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Piazza del Popolo, Roma: i monumenti, la chiesa di Santa Maria e le tele del Caravaggio

Piazza del Popolo a Roma prende il nome dalla chiesa di Santa maria del Popolo, famosa per gli interventi del Bernini e per ospitare due capolavori del Caravaggio. Al centro svetta il grande obelisco Flaminio.

Il nome indica già la sua appartenenza al popolo di Roma, che sembra essere stato il fautore della costruzione della più importante chiesa mariana qui affacciata, Santa Maria del Popolo appunto. Qualcun altro sostiene che il nome derivi in realtà dal fatto che, dove oggi si trova la chiesa, in passato vi fosse un boschetto di pioppi, “popolus” in latino, dove sorgeva nel I secolo d.C. anche la tomba dell’imperatore Nerone, che qui venne sepolto dopo la sua morte da suicida. In realtà questo luogo era già da tempo adibito a fossa comune e cimitero per i “maledetti” come prostitute, omicidi, ladri e vagabondi e questa sua caratteristica ancora oggi riecheggia nelle numerose storie e leggende che lo circondano.

Tra di esse ve ne è una legata proprio a Nerone: sembra infatti che sulla sua sepoltura nacque un gigantesco noce, albero da sempre associato all’esoterico e al magico, tanto da divenire dal Medioevo in poi, posto privilegiato di incontro delle streghe durante i loro malvagi raduni. Inoltre sembra che il fantasma dell’imperatore, anima inquieta e dannata, continuasse a vagare, terrorizzando i passanti tanto da spingere papa Pasquale II nel 1099 ad abbattere l’albero del male e a costruire al suo posto la prima chiesa dedicata proprio alla Vergine.

La chiesa, come la vediamo oggi, è frutto di una serie di interventi di ristrutturazione avvenuti nel corso dei secoli: tra i più importanti ricordiamo quelli voluti da papa Sisto IV nel Quattrocento ad opera di Baccio Pontelli e Andrea Bregno e quelli Seicenteschi di Alessandro VII, che si affidò al genio di Gian Lorenzo Bernini. Oggi è sicuramente una delle principali attrazioni di Roma, e camminando all’interno della chiesa si rimane colpiti dalle numerose opere d’arte custodite tra cui spiccano lavori di Pinturicchio, Raffaello e due famose tele del Caravaggio, il Martirio di San Pietro e la Conversione di San Paolo che adornano la cappella Cerasi, una delle tante cappelle familiari di rinomata importanza qui presenti.

Affianco alla chiesa si trova la monumentale Porta del Popolo, grandioso accesso alla città per chi giungesse da Nord e in particolare dalla via Flaminia che da qui diparte. Questa porta venne costruita con l’edificazione nel III secolo d.C. delle mura Aureliane, sistema difensivo che doveva proteggere Roma dalle nuove invasioni nemiche. Siamo comunque a pochi passi dal centro: ad est della piazza si apre Villa Borghese, mentre Piazza di Spagna e la Fontana di Trevi si raggiungono con una breve passeggiata.

Ovviamente la porta subì notevoli stravolgimenti nel corso dei secoli e l’immagine che abbiamo oggi non è altro che la manomissione Ottocentesca di una schema architettonico datato tra il XVI e il XVII secolo. Gli architetti che lavorarono alla sua realizzazione furono per la parte esterna, la più antica, Nanni di Baccio Bigio, mentre per la parte interna venne chiamato ancora una volta Gian Lorenzo Bernini. La particolarità di questo ingresso è la presenza della scritta che si trova sulla sommità del fornice centrale: è infatti in realtà un saluto di benvenuto scolpito nella pietra, rivolto alle regina Cristina di Svezia, che nel 1655 giungeva a Roma, convertita per sempre al Cattolicesimo.

Sul lato opposto della piazza, invece, si possono ammirare le cosiddette chiese gemelle, Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, due straordinari esempi di architettura barocca realizzati nel corso del XVII secolo che, con la loro mole, delimitano l’inizio del famoso Tridente, costituito da Via del Corso, via del Babuino e via di Ripetta. I due edifici, sebbene a colpo d’occhio possono sembrare uguali, sono in realtà differenti soprattutto nella planimetria generale.

Santa Maria dei Miracoli è così chiamata perché fu costruita per contenere l’immagine miracolosa di Maria che salvò un bambino dalle acque del fiume, mentre Santa Maria in Montesanto prende invece il nome da una precedente chiesa che qui sorgeva. Questa è anche la chiesa degli artisti poiché, sorgendo nei pressi di via Margutta, la via degli artisti per eccellenza, viene dedicata particolare attenzione a questa categoria, ma anche perché qui ancora oggi si celebrano i riti funebri di personaggi di fama nazionale. Altra curiosità: da alcuni anni si è scoperto che sotto le due chiese gemelle si trovano i resti di due sepolcri a forma di piramide, proprio come quella che si trova nel quartiere Ostiense, edificata da Caio Cestio!

Al centro della piazza è possibile ammirare la Fontana dei Leoni, dal gusto egittizante posta a coronamento del grande obelisco Flaminio, il primo degli obelischi trasportato a Roma da Ottaviano Augusto dopo la definitiva conquista dell’Egitto e inizialmente posto all’interno della spina del Circo Massimo.

L’assetto attuale della piazza, con la sua elegante forma ellittica e le due enormi esedre laterali, anch’esse adornate da fontane, è opera neoclassica dell’architetto Giuseppe Valadier che nell’Ottocento, trasformò radicalmente il luogo rendendolo una delle piazze più scenografiche di tutta la città. Piazza del Popolo è così ancora di più uno spazio di vita e di incontro per la gente comune che qui si raduna per passeggiare, per concerti, manifestazioni, spettacoli e da alcuni anni nuovamente per il meraviglioso Carnevale Romano, antica tradizione cittadina.
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 Pubblicato da il 13/12/2015 - 2.311 letture - ® Riproduzione vietata

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