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Central Park, visitare il polmone verde pił grande di New York City

Quasi non serve visitare New York City per conoscere Central Park: certamente l’avete visto al cinema e in televisione, ne avete sentito parlare da qualche romanzo e da innumerevoli racconti di viaggio. Forse avete sognato di uscire di casa con un buon libro in mano, raggiungere Central Park e accomodarvi all’ombra di un albero secolare, nell’abbraccio di questo polmone verde in cui ci si può rilassare in solitudine ma, allo stesso tempo, non si è mai soli. Ebbene, visitare davvero Central Park supera le migliori aspettative: le immagini sognate –il lago, gli alberi, la neve d’inverno e le passeggiate – sono pura realtà.

Non per niente è il parco più famoso di New York, e con i suoi 3,4 kmq (340 ettari) è anche il più esteso di Manhattan, incastonato tra i quartieri residenziali dell’Upper West Side e dell’Upper East Side. Tutt’intorno, tra i grattacieli imponenti, corrono le strade che rubano il nome al parco: Central Park West, Central Park North, Central Park East e Central Park South… tutto, nei dintorni, sembra parlare di lui, che non solamente un luogo fisico: è un simbolo e un rifugio, una incredibile parentesi di verde nei meandri della metropoli.

Non che sia stato sempre bello e impeccabile. Nel corso degli anni ha attraversato periodi neri, di trascuratezza e violenze, ma nell’ultimo decennio ha goduto di un buon progetto di valorizzazione e si è tramutato in un’oasi multifunzionale: c’è chi cammina e chi corre, chi fa yoga e chi legge; qualcuno dipinge, qualcuno inquadra e scatta, altri allestiscono spettacoli e concerti all’aperto.

UN PO’ DI STORIA
A concepire Central Park fu un animo creativo: William Cullen Bryant, poeta ed editore, pensò che sarebbe stato bello avere un’area pubblica a Manhattan. Il progetto venne approvato alla City Hall qualche anno più tardi e richiese un investimento iniziale di 5 milioni di dollari. La strada per giungere all’attuale Central Park sarebbe stata lunga: il terreno prescelto era una grande palude, che venne affidata a Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux perché la rimettessero a nuovo e portassero la campagna nel bel mezzo di Manhattan. Secondo lo stile dei giardini all’inglese, i due progettarono un parco raffinato, con una quarantina di ponti e un innovativo sistema viario: realizzato in 16 anni ci vollero 14 milioni di dollari (che oggi varrebbero molto di più!), e per la crescita degli alberelli e delle piante ci sarebbe voluto altro tempo ancora. I numeri parlano da soli: per bonificare l'area furono sfrattati circa 1600 residenti, per spianare il sito fu utilizzata più polvere da sparo di quella utilizzata durante la battaglia di Gettysburg, durante la Guera Civile Americana, e poi furono portati 14.000 metri cubi di terriccio fertile, e vennero trasportati più di 25.000 alberi, per un totale di 152 differenti specie, per non contare le migliaia di specie di fiori presenti!

L’inaugurazione, nel 1876, fu un vero successo: il Central Park venne presentato come “parco della gente”, e benché i cittadini più poveri, per cui era stato pensato, non avessero tempo o possibilità di frequentarlo così spesso, a poco a poco guadagnò la stima dei newyorkesi e gli ospiti aumentarono sempre più. Olmsted e Vaux, che l’avevano progettato, improvvisamente ricevettero numerosissimi ingaggi e progettarono nuovi parchi in giro per gli Stati Uniti, come il Riverside e Morningside a Manhattan e il Prospect Park di Brooklyn. 

Successivamente Il parco ebbe una fase di decadenza, sopratutto nei primi decenni del XX secolo. La svolta avvenne sotto la guida del sindaco repubblicano Fiorello La Guardia che dette mandato a Robert Moses di ripristinare il parco all'originaria bellezza, e Central Park fu trasformato in un giardinio dove poter praticare sport e tornando a diventare davvero un luogo di aggregazione per tutta New York City.

