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Cosa vedere e cosa visitare Teatro Colon

Teatro Colon: a Buenos Aires uno dei più grandi templi dello spettacolo

Il teatro Colon è da considerarsi uno dei più grandi Teatri al mondo. Fino all’apertura della Sydney Opera House, avvenuta nel 1973, esso è stato il più grande teatro dell’emisfero australe. Inoltre la sua struttura magnifica, imponente ed elegante, e l’impegno costante nella cura e nelle rappresentazioni ne fanno un monumento dell’arte teatrale e lirica. E’ anch’esso uno dei simboli di Buenos Aires, ed è sicuramente una delle tappe obbligatorie da inserire nel vostro itinerario. Il teatro è ubicato in Cerrito 618° a fianco della famossima Avenida 9 Julio e di Piazza Lavalle, simpatica piazza verde ed alberata, circondata dall’austero Palazzo in stile neoclassico dell’Escuela Presidente Roca, e dall’affascinante palazzo di Justicia. Il quartiere è ancora quello di Congreso, un quartiere molto interessante che ospita numerosi cinema, teatri d’epoca, vivaci negozi ed animati dibattiti politici. In questa zona di Buenos Aires si respira ancor più un clima europeo grazie allo stile dei suoi palazzi, che differisce rispetto al vicino quartiere di Microcentro per l’atmosfera un po’ meno raffinata e “snob”. Le persone indossano abiti meno costosi ed è abitato anche da tante famiglie della media borghesia argentina.

L’originario Teatro Colon sorgeva proprio nei pressi di Plaza de Mayo, nel cuore della città. Aveva una capienza di 2500 spettatori e venne progettato e realizzato dall’ ing. Carlos E. Pellegrini nel 1857. L’inaugurazione avvenne con la celeberrima “Traviata” di G. Verdi , ma il teatro dopo 20 anni venne chiuso e spostato. Attualmente quella è la sede della Banca Centrale Argentina.

I lavori di costruzione dell’attuale Teatro Colon iniziarono nel 1889 sotto la guida dell’architetto italiano Francesco Tamburini e del suo allievo Vittorio Meano (che in seguito costruì il Palacio del Congreso di Buenos Aires). Notevoli problemi furono affrontati dagli architetti, sopratutti per questioni meramente economiche. Per tali cause, e molte altre ancore ignote, entrambi gli architetti furono assassinati ed i lavori furono completati sotto la supervisione di Julio Dormal. Questo è uno degli episodi che ancora oggi, ad oltre un secolo di distanza, scatena nell’immaginario argentino dubbi e misteri. Tragico incidente o congiura politica?? Potete approfondire tale discussione con le esperte guide che accompagnano i turisti nei tour organizzati per visitare l’interno del teatro. Nonostante le numerose difficoltà il progetto fu portato a termine e l’inaugurazione ebbe luogo il 25 maggio del 1908 con la rappresentazione dell’ ”Aida” ad opera di una straordinaria compagnia lirica italiana diretta da Luigi Mancinelli (celebre direttore di orchestra e compositore Orvietano del secolo scorso).

La sua magnificenza e raffinatezza esterna, che si può notare già da molti metri di distanza è data in particolar modo dal suo stile, dal suo colore e dalla sua architettura. Delicato e mai invadente, questo teatro è entrato negli anni nel cuore di tutti i portenos, tanto che è importante per ognuno di loro mettervi piede almeno una volta. Il suo interno è la massima espressione che si possa ricercare in un palazzo di epoca recente. La giusta fusione ed armonia nell’arredamento, nei lampadari e nelle statue. Merita davvero un attente visita e se possibile anche la visione di un opera. Cercate informazioni su biglietti e prezzi al seguente indirizzo www.teatrocolon.org.ar/es/index.php?id=visitas e ricordatevi che in Argentina le stagioni metereologiche sono invertite. Se capitate a Buenos Aires da dicembre a febbraio, sarà molto difficile trovare qualche rappresentazione in calendario. Consiglio banale, ma da tenere a mente, per evitare figuracce!!

I numeri del teatro sono impressionanti, esso ha quasi 2500 posti a sedere che possono diventare 4000 se calcolano quelli in piedi. La sala all’italiana ha 32 metri di diametro, 75 metri di profondità e 28 metri di altezza. Un struttura veramente importante che fonde lo stile Italiano al Barocco Francese.
La sua bellezza è tanto lampante quanto delicata. Infatti il teatro negli anni ha subito un lento e progressivo deterioramento da parte degli agenti atmosferici anche a causa di scarsi investimenti e della poca manutenzione. E’ pertanto stato avviato un lungo e minuzioso programma di restauro che doveva concludersi nel 2008, anno del centenario del teatro, ma che si è protratto fino al maggio 2010. I festeggiamenti per il centenario infatti si sono tenuti nello stadio della città, ma quelli per la sua inaugurazione post restauro sono stati ancor più grandiosi. Migliaia di persone sono accorse ad uno spettacolo che ha fuso classico e moderno, con musica e note del passato e proiezioni ed animazioni in 3 D. Il teatro Colon è ora nuovamente accessibile e visitabile ed è una meta imperdibile per tutti coloro che trascorreranno un paio di giorni nella capitale argentina.

Per suscitare ancor più interesse, riportiamo un piccolo elenco di personaggi che si sono esibiti su questo palcoscenico: Riccardo Muti, Claudio Abbado, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli ed Ebe Stignani sono solo alcuni degli italiani che hanno calcato questo palco. Ma l’internazionalità regna sovrana ed abbraccia artisti del calibro di Igor Strvinskij, Maria Callas e Leonard Warren e molti altri. Le produzioni sono sempre state di alto livello, ed anche in questi tempi di crisi economica, il Teatro Colon resta un istituzione a livello nazionale ed internazionale, non risparmiando sulle proprie rappresentazioni e mostrando come la cultura sia un valore non trascurabile.

 Pubblicato da il 20/08/2012 - 7.682 letture - ® Riproduzione vietata

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