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Il Palazzo Re Enzo a Bologna

Sede del governo cittadino nel Medioevo, Palazzo Re Enzo Ŕ parte di un complesso di edifici situato nel cuore di Bologna, nei pressi di Piazza Maggiore. Deve il suo nome a Enzo, il re imprigionato al suo interno per 23 anni.

Affacciato su Piazza del Nettuno, a pochi passi dalla Basilica di San Petronio e da Piazza Maggiore, Palazzo Re Enzo rappresenta un’affascinante testimonianza di architettura medievale duecentesca a Bologna.

Il Palazzo fa parte di un complesso di edifici eretti per volere del Comune di Bologna al termine di una serie di espropriazioni che nel 1200 portò all’apertura di Piazza Maggiore. Nacque così dapprima il Palazzo del Podestà, e successivamente il Palazzo Re Enzo (detto Palazzo Nuovo) e il Palazzo del Capitano del Popolo, eretti tra 1244 e 1246, entrambi destinati ad ospitare gli uffici del governo cittadino.

Oggi sede di eventi e manifestazioni con ingresso da Piazza del Nettuno, in origine il palazzo accoglieva al piano terra le macchine da guerra e il Carroccio, un grande carro su cui svettavano le insegne cittadine, mentre al primo piano vi erano gli uffici del pretore e una cappella. Sul lato destro dell’edificio, nel passaggio che porta verso il Voltone del Podestà, si apriva poi la cappella di Santa Maria dei Carcerati, così chiamata perché i condannati a morte vi recitavano le loro ultime preghiere.

La visita al palazzo

Da una breve scalinata che si affaccia su piazza della Fontana del Nettuno si accede al cortile che si estende su un’area di 250 metri quadrati e che ospita al suo centro un antico pozzo di pietra arenaria; sulla destra si trova invece la chiesetta di Santa Maria dei Carcerati in cui venivano portati i condannati a morte: recentemente restaurata, si presenta abbellita dai decori dell’artista inglese David Tremlett. A sinistra una ampia scalinata conduce ai piani superiori

Gli ambienti più notevoli all'interno di Palazzo Re Enzo sono indubbiamente la Sala del Trecento, ora Sala degli Atti, progettata nel 1386 da Antonio di Vincenzo e destinata a diventare sede dell’archivio comunale, e il magnifico Salone del Podestà. Collocato all’interno del Palazzo del Podestà ma accessibile oggi soltanto tramite lo scalone di Palazzo Re Enzo, questo enorme salone fu adibito ad aula di giustizia e successivamente trasformato prima in teatro, attivo fino al 1767, e poi in sala per il gioco del pallone.

Al secondo piano si trova la Sala Re Enzo della cui ricostruzione si occupò nel 1771 l’architetto del senato Giovanni Giacomo Dotti. Su una superficie di 150 m2 si estende infine la Sala del Quadrante che deve il proprio nome all’antico quadrante di orologio affrescato sul soffitto adiacente l’ambiente. Da qui si possono ammirare alcune delle torri medievali bolognesi.

In tempi più vicini a noi il palazzo è stato oggetto di restauro da parte del bolognese Alfonso Rubbiani, che nel 1905 ha riportato l’edificio al suo aspetto medievale ripristinandone ad esempio la merlatura, le arcate del pianterreno e della scala quattrocentesca, ed aggiungendo dettagli non presenti nel progetto originale secondo la moda neo-medievalista di quei tempi, come ad esempio riaprendo le finestre a trifora. Al 2003 risalgono infine gli interventi restaurativi alle facciate del palazzo su piazza del Nettuno, via Rizzoli e piazza Re Enzo.

La storia di Re Enzo

La figura che nel corso dei secoli ha alimentato la fama del palazzo è quella di Enzo, re di Sardegna, conosciuto anche come Enzo di Svevia. Figlio dell’imperatore Federico II, Enzo venne imprigionato nel palazzo soltanto 3 anni dopo la sua costruzione, dando così vita a un legame indissolubile tra la storia dell’edificio e le sue vicende personali.

Tutto ebbe inizio nel 1249 durante la battaglia di Fossalta, una località nei pressi di Modena, che vide le truppe ghibelline del Sacro Romano Impero, capitanate da Enzo, scontrarsi con i guelfi bolognesi. Questi ultimi ebbero la meglio sul figlio dell’imperatore e le sue truppe modenesi e cremonesi: Enzo fu quindi catturato e rinchiuso nel palazzo del governo bolognese, il futuro Palazzo Re Enzo.

Fino all’anno della sua morte, avvenuta nel 1272, Enzo non uscì mai dalle stanze della sua prigionia, che erano collocate al secondo piano dell’edificio (oggi Sala Re Enzo). I bolognesi rifiutarono infatti sistematicamente le ripetute offerte di riscatto avanzate da Federico II durante i 23 anni di reclusione del figlio.

Sulla permanenza di Re Enzo all’interno del palazzo e sulla sua figura nacquero così molte leggende, più o meno colorite. Si narra infatti che Enzo conducesse una vita piuttosto confortevole nella sua prigione, dedicando il suo tempo a letture colte e alla compagnia di giovani dame. Secondo la tradizione, dalle unioni avute durante la prigionia nacquero tre figlie e anche un bambino, figlio della contadina Lucia di Viadagola. Per via delle dolci parole che Enzo le rivolgeva, il figlio sarebbe stato chiamato Bentivoglio e riconosciuto come capostipite della nota famiglia nobiliare bolognese che dominò la città fra Quattrocento e Cinquecento.

A testimonianza della benevolenza che il popolo nutriva nei suoi confronti, in seguito alla sua morte Enzo fu seppellito nella Basilica di San Domenico tra grandi onori.

Altre curiosità sul Palazzo Re Enzo

Non tutti sanno ad esempio che nell’arcata a 4 cuspidi situata fra i palazzi Re Enzo e del Podestà si può assistere ad un singolare fenomeno acustico: avvicinando infatti l’orecchio a una delle colonne si possono distinguere nettamente le parole pronunciate dalle persone ai lati opposti, come in una sorta di telefono senza fili.

Avete mai fatto caso poi all’apertura porta-finestra che si affacciava su di un balcone, oggi non più esistente, sulla facciata verso via Rizzoli? Pieno di fiori, questo terrazzino era noto al popolo come “giardino della Lazzarina”: a occuparsene, un tempo, era la moglie del boia che, secondo la tradizione, vi poneva un fiore ogni qualvolta veniva eseguita una condanna.

Ulteriori informazioni: sito ufficiale

Come arrivare

L'edificio si trova nel centro storico di Bologna all’interno della ZTL: consigliamo pertanto di raggiungerlo o a piedi (dalla stazione centrale sono 20 minuti di camminata) oppure in bus.
Palazzo Re Enzo è visitabile soltanto in occasione di eventi.

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