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Cosa vedere e cosa visitare Museo Egizio

Il Museo Egizio di Torino la visita alla collezione più antica del mondo

Il Museo Egizio di Torino rappresenta senza alcun dubbio la vera punta di diamante delle attrazioni del capoluogo piemontese incarnando tutto il potenziale artistico-culturale di una città in continuo fermento, forziere di conoscenza i cui limiti vengono abbattuti e superati ogni anno che passa. Il complesso museale si inserisce in un contesto urbano che costituisce il caput taurinorum (centro di Torino, n.d.r.), ubicato in via Accademia delle Scienze 6 nell’omonimo palazzo e gestito dalla Fondazione Museo delle Antichità Egizie.

Il Museo può a ragione essere considerato l’ottava meraviglia del globo, secondo per l’importanza dei reperti solo a quello de Il Cairo ma di certo il più antico: preso d’assalto dai turisti e dagli stessi cittadini propensi a visitarlo più volte, nel 2015 ha raggiunto la ragguardevole cifra di 773.000 paganti.

La sua fondazione risale al 1824, quando Carlo Felice di Savoia acquisì una vasta collezione di opere raccolte in Egitto da Bernardino Drovetti – console di Francia in Egitto su nomina di Napoleone Bonaparte – e comprendente 100 statue, 170 papiri, stele, sarcofagi, mummie, bronzi e amuleti. Un notevole incremento lo infonde nel 1894 il nuovo direttore Ernesto Schiaparelli, organizzatore di molteplici scavi in terra egiziana che si collocano quale interludio fra il primo oggetto giunto a Torino, la Mensa Isiaca, e l’ultimo, il tempietto di Ellesija. Attualmente il Museo espone nelle sue sale ca. 3.300 oggetti, oltre a 26.000 reperti giacenti nei magazzini per dovizia conservatrice o fruizione puramente scientifica atti a studi finalizzati alla pubblicazione.

La misura valorizzante del polo museale viene magnificamente espressa da un’asserzione del famoso decifratore di geroglifici Jean-François Champollion: “La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Arte e cultura dell’Egitto antico giungono ai posteri grazie a una pletora stupefacente di collezioni susseguitesi nel tempo che contano complessivamente 37.000 esemplari evinti fra l’era paleolitica e quella copta, tra i quali si distinguono pezzi di assoluto pregio come la tomba di Kha e Merit, il già citato tempio rupestre di Ellesija, il Canone Reale, la Mensa Isiaca, la tela funebre, i rilievi di Djoser, le statue di Iside, Sekhmet e Ramesse II, il papiro delle miniere d’oro e la tomba di Maia.

La sede del Museo annovera una biblioteca che funge da supporto di ricerca aperto al pubblico sebbene non sia previsto il prestito di volumi, unicamente consultabili all’interno e grandi ausili per studiosi provenienti da tutto il mondo, consci di poter attingere a un bacino librario comprendente 7.400 monografie, 2.100 periodici, 171 opuscoli, 182 tesi di laurea, microfilm e i 500 volumi della Biblioteca Botti. La Fondazione cura periodicamente il necessario restauro degli oggetti esposti, soggetti a operazioni piuttosto delicate che richiedono millesimale attenzione.

Dopo un lungo piano di ampliamento e ristrutturazione, il Museo si fregia di un innovativo assetto settorializzato in ben 4 piani, vale a dire l’ipogeo (sotterraneo), il piano terra, il primo piano e il secondo e ultimo, con un percorso a scendere che coincide con un affascinante viaggio cronologico le cui tappe si possono così elencare: storia del museo, epoca predinastica/antico regno, tomba degli Ignoti/Iti e Neferu, Medio Regno/Nuovo Regno, Deir El Medina, tomba di Kha, Galleria dei Sarcofagi, Papiroteca, Valle delle Regine, Epoca Tarda, Tolemaica, Romana e Tardoantica, Galleria dei Re e Tempio di Ellesija, Sala Nubiana.

L’inaugurazione delle nuove sale è avvenuta il 1° aprile 2015 e ha portato la superficie espositiva a un’estensione totale di 60.000 metri quadrati in cui trovano posto anche una sala mostre e aree dedicate alla didattica, uscendo oltre confine grazie alla partecipazione a una spedizione archeologica internazionale in Egitto dal giugno dello stesso anno.

Un’esperienza di visita migliorata si avvale di supporti multimediali avveniristici: all’ingresso ogni visitatore viene dotato di braccialetto personalizzato con tecnologia RFID (Radio-Frequency Identification per identificazione e memorizzazione automatica dei dati); al fruitore viene consegnata una video guida di ultima generazione per poter scegliere percorsi di visita differenziati per contenuti e durata; ciascun gruppo viene dotato di group tour, in grado di stabilire una connessione audio non acusticamente inquinante fra il gruppo e la guida; ricostruzioni 3D lungo il percorso. Nel 2013 The Times – celeberrimo quotidiano britannico – inserisce il Museo Egizio di Torino nella classifica dei 50 migliori musei del pianeta.

Museo Egizio
Dove: via Accademia delle Scienze 6 - Torino
Come prenotare: biglietteria in sede, prenotazione on line o telefonica al numero 011/4406903 dal lunedì al venerdì (8.30 - 19) e il sabato (8.30 - 13); informazioni al numero 011/5617776.
Orari: aperto il lunedì dalle ore 9.00 alle ore 14.00, dal martedì alla domenica dalle ore 8.30 alle ore 19.30; biblioteca aperta dal lunedì al venerdì con orario 10 – 17.
Modalità di visita: opportunità di visite guidate
Costo del biglietto: 15 € intero, 11 € ridotto, 1 € per bambini dai 6 ai 14 e gruppi scolastici inferiori, 4 € per gruppi scolastici superiori, gratuito per minori di 5 anni, invalidi, membri ICOM, Abbonamento Musei di Torino e Piemonte
Sito ufficiale: www.museoegizio.it
Come arrivare in auto: A4 Milano-Torino e A5 Valle d’Aosta-Torino con uscita c.so Giulio Cesare; A6 Savona-Torino e A21 Piacenza-Torino con uscita c.so Unità d’Italia; A32 Fréjus-Torino con uscita tangenziale c.so Regina Margherita.
Treno: da stazione Porta Nuova, procedere a piedi per ca. 800 metri lungo via Lagrange fino a via Accademia delle Scienze.
Autobus: linee 13, 15, 55, 56, 72 in piazza Castello o linee 4 e 72 in via XX Settembre.
Aereo: Aeroporto Città di Torino, Caselle con collegamento autobus ogni 30 minuti.

 Pubblicato da il 11/10/2016 - 10.724 letture - ® Riproduzione vietata

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