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La Casa Lleo i Morera in centro a Barcellona

Passeggiando sul lussuoso Paseo de Gracia, nel quartiere Eixample, potrete ammirare non solo le vetrine delle boutiques decorate a festa che lo popolano ma anche immergervi nella storia che ha fatto di Barcellona la capitale del modernismo. Qui si trovano casa Batlló, la Pedrera (casa Milá), casa Amatller e Casa Lleó i Morera. Quest’ultima, aperta al pubblico solo da qualche anno, é divenuta in poco tempo una delle mete piú acclamate. Basti pensare che si trova a soli venti metri (circa) dalla famosa opera di Gaudí (ovvero la Casa Batlló), inoltre ha una storia alle spalle che merita di essere raccontata. Nota: attualmente la casa è chiusa per adeguamento della struttura alla normative di sicurezza. Non si hanno certezze su di una eventuale sua riapertura.

Storia

Fu progettata da uno degli architetti piú influenti dell’epoca, Lluís Domènech i Montaner il quale decise che la cosa corretta non era demolire il vecchio edificio che si ergeva al posto dell’attuale casa ma di rimodellarlo, adattarlo e renderlo molto simile ad una dimora regale. In quanto alle decorazioni e alla predisposizione delle sale, ci mise del suo la bella signora Francesca Morera, nipote dell’ originario propietario di casa il quale alla sua morte lasció in ereditá tutto quel ben di Dio alla giovane donna. Colei si caratterizzava per essere alquanto ambiziosa e competitiva, una di quelle che nello sfarzo ci stava proprio a gusto cosí comunicó all’architetto le sue intenzioni: "Voglio una casa enorme, che abbia a che fare con il modernismo, più alta di quelle che si vedono in giro. Un balcone rotondo, una sala per gli invitati munita di parete piena di vetrate in modo che chiunque, dalla strada, possa vedere quanto ci divertiamo e importanti siamo. Voglio fiori intarsiati nel legno, galli e galline e rondini, storie raccontate con le sculture e donne con le facce di ceramica che bevono il the". Disse un giorno - nel lontanto 1902 - la cara Francesca all'architetto Lluis Domènech i Montaner. "Detto e fatto!", rispose lui.

Sfortunatamente Francesca morì ancor prima di veder la casa dei suoi sogni ultimata, ma ci pensó suo figlio a farsi carico dell'opera rispettando di ogni virgola la volontà della madre facendo cosí emergere un’opera meravigliosa e donando al contempo alla sua famiglia un tetto decoroso sotto al quale lussureggiare.

Da fuori sembra una collina in fiore e questo lo si deve al fatto che Morera, il cognome della famiglia, é il nome di una specie di fiorellino dai petali bianchi, elemento decorativo e identificativo, che ritroviamo in numerossissimi punti della facciata. Le mura sono invase da balconi, tribune, finestroni tondi e una torretta che incorona il tutto. Quest’ultima, degna di nota, si poté costruire solo dopo aver ricevuto l’autorizzazione dal comune della cittá dato che la sua altezza superava di gran lunga gli standard.

L'interno della casa

Ma é soprattutto al suo interno che sembra di vivere in un racconto inventato che prende vita grazie alle menti e alla manualitá di numerosi artisti che parteciparono alla sua creazione. E’ composta da spaziosi saloni alcuni decorati da legno intarsiato, altri stracolmi di mosaici. La maggiore parte delle pareti invece sono animate dalle quali fuoriescono personaggi, si materializzano, come se fossero dei fantasmi: c’é una mamma che allatta un bimbo, dei cacciatori, animali, un incendio…

La casa é attraversata da un immenso corridoio piastrellato che collega la zona in cui si svolgono gli eventi mondani da quella piú intima in cui si trovano le camere, la cucicina e un altro salotto. Non é arredata ma sono talmente tante le decorazioni che é come se lo fosse. Non si percepisce il vuoto, tutt’altro. C’é vita. E’ colorata, sembra quasi in movimento, i personaggi che la abitano ti parlano e ti raccontano i bei tempi passati a tal punto che ti fanno sentire come parte della famiglia.
Inoltre artisti come Eusebi Arnau, Lluís Brú i Salelles, l’italiano Mario Maragliano Navone, Antoni Serrá i Fiter, Antoni Rigalt i Blanch si occuparono rispettivamente di creare le statue in alabastro, i mosaici, di lavorare la ceramica e di dipingere le vetrate. Insomma, tutto il necessario.

La casa rimase costodita dalla famiglia Morera per ben tre generazoni, fino all’anno 1943. Questo ha permesso un mantenimento constante dell’opera grazie al quale oggigiorno é possibile godere di tutto il suo splendore.

Informazioni utili per visitare la casa

Indirizzo: Passeig de Gràcia, 35, Barcellona
Telefono:  +34 936 76 27 33
Sito ufficiale: www.casalleomorera.com/ (trovate la visita virtuale dell'edificio)
Attualmente chiusa

 Pubblicato da il 26/10/2017 - 232 letture - ® Riproduzione vietata

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