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Ponte di Brooklyn: visitare uno dei simboli di New York City

Che cos’è un ponte? Se un ponte si trova a New York City - teso tra Manhattan e Brooklyn - se è lungo quasi 2,5 km ed è sospeso a 41 metri d’altezza sul corso dell’East River, allora non è un semplice collegamento tra due quartieri di una metropoli. Non è lo strumento per attraversare un fiume: è un monumento glorioso, un’opera d’arte, un cittadino da ammirare e da rispettare; è il simbolo della voglia di crescere, correre verso il futuro e fare le cose in grande. I newyorkesi, il loro Brooklyn Bridge, lo vivono così: per quanto travagliata sia stata la sua storia, e per quante disavventure abbia portato, la strada sospesa a sei corsie è una delle sagome più famose della Grande Mela.

LA COSTRUZIONE
Oggi lo si può percorrere a piedi, in auto o in bicicletta, oppure ci si può limitare ad osservarlo da lontano. Sullo sfondo si ergono i grattacieli di Lower Manhattan, ma in passato le arcate del Brooklyn Bridge erano un audace capolavoro ingegneristico che faceva arrossire, a confronto, le semplici case di mattoni sulle sponde del fiume. Era il 3 gennaio del 1870 quando cominciò la costruzione: tutti sapevano cosa volevano ottenere –un’opera funzionale e magnifica allo stesso tempo- ma non avevano previsto la lunga serie di disgrazie che sarebbero capitate di lì a poco. Dei 600 operai impegnati nell’impresa, ne morirono 27 in corso d’opera: molti persero la vita durante le immersioni nelle camere di scavo subacquee; l’ingegner John Augustus Roebling, che aveva concepito il progetto, si schiacciò un piede prendendo le misure per i moli e morì di tetano un mese più tardi; anche il figlio, subentrato al suo posto, rimase ferito e paralizzato e dovette dirigere gli ultimi lavori a letto, nella sua stanza d’ospedale con vista sul cantiere. Malgrado tutto il ponte fu inaugurato il 24 maggio del 1883. Poco importa se una settimana dopo l’apertura si verificò una misteriosa tragedia, in cui morirono 12 persone, e se negli anni a seguire si contarono numerosi suicidi: il Brooklyn Bridge è guardato con affetto dai suoi concittadini, orgogliosi di tanto avvenirismo, e con innegabile ammirazioni da ogni turista che lo incontra.

COM’È FATTO IL PONTE
Gli estremi del ponte sono delle grandi strutture di granito, alte fino a 3 metri, che contengono le piastre alle quali sono fissati i cavi. Le misure sono da giganti: 4 cavi, ciascuno dei quali è costituito da 5.657 metri di filo d’acciaio galvanizzato con lo zinco, capaci di resistere a ogni genere di condizione atmosferica. Poi ci sono i due piloni centrali, distanti 300 metri dagli estremi, che fanno da ancoraggio ai cavi e determinano la forma elegante del Brooklyn Bridge. A sostenerli ci sono dei cassoni enormi, grandi quanto 4 campi da tennis, e la base dell’intero ponte è fatta di travi d’acciaio che pesano 4 tonnellate.

I piloni di pietra e l’intreccio complicato di fili metallici non danno vita a una mera, fredda, opera ingegneristica: al suo fascino non hanno resistito gli animi più sensibili e poetici dell’ultimo secolo, come quelli di Walt Whitman, Hart Crane e del pittore Joseph Stella. Quest’ultimo ha visto nel ponte un tempio, testimone degli sforzi che gli americani sanno fare in nome di una nuova epoca di civiltà. Inoltre non si può negare l’oggettiva bellezza di una struttura aerea, apparentemente leggera, le cui linee gotiche contrastano splendidamente con lo skyline newyorkese.

CAMMINARE SUL BROOKLYN BRIDGE
In origine il ponte ospitava 5 corsie di transito: quelle esterne erano riservate alle carrozze, quelle intermedie servivano per le cabine della teleferica, e quella centrale era usata dai pedoni. Oggi le corsie sono aumentate: quelle esterne e intermedie –in tutto 6- contengono il traffico diretto a Brooklyn e a Manhattan, mentre quelle centrali ospitano un percorso pedonale e una pista ciclabile.

