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Cosa vedere e cosa visitare Colonna Traiana

Colonna Traiana a Roma: la storia dell'antico monumento e le scene dei suoi rilievi

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Hominem mortuum in urbe ne sepelito neve urito” che tradotto significa “nessun morto può essere cremato né sepolto in città”. Così recitava la decima sezione delle famose Leggi delle XII Tavole, uno dei più antichi esempi scritti di corpo legislativo della storia, risalente al V secolo a.C. e su cui si fondò tutto il diritto romano seguente. Era dunque vietato tassativamente erigere tombe dentro Roma tanto che lo stesso Ottaviano Augusto, primo imperatore, si fece costruire un imponente Mausoleo ai margini della città, presso il Tevere, dove ancora oggi possiamo ammirarlo, seppure non in ottime condizioni conservative.

Ci fu un solo uomo che contravvenne alla regola e si tratta di uno dei più illuminati e caparbi imperatori della storia, Marco Ulpio Nerva conosciuto ai più come Traiano. Dopo avere espanso i confini dell’impero oltre ogni limite, dopo aver risollevato l’economia dello Stato, dopo aver regolamentato numerosi aspetti della vita pubblica e privata, dopo aver riorganizzato l’urbanistica della città, costruendo non solo l’ultimo e più maestoso dei Fori Imperiali, ma anche il colossale centro polifunzionale conosciuto oggi con il nome di Mercati di Traiano, decise di farsi innalzare una straordinaria colonna coclide, tutta completamente istoriata, sotto alla quale poter inserire la sua urna cineraria d’oro e quella della moglie Plotina, riservandosi lo stesso trattamento degli eroi, e creando una delle attrazioni più importanti di Roma.

La colonna venne realizzata nel 113 d.C. nell’area adiacente alla monumentale Basilica Ulpia, all’interno del vasto complesso del Foro e dei Mercati di Traiano, a completamento di un vasto progetto edilizio unitario. La sua altezza è di 100 piedi romani, equivalenti a 29,78 m, che con il basamento diventano però quasi 40 m e segnano in realtà il limite massimo raggiunto da un piccolo colle che si trovava nella zona compresa tra il Quirinale e il Campidoglio e che venne sbancato già ad opera di Domiziano alla fine del I secolo.

Il basamento di forma quadrangolare è decorato da rilievi rappresentanti armi ed aquile e presenta, nel lato sud-est, una porta che conduce direttamente alla camera sepolcrale e ad una scala a chiocciola scavata nel marmo che raggiunge la sommità della struttura prendendo luce da una serie di aperture lungo tutta la sua altezza. La colonna in sé invece è composta da ben 18 rocchi sovrapposti di marmo lunense e presenta un fusto circondato da una corona d’alloro alla base e un capitello che reggeva in origine la statua dell’imperatore, sostituita poi alla fine del XVI secolo con quella dell’apostolo Pietro.

Il diametro della colonna è di 4 m ed ospita circa 155 scene a bassorilievo, per un totale di circa 2.500 figure: le spirali si ripetono per ben 23 volte e se potessimo con l’immaginazione “srotolare” l’intero fregio avremmo un disegno lungo circa 200 metri! Ma cosa rappresenta questo “fumetto storico”? Sono raccontate nel marmo, con dovizia di particolari e immensa maestria fin nel minimo dettaglio, le vicende principali della famosa guerra che i Romani, guidati da Traiano, combatterono in due riprese tra il 102 e il 106 contro i Daci, una valorosa popolazione che risiedeva nei territori dell’attuale Romania, terra ricca di giacimenti di oro e argento.

La storia descrive dunque i fatti salienti in ordine cronologico cercando ovviamente di esaltare l’importanza della conquista romana e la figura dell’imperatore che compare ben 60 volte, anche se mai da solo, ma sempre accompagnato da qualche altro personaggio: si volevano in questo modo elogiare le sue capacità strategiche e militari di perfetto generale. Oltre al racconto di guerra sono presenti anche scene esemplari, solo apparentemente autentiche, che avevano lo scopo di alludere ai valori universali impliciti. Ecco allora che si spiegano le numerose scene di sacrificio agli dei, di disboscamento o di costruzione, tutti stratagemmi usati per sottolineare la devozione dell’imperatore e la superiorità della civiltà romana su quella barbarica.

E’ però interessante notare come il popolo dacico sia stato raffigurato come valente e fiero, nemico quasi indomabile: quest’azione era ovviamente una propaganda ideologica estremamente astuta che, presentando un nemico forte e valoroso, non faceva altro che esaltare ancor di più la potenza dei vincitori. Tra tutte le figure merita sicuramente una menzione il re dacico Decebalo che conclude la sua resistenza con il suicidio aumentando ancor più, con il proprio valore e quello del suo popolo, la gloria romana. Non mancano scene cruenti con torture e teste mozzate, così come estremamente ricche e particolareggiate sono le descrizioni di armi e costumi dei diversi protagonisti. Le figure femminili sono molto poche e compaiono solo in casi eccezionali, come per esempio quella in cui donne in preda alla collera torturano degli uomini romani nudi o come l’immagine della fanciulla dall’aria desolata su una nave che s’allontana da un porto.

... Pagina 2/2 ... Ci si è posto spesso il problema della difficile lettura dei fregi della colonna: quelli posti più in alto sono infatti oggi praticamente impossibili da leggere. Sembra infatti che in passato, accanto alla Basilica Ulpia, ci fossero due biblioteche, una latina e una greca, collegate da un passaggio che permetteva la lettura completa dell’opera.

La colonna di Traiano può essere dunque considerato un unicum nella storia architettonica di Roma, poiché riunisce, in un originale monumento, le lunghe tradizioni delle colonne onorarie e di quelle funerarie.

Informazioni utili
La colonna Traiana si trova a fianco di Piazza Venezia, in zona Altare della Patria.
Per raggiungerla potete utilizzare la fermata autobus Fori imperiali - Campidoglio, linee 51, 85, 87, 118 e B60
Le fermate più vicine della Metropolitana sono quella del Colosseo e Barberini
L'Associazione Culturale L'Asino d'Oro organizza  passeggiate guidate a Roma e attività per bambini per scoprire la Città Eterna.

Per prenotazioni e-mail:  info@lasinodoro.it
Cellulare: 346 5920077 - Skype: L'Asino d'Oro

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 Pubblicato da il 23/08/2015 - 2.469 letture - ® Riproduzione vietata

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