Il 1973 fu un anno difficile: piccoli e grandi crimini, atti vandalici e traffico di droga erano all’ordine del giorno, e le risorse economiche di una New York in crisi non erano sufficienti ad arginare il problema. Nel momento di massima emergenza le energie necessarie si fecero vive, il parco rinacque e oggi è gestito da un’associazione non profit, la Central Park Conservancy, che insieme all’amministrazione cittadina si occupa della sicurezza, della manutenzione e dei servizi del parco. I risultati sono più che soddisfacenti e i visitatori di oggi possono godere di un luogo magico, che è mutato ben poco nel corso degli anni rispetto al progetto originale di Olmsted e Vaux: resistono le idee dell’atmosfera campagnola e della natura selvaggia.

IL PARCO: LA ZONA MERIDIONALE
Central Park è davvero immenso: chi visita il parco e getta lo sguardo in lontananza, verso le sagome incalzanti dei grattacieli, ha la sensazione di trovarsi in una città a sé, protetta da una muraglia di alberi. Molti cominciano la visita dalla zona sud, accessibile da Grand Army Plaza, e si imbattono immediatamente in The Pond, “il Laghetto”, situato al di sotto del livello stradale e per questo particolarmente tranquillo, ideale per le 240 specie di uccelli migratori che vi abitano.
Nelle sue vicinanze, da fine 2016, è stato riaperto l'Hallet Nature Sanctuary, che preserva una zona incontaminata del parco, ben 16.000 metri quadri, rimasti abbandoanti per più di 80 anni. E' possibile accedervi con delle visite guidate. Maggiori informazioni le trovate nell'articolo specifico che parla del cosiddetto giardino segreto di New York.

Poco lontano c’è il Wollman Memorial Rink, una spettacolare pista di ghiaccio in cui si possono noleggiare, oltre ai pattini da ghiaccio, anche i pattini a rotelle, ottimi per esplorare Central Park.
Ad est della pista c’è il Central Park Zoo, piccolo ma interessante e particolarmente amato dai bambini, con oltre cento specie di animali diversi e la riproduzione dei rispettivi habitat; pinguini, scimmie, orsi polari e otarie vivono accanto ai turisti e si esibiscono per loro: non mancano gli spettacoli e le mostre interattive, specialmente nella sezione per i più piccoli detta Tisch Children’s Zoo.

In direzione ovest si vedono i cavallini coloratissimi del Carousel, all’interno di un edificio in mattoni a pianta ottagonale. Un giro sulla giostra è imperdibile: non è una semplice attrazione per bambini ma una sorta di simbolo, una leggenda e un’opera d’arte, realizzata nel 1903 per Coney Island e trasferita qui nel 1951. I cavalli sono fatti a mano e il loro trotto è scandito dal suono di un organo della banda militare. A completare la magia ci sono spesso venditori di popcorn caldi e palloncini.
Accanto alla giostra c’è un Visitor Center, punto di riferimento per chi ha bisogno di informazioni o vuole partecipare a una visita guidata. Insieme al Gift Shop si trova nella Dairy (latteria), incantevole costruzione simile a un baita in stile neogotico, dove un tempo si serviva il latte ai bambini: originariamente, infatti, quest’area del parco era riservata ai più piccoli, e qui potevano trovare bevande e snack.
Se avete voglia di una partita a scacchi chiedete qui le pedine e andate a giocare al Chess and Checkers Pavillon, vicino allo zoo.

Camminate verso nord lungo The Mall, il viale di olmi con le statue di artisti e letterati, e ammirate sulla sinistra lo Sheep Meadow, un bel prato di 6 ettari in cui brucavano le pecore fino al 1934. Oggi è il paradiso dei picnic e delle sfide col frisbee, della tintarella e delle corse sui rollerblade: c’è chi gioca e chi legge, chi fa sport e chi ascolta musica, e poco lontano, alla Tavern on the Green, c’è chi si concede una pausa mangereccia. Un tempo qui c’era un ovile per gli animali; oggi è un ristorante famoso, non eccezionale ma molto caratteristico, e nelle notti d’estate si balla sulla terrazza a cielo aperto.

The Lake è un altro specchio d’acqua di Central Park, che potrete assaporare su una gondola o una barca a remi (il noleggio si fa da Loeb Boathouse, sulla riva orientale). A dominarlo c’è la Bethesda Terrace and Fountain, con l’ottocentesca scultura Angelo delle Acque. Dove il lago si assottiglia si ammira il Bow Bridge, leggiadro ponte in legno e ferro, che vi accompagnerà nel bosco The Ramble, un intreccio misterioso di alberi e sentieri in cui vivono varie specie di uccelli.

