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Cosa vedere e cosa visitare Campanile di San Marco

Visitare il Campanile di San Marco a Venezia

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Per i veneziani è “el paron de casa” (il padrone di casa), per tutti uno dei monumenti simbolo d’Italia. Dall’alto dei suoi 98,6 metri il Campanile di San Marco, la più elevata costruzione della città veneta, s’innalza isolato nell’omonima piazza dinanzi alla basilica offrendo un suggestivo panorama a perdita d’occhio sulla laguna.

Antico faro per i naviganti, la poderosa torre campanaria di Venezia, con la sua pianta quadrata, ha influenzato nel corso del tempo la costruzione di celebri monumenti e attrazioni fra cui il campanile di Sather all’università della California, la Metropolitan Life Insurance Company Tower di New York e addirittura l’hotel Venetian di Las Vegas che riproduce fedelmente l’intera piazza San Marco.

La storia del campanile

Eretta su resti di epoca romana nel IX° secolo durante il governo del doge Pietro Tribuno, la torre venne successivamente rimaneggiata nel XII° secolo sotto Domenico Morosini e ancora in seguito nel XIV° secolo quando vennero richiesti gli interventi di esperti progettisti e ingegneri provenienti da Olanda e Francia.

Danneggiato da un fulmine nel 1489 (la cuspide in legno venne distrutta) e nel 1511 da un terremoto, il campanile di San Marco fu sottoposto a lavori di ripristino e di consolidamento diretti dall’architetto Giorgio Spavento e da Pietro Bon che portarono il campanile ad assumere l’attuale aspetto. La cella campanaria fu ricostruita in marmo e al di sopra venne realizzato un attico decorato sulle facciate da sculture raffiguranti il leone di San Marco e Venezia; in cima, una cuspide in bronzo. A completare la costruzione, nel luglio 1513, venne collocata una statua in legno dorato dell’Arcangelo Gabriele.

Anche nei secoli successivi non mancarono interventi di ripristino quasi tutti necessari per porre rimedio ai consistenti danni dovuti ai fulmini che provocarono via via incendi e addirittura la caduta della cima del campanile: nel 1653 il Longhena si occupò personalmente di alcuni restauri che furono nuovamente eseguiti un centinaio di anni più tardi quando un nuovo fulmine creò uno sbrego nella muratura (in quell’occasione vi furono, pare, anche dei morti).

Il crollo e la ricostruzione del campanile

Dotata di parafulmine nel 1776, la torre fu successivamente abbellita da una statua dell’arcangelo Gabriele realizzata da Luigi Zandomeneghi che in seguito al crollo del campanile nel 1902 venne però danneggiata e restaurata da Gioacchino Dorigo. Nel 1903 il sindaco di Venezia Filippo Grimani ordinò che la ricostruzione di questo prestigioso simbolo della città seguisse il motto “come era, dove era”. Nel 1912, proprio in occasione della festa di San Marco, il nuovo campanile venne inaugurato: per ricordare l’importante evento ci fu anche l’emissione filatelica di due francobolli del valore di 5 e 15 centesimi di lira venduti esclusivamente in territorio veneto.

Utilizzata a inizi 1600 da Galileo Galilei per una dimostrazione del suo cannocchiale (proprio qui infatti mostrò al doge Leonardo Donà l’utilizzo del suo nuovo marchingeno), la torre di San Marco è stata ed è tutt’ora protagonista di importanti eventi cittadini fra cui il tradizionale “volo dell’angelo”, oggi conosciuto come “volo della colombina”: dal 2001 gli storici festeggiamenti carnascialeschi hanno riportato in auge questo spettacolo con un tragitto che va dal campanile sino alla loggia del Palazzo Ducale. Se un tempo era un abile equilibrista a giungere dalla torre sino a una barca ancorata nel canale percorrendo una fune, oggi è la graziosa versione femminile di un angelo che scivolando appesa su un cavo dà inizio a uno dei carnevali più famosi del mondo.
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Come tutti gli edifici di Venezia, anche la torre di San Marco ha le fondamenta formate da centinaia e centinaia di pali conficcati nel terreno; la sua forma semplice, con una canna di mattoni caratterizzata da scanalature con un lato di 12 metri e alta circa 50, è sormontata dalla cella campanaria con archi. Al di sopra si trova una costruzione a forma di dado con raffigurati due leoni e la Giustizia, a simboleggiare le figure femminili di Venezia. La cuspide a forma di piramide completa il campanile e sulla sommità una sorta di piattaforma girevole ospita la statua dell’arcangelo.

Per accedere a questo monumento si varca la loggetta di Jacopo Sansovino, situata sul lato che si affaccia verso la basilica di San Marco: costruita fra il 1537 e il 1549 si presenta con tre arcate che fra le colonne ospitano le statue bronzee di Mercurio, Minerva, Apollo e la Pace. Anch’essa in seguito al crollo del 1902 venne distrutta e ricostruita riutilizzando il materiale originale.

L'ascensore e gli scalini del campanile

inutile cercare gli scalini: il campanile, che dal 1962 è dotato anche di un ascensore, dispone di 5 campane, eredi dell’antico concerto che crollò nel 1902 e di cui si salvò solo quella maggiore. A donare le nuove campane fu Papa Pio X° e a realizzarle furono i Barigozzi di Milano (tranne la “Marangona” opera di Domenico Canciani) in una fonderia dell’isola di Sant’Elena. Ognuna di esse racconta la storia di Venezia. La “Marangona”, con il sul peso di 3625 kg e un diametro di 1800 metri, annunciava con i suoi rintocchi inizio e fine lavoro dei marangoni (i carpentieri dell’arsenale) e le sedute del Maggior Consiglio; la “Nona” cantava e lo fa tutt’oggi il mezzogiorno ma anche l’ultimo termine per spedire le lettere a Rialto; il “Malefico” precedeva invece le sentenze del magistrato; la “Trottiera” indicava l’inizio del Gran Consiglio (i nobili ne attendevano il suono per mettere al trotto i cavalli); la “Mezzaterza” annunciava le riunioni del senato.

Informazioni utili, orari e costo dei biglietti per il campanile

Campanile di San Marco
Orari di apertura
: da aprile a giugno e nei mesi di ottobre e novembre dalle 9 alle 19; da dicembre a marzo dalle 9.30 alle 15.45; da luglio a settembre dalle 9 alle 21. La biglietteria chiude un’ora prima.
Tariffe d’ingresso: intero 8 Euro; ridotto (bambini e gruppi) 4 Euro.

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 Pubblicato da il 13/05/2017 - 269 letture - ® Riproduzione vietata

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