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La Bocca della VeritÓ a Roma e la Basilica di Santa Maria in Cosmedin

Una visita a Roma non pu˛ prescindere dalla Bocca della VeritÓ, famosa per la sua leggenda e per le lunghe code dei turisti che vogliono infilare la mano nelle fauci del mostro.

Chi vuole visitare le attrazioni della città di Roma, sicuramente vorrà scattarsi una bella fotografia davanti alla celebre Bocca della Verità, il curioso mascherone custodito oggi nel portico della Basilica di Santa Maria in Cosmedin nel Foro Boario. Ma da dove viene questo mascherone? È sicuramente il più famoso della città e risale all’epoca romana, ma in realtà altro non è che un banale tombino in marmo con le sembianze di un volto maschile, barbuto e con la bocca spalancata, proprio per poter inghiottire le acque piovane.

Ma a quando risale la sua leggenda? Sembra che tutto abbia avuto inizio nel IV secolo quando un giorno il demonio, nascosto dietro il mascherone, intrappolò con l’inganno la mano dell’imperatore Giuliano II costringendolo a restaurare il paganesimo. Da quel momento divenne abitudine condurre dinnanzi alla famosa Bocca, che all’epoca era affissa alle pareti esterne della Basilica, i condannati per far loro introdurre la mano all’interno della fessura: se innocenti, la mano era salva; ma se colpevoli il mascherone tranciava di netto l’arto. Ovviamente celato dietro il mascherone vi era un esecutore pronto all’azione.

La famigerata Bocca veniva usata inoltre per verificare i peccati commessi dalle donne fedifraghe: se giudicate colpevoli, la loro mano veniva inesorabilmente divorata. Ma un giorno, l’astuzia di una nobile romana, riuscì a vincere la “magia” della Bocca: secondo la leggenda sembra infatti che la donna accusata di tradimento dal marito, convinse l’amante a presentarsi dinnanzi al mascherone il giorno della temibile esecuzione e, fingendosi matto, a baciarla ed abbracciarla in pubblico. La sposa traditrice poté così giurare tranquillamente di aver baciato e abbracciato in vita sua solo due uomini, il marito e quel pazzo lì presente! Ed è grazie a queste numerose leggende che il mito della Bocca della Verità è rimasto in vita fino ad oggi, divertendo molto e incuriosendo sempre allo stesso modo turisti e romani.

L’edificio che la ospita, la Basilica di Santa Maria in Cosmedin, è un antico luogo di culto che fu edificato esattamente sul posto di due precedenti strutture di epoca romana: la Statio Annonae, il servizio che gestiva l’approvvigionamento e la distribuzione di cibo al popolo romano e l’Ara Massima di Ercole, un santuario eretto a tutela dei commercianti, dove mercanti ellenici e locali potevano incontrarsi e trattare liberamente i loro affari sotto la tutela e la garanzia di Ercole, il dio eroe greco.

All’interno della chiesa sono conservate, ancora al loro posto, dieci colonne di marmo con capitelli corinzi, appartenuti proprio alla Statio Annonae: sette di queste colonne (poste ai lati del portale mediano, alla base del campanile e nella sagrestia), erano situate sulla “facciata”, mentre le altre tre (situate nel muro della navata sinistra), dovevano trovarsi su uno dei lati minori.

La chiesa fu destinata nell’VIII secolo ai monaci bizantini che, fuggiti alle persecuzioni degli iconoclasti d’Oriente, durante la controversia religiosa sul culto delle immagini, si erano stabiliti proprio nei pressi del Tevere: per le decorazioni apportate, l’edificio prese anche il nome di Cosmedin, che in greco significa proprio “ornamento”. Al suo interno, custodisce infatti opere e arredi di straordinaria importanza e bellezza, come per esempio i pregiati mosaici pavimentali cosmateschi, il coro rialzato, il seggio episcopale e il baldacchino sopra l’altare maggiore. Mentre all’esterno è visibile il campanile a sette piani di bifore e trifore, uno tra i più belli di tutta la città, in puro stile romanico.

All’inizio del 1700, Giuseppe Sardi realizzò una delle ultime trasformazioni della Basilica: fu dotata così di una facciata barocca che venne poi rimossa alla fine del 1800 da Giovenale, ripristinando così la facies più antica. La Basilica inoltre mantiene completamente intatto e immutato, oggi come ieri, il suo legame con l’Oriente: attualmente è infatti la sede italiana della chiesa greco-melkita cattolica.

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 Pubblicato da il 18/12/2015 - 4.714 letture - ® Riproduzione vietata

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