Superata la Cherry Hill Fountain, proseguendo verso ovest, si arriva al mitico Strawberry Fields Memorial, dedicato a John Lennon che venne assassinato proprio in Central Park West. Oltre ad essere il luogo ideale per un riposino o un picnic il prato è sempre affollato di ammiratori del cantante, soprattutto l’8 dicembre, anniversario della sua morte.
Tornando verso est rispetto a The Lake si arriva invece al Boat Pond, un altro stagno con barchette a noleggio dove si svolgono sfide tra modellini di navi; ad assistere alle gare ci sono le statue di Alice nel Paese delle Meraviglie e dello scrittore Hans Christian Andersen, e sotto quest’ultima, nei mercoledì d’estate, un cantastorie legge le fiabe ai piccoli ospiti del parco.

Camminando verso nord ci si trova all’altezza di 81st Street, dove si affaccia il giardino posteriore del Metropolitan Museum of Modern Art (MoMa). Qui si erge la struttura più antica di Central Park, l’Obelisk, del 1450 a.C., donato dall’Egitto alla città di New York alla fine dell’Ottocento. La sua sagoma si staglia sulla pianura del Great Lawn, un ampio prato che in passato ospitò grandi concerti e manifestazioni e che oggi, oltre a ospitare eventi e spettacoli, comprende alcuni campi da softball, pallacanestro, pallavolo e una pista di atletica.
Al margine meridionale del Lawn c’è il Turtle Pond, che ospita una fauna selvatica particolarmente interessante composta da rane, pesci e anatre, osservabile dalla banchina in legno.

A breve distanza c’è una zona consacrata al teatro e agli spettacoli. Il Delacorte Theatre, che ogni anno è sede del festival Shakespeare in the Park, custodisce le statue di Romeo e Giulietta firmate Milton Hebald; a fianco del teatro si apre il mite Shakespeare Garden, un inebriante connubio di colori e profumi in cui si trova almeno un esemplare di ogni pianta e fiore citato nelle opere del drammaturgo inglese.
Infine, per una vista eccezionale su Central Park, salite in cima a Vista Rock e visitate il Belvedere Castle, che vuole imitare un castello medievale ma venne creato nel 1869 come punto panoramico. Subito sotto c’è lo Swedish Cottage Marionette Theater, che propone spettacoli per bambini.

Sempre per i  bambini non vi perdete la statua di Alice nel paese delle meraviglie e quella di Hans Christian Andersen dove ogni domenica alle 11 di mattina, da giugno a settembre, si tiene la "Story Telling Hour": lettura di favole per i più piccoli. Davanti alle statue il Conservatory Water, un piccolo laghetto artificiale dove potrete noleggiare piccole barche a vela telecomandate!

LA ZONA SETTENTRIONALE
L’area settentrionale di Central Park è meno fitta di attrazioni e privilegia gli spazi aperti. È costituita principalmente dal Reservoir, che si estende da 86th Street a 79th Street ed è accessibile da 90th Street e Fifth Avenue. Si tratta di un ex bacino idrico di 43 ettari affiancato dal North Meadow Recreation Center, odierno paradiso degli sportivi, con campi da tennis, campi da calcio e una spettacolare pista da atletica sopraelevata, che pare una rampa di lancio verso lo skyline newyorkese.
La cosiddetta zona North Woods è più selvaggia, e sembra trasportare i visitatori ben fuori Manhattan: la metropoli pare lontana quando ci si addentra in 36 ettari di terreno naturale, tra torrenti, cascatelle e rudimentali ponti di pietra.

Da non perdere il Conservatory Garden, formato da tre giardini con tre stile diversi. Filo conduttore tra il giardino all’italiana, quello all’inglese e quello alla francese, sono l’armonia e il buongusto con cui si sono raccolte piante e cespugli, arbusti fioriti, alberi da frutto e fontane bizzarre, panchine e aiuole. A nord dei giardini sorge il Robert Bendleim Playground, in corrispondenza di 108th Street: qui i piccoli portatori di handicap possono giocare in sicurezza e spensieratezza, mettendosi alla prova coi bilancieri, provando le altalene studiate apposta per loro e scorazzando nei recinti della sabbia.

