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Il Museo Rodin di Parigi e le sue opere, dal pensatore alla scultura del bacio

Parigi è in Europa una delle prime città per numero di musei e detiene il possesso di opere somme che, nel loro insieme o singolarmente, tracciano scenari storici suggestivi con un preciso pedigree culturale. Non solo il Louvre o il Musée d’Orsay, ma tante altre realtà museali degne di essere visitate, vedesi il Musée Rodin ubicato in Rue de Varenne 77 nel quartiere Fauborg Saint-Germain, bello a prescindere dal tesoro racchiuso fra le sue prestigiose mura: merito di un ambiente che al meditativo raccoglimento artistico interno concilia un vasto spazio esterno contraddistinto da un giardino con boschetto annesso, fontane, dolci vialetti e persino una caffetteria d’altri tempi.

La storia del museo Rodin

Un unicum esemplare tra le attrazioni di Parigi, sintetizzato tra le maglie della bellezza intima dell’edificio ospitante, l’Hotel Biron, gioiello di fattura settecentesca che segue uno stile tipicamente rococò realizzato da Jean Aubert per Abraham Peyrenc de Moras. Il meraviglioso palazzo intitolato a colui che lo acquistò nel 1752 – il maresciallo Biron – fu abitato tra il 1908 e il 1917 dallo scultore Auguste Rodin (ma la trafila di artisti dimoranti è lunga e include tra gli altri Henri Matisse e Jean Cocteau), il quale tanto generosamente cedette allo Stato francese tutta la sua produzione artistica fermo restando di riuscire a esporle in una casa-museo, poi effettivamente inaugurata nel 1919.

Cosa vedere nel Museo Rodin

Qui giacciono investite di immutabile beltà ben 6.600 sculture (la collezione, in verità, ne annovera 33.000) - con opere in aggiunta ritenute in tal caso “collaterali” poiché appartenenti ad altre maestranze sotto forma di bozzetti e disegni, citiamo Van Gogh, Munch, Monet e Renoir per intenderci - un patrimonio incredibile, quasi impossibile da concepire, foriero di continue estasi fomentate presso le folle di visitatori piacevolmente allibiti. Tante mostre e iniziative didattiche ne ravvivano l’appeal espositivo implementando un’offerta con ben pochi precedenti.

La collezione di opere si divide in maniera piuttosto omogenea fra interno ed esterno, mostrando regali gemme come Il Pensatore, La Porta dell’Inferno, Il Bacio e Adamo ed Eva, tutte realizzate con l’ausilio di diversi materiali, bronzo, marmo, terracotta ma anche plastica, vetro e pece e questo la dice lunga sulla caratura di Rodin, artista eclettico, poliedrico e beneficiario di una formazione precisa, stratificata e, soprattutto, completa grazie alla quale poté presto affermarsi come vero e proprio innovatore della disciplina scultorea in auge fra Ottocento e Novecento.

Le magnificenti opere esposte al museo vanno al di là della loro veste esteriore, impregnandosi costantemente di nuovi significati il cui magnetismo cattura chiunque. Allegoria e metafora fanno capolino, specialmente quando si ha a che fare con la contemplazione riflessiva di un capolavoro come Il Pensatore, che – udite udite – doveva integrarsi a La Porta dell’Inferno ritraendo Dante davanti all’ingresso per una profonda meditazione sulla vita, la morte e l’esistenza umana. Ne derivò, invece, una traslazione di pensiero focalizzato su intelletto e poesia.
Di altro genere è Il Bacio, una scultura ad alto contenuto erotico ma descritta con linee delicate e virtuosismi legati a un nudo elegante e mai volgare, una nudità ch’è condivisa perché di coppia, frutto dell’ispirazione infusa dal V canto dell’Inferno contenuto fra le pagine della Divina Commedia, un canto struggente i cui protagonisti – Paolo e Francesca – rappresentano l’emblema dell’amore puro e incondizionato, tormentato e tragico.

La scultura de I Borghesi di Calais si concede a un’altra visione ancora, che esplora il caldo e fiero tema del patriottismo incarnato in un’opera monumentale che elogia lo spirito di sacrificio dei cittadini di Calais, offertisi volontariamente in ostaggio agli invasori inglesi per salvare la città. La collezione rodiniana pullula di queste sensazionali imprese artistiche, frutto del genio autentico di un autore sensibile.

Il Museo è stato chiuso nel 2012 per accurati lavori di ristrutturazione consentiti da un budget di 16 milioni di euro, poi riaperto nel novembre 2015 con importanti novità. Oggi il percorso si articola in 18 sale che ripercorrono cronologicamente il vissuto e la carriera di Rodin mostrando 600 opere, marmi, bronzi e gessi esaltati da sfondi parietali in "Biron Grey", un colore studiato per la valorizzazione massima del patrimonio, adeguatamente illuminato da luci artificiali controllate a livello informatico.

Come arrivare a Museo Rodin

A Parigi si possono usare diversi mezzi pubblici per raggiungere il museo: con la metropolitana scendere a Varenne (linea 13) o Invalides (linee 8 e 13); RER linea C fino a Invalides; bus 69, 82, 87, 92.

Informazioni utili, prezzi, orari del museo

Musée Rodin
Dove: 77 Rue de Varenne – Parigi
Orari di apertura: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 17.45 (mercoledì fino alle 20.45)
Sito ufficiale: www.musee-rodin.fr
Contatti: tel. +33 (0)144186110
Biglietti: tutto incluso € 11.30, ridotto € 8.30, solo giardino € 5.30, ridotto € 3.30, audioguide disponibili in 5 lingue (inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese) € 6.00

 Pubblicato da il 24/10/2017 - 2.894 letture - ® Riproduzione vietata

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