island, New York, a pochi passi dalla “reggia” di Gatsby.
Una versione muta, andata persa, era già stata realizzata nel 1926, cui ne era seguita una seconda del 1949 e una terza, del 1974, con Robert Redford e Mia Farrow. Oggi Luhrmann ci riprova, e porta sul grande schermo gli scintillii, gli eccessi e le contraddizioni degli anni Venti, con le loro piume e i loro lustrini, risvegliando il fascino del mito americano e della moda retrò.
Impossibile resistere: di fronte agli attori bellissimi, avvolti dallo sfarzo che Fitzgerald ha immortalato, viene voglia di partecipare a una serata organizzata da Jay Gatsby. Farsi prelevare da una limousine e lasciarsi accompagnare a Long Island, davanti alla villa, per partecipare a quelle feste dove “la gente non era invitata – ci andava e basta. […] e dopo si comportava come se fosse in un luna park.”

Un sogno impossibile? Non proprio. Se Gatsby, Daisy e le loro feste senza fine appartengono alla letteratura, è pur vero che Fitzgerlad si ispirò alla fisionomia della vera Long Island e alle residenze lussuose dei Vanderbilts, Roosevelts, Whitneys e altri magnati stabilitisi a New York. West Egg e East Egg, che nel romanzo sono le città di Nick Carraway e Jay Gatsby, corrispondono ai villaggi reali di Kings Point e Sands Point, situati sull’una e l’altra sponda della Manhasset Bay.
Destinazioni da non perdere se siete curiosi di conoscere le ambientazioni raffinate del romanzo. Se invece cercate i luoghi delle riprese, sappiate che Luhrmann è un grande amante di casa propria: come era successo per molti suoi film, ha girato la maggior parte delle scene di The great Gatsby in Australia, dove è nato, e in particolare a Sidney. Un’altra meta interessante per chi muore dalla voglia di ammirare il set e, allo stesso tempo, vivere una vacanza da favola.

TOUR TRA LE AMBIENTAZIONI DEL ROMANZO

Chi vuole sentirsi “Gatsby per un giorno” deve puntare alla costa settentrionale di Long Island, la cosiddetta Gold Coast, punteggiata di palazzi e giardini scenografici appartenuti ai facoltosi tycoon newyorkesi, quasi sempre aperti al pubblico. Ai tempi di Fitzgerald si contavano circa 1200 tenute; oggi ne sopravvivono solo 200, comunque sufficienti a far sognare.
Visitare la zona non significa semplicemente entrare nel mondo del romanzo, ma anche in quello del romanziere. Fitzgerald stesso, con la moglie Zelda, visse al numero 6 di Gateway Drive, Great Neck, a Port Washington, dall’ottobre del 1922 all’aprile del 1924. Qui concepì il suo capolavoro, osservando la vita della “dissoluta isola”, cercando di realizzare “qualcosa di nuovo – qualcosa di straordinario e bello e semplice, modellato in maniera intricata.” Oggi non è facile riconoscere la casa dello scrittore: nessuna targa avverte i turisti, e la villetta in cui presero forma le avventure di Gatsby è solo una tra le tante, a pochi passi dalla stazione di Great Neck L.I.R.R.

Ma le residenze eccentriche non mancano.
Da vedere la tenuta padronale di Old Westbury Gardens, risalente al 1906 e abitata in passato dal finanziere John S. Phipps, utilizzata per le riprese dei film L’età dell’Innocenza – firmato Scorsese – e Cruel Intentions. Le 70 stanze dell’edificio sono un concentrato di arredi sontuosi e opere d’arte, e il giardino di oltre 100 acri è abbellito da uno stagno e aiuole traboccanti di rose. La residenza è aperta al pubblico da aprile a ottobre, ad eccezione del martedì, dalle 10.00 alle 17.00. Ospita spesso eventi culturali: vi si svolgono i concerti degli studenti della Juilliard, rievocazioni storiche e esposizioni d’arte. (Per maggiori info www.oldwestburygardens.org)

William K. Vanderbilt II (1878-1944) aveva gusti meno sobri, come rivela il lussuoso Suffolk County Vanderbilt Museum and Planetarium allestito nella sua dimora, la cosiddetta Eagle’s Nest. Un complesso di 43 acri (circa 17 ettari) che include un hangar per idrovolanti, un museo marino, la riproduzione di vari habitat naturali e una vasta gamma di bizzarri oggetti provenienti da ogni parte del mondo. Il proprietario aveva una passione viscerale per le auto, e all’inizio del XX secolo si era fatto costruire la sua strada personale di accesso a Long Island, oltre ad aver istituito diverse gare automobilistiche.
La visita guidata comincia in giardino e prosegue all’interno della villa, attraverso le sue 24 stanze, mentre un esperto racconta la storia dei Vanderbilt e richiama l’attenzione su antichi mobili di pregio, dipinti, oggetti preziosi in ceramica e ritratti di famiglia. Un lusso che contrasta con la semplicità dell’ala della servitù, dove spicca la cucina completamente arredata e fornita di utensili originali. Il pezzo forte della visita è però il Planetario, il più grande di Long Island, che comprende lo Sky Theater in cui vengono riprodotti gli eventi più spettacolari avvenuti tra le stelle della Via Lattea.
(Per maggiori info www.vanderbiltmuseum.org)