All’estremità settentrionale del parco si trovano il Charles A. Dana Discovery Center –centro per l’educazione ambientale e punto d’informazione- e il laghetto Harlem Meer in cui si può pescare con canne in bambù ed esche (materiale reperibile al Visitor Center). Infine merita un’occhiata la Blockhouse, costruzione storica di Central Park dal fascino decadente, fondata nel 1812 come postazione di vedetta su Harlem.

EVENTI E INTRATTENIMENTI
Ogni giorno migliaia di persone partecipano a un gran numero di eventi a Central Park: alcune attività si svolgono in maniera continuativa, altri appuntamenti si ripetono di anno in anno; poi ci sono le visite guidate, le attività sportive e i giochi che possono essere improvvisati sempre, quando si ha voglia di divertirsi. Chi si registra come membro può persino proporre un proprio evento o organizzare una cerimonia nel parco.

I programmi culturali più importanti di Manhattan sono il Summer Stage e il già citato Shakespeare in the Park, entrambi gratuiti e organizzati nei mesi estivi. Il primo concerto del Summer Stage si tenne nel 1986: sul palco c’era il pianista Sun Ra, e ad ascoltarlo una cinquantina di spettatori. Forse non ci si aspettava che lo stesso artista, solo sei anni più tardi, si sarebbe esibito nuovamente insieme ai Sonic Youth e avrebbe emozionato oltre 10 mila persone. Col tempo, insomma, la rassegna divenne un successo. Gli spettacoli, che hanno luogo al Rumsey Playfifeld, sono sempre molto affollati; conviene non farsi scoraggiare e affrontare la calca, perché sono sempre esibizioni di altissimo livello. (Per informazioni tel. 212/360-2777 o www.summerstage.org).

Gli spettacoli di Shakespeare in the Park si svolgono all’aperto, al Delacorte Theater, e i biglietti gratuiti si possono ritirare in loco tutti i giorni dalle 13.00 per la sera stessa, oppure al Public Theater (425 Lafayette Street) sempre dalle 13.00. Preparatevi a code lunghissime… c’è chi si mette in fila di prima mattina per non restare a bocca asciutta! (Per informazioni tel. 212/539-8750 o www.publictheater.org).

Nelle domeniche d’estate tra il Memorial Day (ultimo lunedì di maggio) e il Labor Day (primo lunedì di settembre) ci sono gli spettacoli di jazz e salsa di The Harlem Meer Festival. Le esibizioni hanno luogo tra le 14.00 e le 16.00 davanti al Charles A. Dana Discovery Center e hanno un sapore intimo e familiare. (tel. 212/860-1370).

Chi ama la musica classica non può perdere i concerti del New York Philarmonic in the Park e del Metropolitan Opera in the Park, che spesso culminano in un esaltante spettacolo pirotecnico. (www.newyorkphilarmonic.org e www.metopera.com).

La musica non è la protagonista esclusiva delle attività di Central Park: il gioco, lo sport e l’arte sono altrettanto valorizzati, così come il rispetto della natura e l’attenzione all’ecologia. Da aprile a ottobre la società Central Park Conservancy organizza “A Clearing in the Forest”, una serie di eventi educativi e multiculturali per tutta la famiglia, con danze, musiche, racconti di fiabe, osservazioni della natura e piccoli spettacoli per i bambini. Una domenica ogni due viene preparata qualche attività: la partecipazione è gratuita e non serve prenotare in anticipo… è sufficiente portarsi il pranzo al sacco e aver voglia di divertirsi.
(informazioni al 212-860-1370).

VISITE
La maggior parte dei visitatori si sposta a piedi o sui rollerblade all’interno del parco, che è così vasto da richiedere più di una giornata per la visita completa. Difficilmente ci si ritrova soli a Central Park, ma se proprio doveste perdervi non fatevi prendere dal panico: disseminati qua e là ci sono numerosi chioschi e vari Visitor Center in cui recuperare una mappa gratuita. Altrimenti vi basterà avvicinarvi al lampione più vicino e controllare i numeri stampati su di esso: le prime due cifre indicano il numero della strada più vicina, mentre le ultime due vi dicono se siete vicini alla zona est (numeri dispari) o alla zona ovest (numeri pari). Ad ogni modo tutto, nel parco, possiede un nome proprio preciso: non ci sono generici “laghetti”, “boschi”, “prati”. Anche questo accorgimento facilita gli appuntamenti e la richiesta di informazioni.