Trovandosi all’imboccatura del ponte si può aver la tentazione di partire per la traversata a piedi, senza starci tanto a pensare. Meglio invece prepararsi a una passeggiata intensa, tenendo a mente alcuni dettagli fondamentali. Innanzitutto si può pianificare una camminata di almeno un’ora in ogni direzione, per poter avere il tempo di fermarsi, guardare il panorama e scattare foto. I tacchi vanno assolutamente banditi: meglio delle scarpe comode! È pur sempre una passeggiata di 2,5 km (5 km se si fanno andata e ritorno!), ed è indispensabile attenersi ai confini degli spazi pedonali, avere un’attenzione particolare per quel che succede nelle altre corsie e preparare i bambini, se volete portarli con voi, a un tragitto emozionante ma lungo. Se le condizioni atmosferiche sono cattive è meglio rimandare, poiché il vento sul ponte può diventare molto forte.

Che veniate da Brooklyn o da Manhattan mettete alla prova la vostra pazienza: non voltatevi mai finché non arrivate a metà del ponte. Solo così, guardando alle vostre spalle, verrete investiti da un’ondata di stupore: col vento sul viso vi sembrerà di volare, e sarà come vedere i grattacieli per la prima volta. I contorni della città sono spettacolari e scenografici visti da lassù, malinconici, grandiosi, romantici o esaltanti a seconda dell’ora del giorno: i momenti più suggestivi sono certamente le prime ore del mattino, quando si incontrano molti amanti del footing, il tramonto e le ore notturne.
Per un’emozione ancora più intensa è bello partecipare a una festa o una parata sul Brooklyn Bridge: ai cittadini di NYC piace organizzare commemorazioni e eventi sul ponte, proprio come nel 1983, a cent’anni dalla sua fondazione, quando un’enorme folla esultante si è incontrata sotto il cartellone con su scritto “Happy Birthday Brooklyn Bridge”.
Alcuni eventi si svolgono all’interno dell’Anchorage, l’ancoraggio del ponte, uno scenario suggestivo che ricorda un’enorme cattedrale e si presta alla messinscena di spettacoli e concerti, ma è validissimo anche per una sosta a sedere dopo la lunga camminata.

Chi vuole percorrere il ponte da Brooklyn a Manhattan può accedere da due diverse entrate. Il percorso pedonale (Brooklyn Bridge Pedestrian Walkway) comincia all’incrocio tra Tillary Street e Boerum Place, oppure dal sottopassaggio su Washington Street, che conduce ad una scala di collegamento con una rampa, la quale, a sua volta, vi porterà sulla passerella pedonale.
Sono molte le linee metropolitane che si avvicinano al ponte sul lato di Brooklyn, ma generalmente implicano una passeggiata di altri 500 metri o un chilometro prima di arrivare al Brooklyn Bridge: è meglio tenerne conto se si hanno dei bambini al seguito, o se si è usciti dall’albergo con le scarpe sbagliate!
Ad ogni modo il trasporto più affascinante è senza dubbio il New York Water Taxi, un servizio stagionale a pagamento e ad orario variabile. Per informazioni: (212) 742.1969 o www.nywatertaxi.com.

Andare da Manhattan a Brooklyn si rivelerà più semplice, ma la vista non è spettacolare come nel senso opposto. In questo caso si può accedere al ponte dalla City Hall (Municipio) lungo l’East River: da qui basta attraversare Park Row per cominciare la traversata. Le linee della metropolitana più comode per raggiungere la zona sono la 4, 5, 6, J o Z con fermata Brooklyn Bridge / City Hall.

La traversata del ponte fa parte di alcuni itinerari compresi nel New York City Pass. Il Pass infatti, oltre a consentire l’ingresso a più di 55 attrazioni risparmiando tempo e denaro, propone due Bus Tour Packages, il Night Tour e il Brooklyn Tour, che avvengono in pullman e partono varie volte ogni giorno, tra le 6.00 e le 19.30, dalla 42nd Street e dalla 7th Avenue. www.newyorkpass.com.

Una volta attraversato i ponte, arrivati a Brooklyn non rinunciate ad una sosta con vista al Brooklyn Bridge Park.

 Pubblicato da il 03/10/2014 - 3.995 letture - ® Riproduzione vietata

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