A Sands Point - che Fitzgerald nel romanzo ha ribattezzato East Egg e ha immaginato ospitasse la villa di Gatsby - sorgono la Hempstead House e la Falaise Mansion, due regali dimore circondate dalla natura. La prima, costruita da Howard Gould e diventata la casa di Daniel e Florence Guggenheim nel 1917, assomiglia a un vero e proprio castello (www.sandspointpreserve.org/htm/hempstead.htm) e la seconda, realizzata nel 1923 per Harry Guggenheim e sua moglie Caroline Morton, si ispira a un maniero normanno del XIII secolo (www.sandspointpreserve.org/htm/falaise.htm).

Ma per la casa di Gatsby, a detta di molti, lo scrittore avrebbe guardato soprattutto all’Oheka Castle, che domina la Gold Coast con la sua mole imponente da castello in stile francese. Con la bellezza di 127 stanze rappresentava, quando fu costruita dal finanziere Otto Hermann Kahn, la seconda residenza privata più grande degli Stati Uniti, dopo la Vanderbilt's Biltmore House in North Carolina. Proprio come quelli organizzati da Gatsby, i party di Kahn erano leggendari negli anni Venti. Ristrutturato diversi anni fa dagli attuali proprietari, oggi è un prestigioso hotel da 32 camere, comprese le esclusive – e costosissime! – Gatsby Suite (per maggiori info www.oheka.com).

ALTRE LOCATION RETRÓ, A NEW YORK E NON SOLO

Che il gusto retrò eserciti un fascino irresistibile l’hanno capito bene non solo gli stilisti, ma anche gli albergatori di ogni parte del mondo: ovunque, a New York e non solo, esistono location nostalgiche che ambiscono a riportare in vita atmosfere un po’ sbiadite, impolverate, ma proprio per questo desiderabili più che mai. Che abbiano o meno qualcosa a che fare con Il grande Gatsby – un collegamento con il libro, o uno stile esplicitamente ispirato al capolavoro di Fitzgerald – ecco gli alloggi che vi catapulteranno direttamente nell’era del jazz. Perché non è forse vero che “continuiamo a remare, barche controcorrente, risospinti senza posa nel passato”?

... Pagina 2/2 ... Qua e là per la Grande Mela si ha l’imbarazzo della scelta. Il Trump International Hotel & Tower offre il “Trump Great Gatsby Package”, un pacchetto turistico che comprende tre notti in una suite con vista su Central Park, addolcite da qualche accessorio di altissimo livello. Per gli uomini un abito su misura e una camicia di Bergdorf Goodman con gemelli Art Déco, e per le donne un gioiello disegnato da Ivanka Trump, poi una cena al ristorante a tre stelle Michelin di Jean-Georges, champagne, autista privato… alla modica cifra di $ 14.999!
Anche il vicino Plaza Hotel ha lanciato un “Great Gatsby Package”, che entro il 24 aprile premiava chiunque scattasse un autoritratto in stile anni Venti e lo postasse su Instagram con l’ashtag #theplazapremiere: in palio alcuni posti alla prima del film, più una notte gratis nel sontuoso hotel.

Non è solo New York City a subire il fascino del passato.
Lo stesso glamour si trova al SLS Hotel di South Beach, Florida, e all’Hotel Shangrila di Santa Monica, California, benché non direttamente collegati al romanzo. Il primo (http://slshotels.com/southbeach), ex tenuta lussuosa del 1940, è stato restaurato secondo il progetto di Philippe Starck e aperto recentemente, per sfoggiare uno spettacolare affaccio sul mare, un giardino idillico e un interno decorato a trompe l’oeil. Anche il secondo (http://www.shangrila-hotel.com) è un edificio art déco del 1939, sottoposto a un rinnovamento da milioni di dollari, con 71 alloggi tra camere standard e suite.
In California troverete pure l’Hearst Castle. La tenuta in stile spagnolo si trova a San Simeon e c’è da giurare che Gatsby, se avesse avuto una seconda residenza da queste parti, avrebbe optato per un gioiello simile. Con 56 camere da letto, 19 salotti, 61 bagni e 127 acri di giardini (circa 51 ettari), e ancora piscine all’aperto e al coperto, campi da tennis, un teatro e il più grande zoo privato del mondo, Hearst Castle sembra perfetto per un festeggiamento epico (www.hearstcastle.org).
E a Asheville, North Carolina, il Biltmore conta ben 250 stanze ed è circondato da 8 mila acri di giardini (oltre 3.200 ettari!), che ospitano stalle e cantine (www.biltmore.com).