Per scoprire la storia del parco e assaporarne ogni aspetto non c’è niente di meglio di un tour guidato, offerto dai volontari della Central Park Conservancy. Per tutto l’anno, con la pioggia o con il sole, sono organizzate visite guidate a piedi tra le attrazioni principali del parco, che possono durare da un’ora a due ore. Se siete soli o in un piccolo gruppo –massimo 6 persone- non dovete prenotare in anticipo; i gruppi più numerosi devono invece riservare la visita chiamando il 212-360-2726 o scrivendo all’indirizzo e-mail tours@centralparknyc.org.

Chi preferisce visitare il parco autonomamente, ma ha bisogno di una traccia da seguire, può usufruire di un audio-tour: ce ne sono di vario tipo, a seconda delle attrazioni che volete privilegiare.

Un modo suggestivo di esplorare Central Park –ma molto più costoso- è organizzare un’escursione a cavallo. Le gite vanno prenotate presso il Riverdale Equestrian Center e si svolgono dalla primavera al Thanksgiving Day (quarto giovedì di novembre). Per informazioni tel: 718/548-4848 o www.riverdaleriding.com.
Chi “si accontenta” di un calesse trainato dai cavalli deve comunque preventivare una spesa salata: questo tipo di tour non si paga a ore ma a blocchi di venti minuti, e concedersi una bella gita significa ricevere un conto piuttosto caro. Gli amanti degli animali, almeno, non hanno nulla da temere: i cavalli si riposano ogni due ore per 15 minuti, non lavorano mai oltre le 9 ore giornaliere e si fermano con temperature superiori ai 32°C, pena la sospensione o il ritiro di licenza per il cocchiere trasgressore. Per informazioni 212/736-0680 o www.centralparkcarriages.com.

Forse è meglio noleggiare una bicicletta da Loeb Boathouse, da Metro Bicycles o presso altri noleggi nei pressi del parco. Generalmente è una soluzione comoda e economica, che vi consente di visitare Central Park con spensieratezza, soffermandovi nelle zone che preferite e velocizzando gli spostamenti che a piedi richiederebbero più tempo.
Nel New York Pass (il biglietto unico per accedere a prezzi scontati a una cinquantina di attrazioni cittadine) è compreso un Central Park Bicycle Tour, una visita guidata a colpi di pedalate. (www.newyorkpass.com).

SPUNTINI E PICNIC
Per uno spuntino a Central Park avrete l’imbarazzo della scelta. Alla Ballplayer’s House troverete insalate, Panini, hamburger e altri snack veloci, mentre a Le Pain Quotidien servono prodotti da forno, pane fatto in casa e centrifugati di frutta e verdura. Alla già citata Tavern on the Green assaggerete piatti diversi a seconda della stagione, alla Kerbs Boathouse potrete bere un caffè e mangiare qualche stuzzichino e alla Loeb Boathouse gusterete un buon pranzo con panorama sul lago.

Se la stagione lo permette potere optare per un picnic: il parco è pieno di aree apposite, più o meno gremite di gente. Il grande spiazzo dello Sheep Meadow è sempre molto affollato; se cercate un po’ di pace preferite piuttosto la sponda occidentale del Lake, il prato di fronte a Turtle Pond, il Conservatory Garden o Strawberry Field.

INFORMAZIONI UTILI
I Visitor Center distribuiti per il parco sono quattro, tutti gestiti dall’associazione Central Park Conservancy: la Dairy è sulla 65th Street, a metà parco, il Belvedere Castle sulla 79th Street a metà parco, il North Meadow Recreation Center è lungo la 97th Street a metà parco e il Charles A. Dana Discovery Center è sulla 110th Street, accanto alla Fifth Avenue. I bagni pubblici sono numerosi e ben segnalati, così come i telefoni per le chiamate di emergenza che vi metteranno immediatamente in comunicazione con il Central Park Precinct.

Per qualsiasi informazione sul parco chiamate i numeri 212/310-6600 o 212/360-1311, oppure visitate il sito www.centralparknyc.org.

 Pubblicato da il 24/10/2011 - 114.318 letture - ® Riproduzione vietata

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