IL ‘GREAT GATSBY BOAT TOUR’ E ALTRE VISITE

Se da bravi amanti del lusso e della comodità non avete voglia di esplorare Long Island a piedi, cartina alla mano, ma siete avidi di scoprire lo stile Gatsby, potete optare per il Great Gatsby Boat Tour. Una visita guidata via mare, lungo la baia di Manhasset, costeggiando le penisole di West Egg (nella realtà King's Point) e East Egg (Sands Point). L’esplorazione dura circa 90 minuti, costa $25 per gli adulti e la metà per i bambini fino ai 10 anni. Per maggiori informazioni http://greatgatsbyboattour.org.

Ma questa lingua di terra di 122 miglia che si estende a est di Manhattan ha tanto altro da offrire, oltre alle magnifiche tenute dell’ “epoca Gatsby”. Williamsburg, ad esempio, è tra i quartieri più alla moda di New York, dove l’East River State Park ospita il grande mercato Brooklyn Flea, con oltre 100 bancarelle.
La zona di North Folk è intima e tranquilla, ricamata di vigneti che ne testimoniano la tradizione agricola, piena di aziende vinicole che meritano di essere visitate: intorno a Mattituck i piccoli produttori Macari, Paumanok e Shinn Estates propongono degustazioni, visite guidate, e mettono a disposizione gradevoli aree picnic all’aperto.

Chi ha voglia di mare può imitare gli abitanti di Manhattan, che nel weekend spesso si servono della Long Island Railroad e raggiungono una delle tante spiagge della zona. La linea, con partenza da Penn Station, oltre a Manhattan e Long Island serve Brooklyn e il Queens. Una delle spiagge più note è Jones Beach, arenile di circa 9 km che ospita il Jones Beach Theatre, sede di spettacoli e concerti estivi.

I LUOGHI DELLE RIPRESE: L’AUSTRALIA E SIDNEY

Uno scrittore residente a New York; un romanzo ambientato a Long Island; luoghi di fantasia ispirati a vere residenze della Grande Mela… Eppure, al regista Baz Lurhmann, girare il film a New York City doveva sembrare banale, e la maggior parte delle scene ha preso vita in Australia, dove lui è nato, e in particolare a Sidney. Se per il 2013 avete in programma un viaggio nella “terra dei canguri”, e volete ritrovare le location che dal grande schermo vi hanno lasciato senza fiato, provate questo tour tra i luoghi delle riprese de Il grande Gatsby.

Così si apre il secondo capitolo del romanzo: “A metà strada tra West Egg e New York l’autostrada raggiunge frettolosamente la ferrovia e le corre accanto per quasi mezzo chilometro, come quasi a sfuggire una zona desolata. È una valle di cenere”. E la valle di cenere - dove vive l’amante di Tom Buchanan, amico del narratore Nick Carraway – corrisponde nel film a Balmain, un sobborgo a ovest di Sidney dal passato prettamente industriale, oggi ingentilito da zone residenziali e locali alla moda. Nonostante la descrizione desolante del libro, Balmain è un centro colorato e vivace, ricco di esercizi commerciali, edifici storici e aree verdi che meritano una visita, come Gladstone Park, il Birrung Park e il White Bay Park.
Anche Rozelle, altro sobborgo a 4 km dal centro di Sidney, è servito a rappresentare lo stesso luogo. Qui le riprese si sono svolte alla White Bay Power Station, la centrale a carbone che nel corso del Novecento ha assicurato a Sidney l’energia elettrica, prima di cadere in disuso nel 1983. Ancora oggi, abbandonata, si può vedere all’incrocio tra Victoria Road e Roberts Road.

E la tenuta di Jay Gatsby? Per il giardino delle feste, nella trasposizione cinematografica, è stato scelto il Centennial Park, una delle aree verdi più famose di Sidney, che fa parte della più grande area di Centennial Parklands (www.centennialparklands.com.au). Cook Road, una strada all’interno del parco, simula il viale d’ingresso alla villa di Gatsby. Tutto sembra proprio come Fitzgerald raccontava: “le macchine da New York sono parcheggiate su cinque file fitte sul viale, e le sale, i saloni e le verande sono già sgargianti di colori e pettinature alla moda […] Fluttuanti vassoi di cocktails invadono il giardino, finché l’aria echeggia di cicalecci e risate.”
Per la villa vera e propria, invece, Luhrmann ha scelto la Businness School di Manly - località balneare nella periferia di Sidney - conosciuta come St. Patrick’s Seminary. Nonostante si tratti di un istituto di istruzione, è sembrato perfetto per riprodurre l’esterno della sontuosa residenza newyorkese. Solo le palme davanti all’ingresso erano poco adatte alla costa orientale degli Stati Uniti, e sono state rimosse in occasione delle riprese.

E ancora Glebe Island, che un tempo era il maggior porto di Sidney, è stato invaso da automobili di lusso e attori di Hollywood per girare molte scene generiche del film, così come le Blue Mountains, le selvagge montagne che confinano con la città. Infine il suggestivo Waverly Cemetery è servito per le riprese dei funerali. Situato lungo la strada costiera che va da Bondi a Cogee, è luogo di sepoltura di molti uomini politici e personalità australiane, nonché una malinconica e affascinante meta turistica.

 Pubblicato da il 17/05/2013 - 6.514 letture - ® Riproduzione vietata

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