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Piramide Cestia a Roma: la tomba in stile Egizio del pretore Caio Cestio Epulone

Grazie a un finanziamento privato da parte di un magnate giapponese, è finalmente tornata, dopo un accurato restauro, al suo antico splendore e candore uno dei gioielli archeologici della città di Roma, la Piramide Cestia.

Questo monumento, ormai così connaturato nel paesaggio urbano con la sua imponente mole è in realtà un esempio di sepolcro di epoca augustea, appartenente al ricco Caio Cesto che, seguendo il gusto egittizante del tempo, si fece erigere questa straordinaria struttura come sua eterna dimora. Sembra infatti che a Roma, subito dopo la conquista dell’Egitto di Cleopatra nel 31 a.C. ad opera di Ottaviano, scoppiò una vera e propria “egittomania”, portando molti ricchi personaggi a perseguire tale moda anche per la realizzazione dei propri sepolcri.

La nostra Piramide infatti non fu la sola ad essere costruita in città. Le indagini archeologiche ne hanno infatti identificate altre: due nei pressi di piazza del Popolo, sotto le chiese cosiddette gemelle, mentre un’altra doveva trovarsi nell’area dell'attuale Città del Vaticano, visibile fino alla fine del XV secolo, quando papa Alessandro VI Borgia la fece radere al suolo per risistemare il rione Borgo in vista dell’imminente Giubileo che avrebbe portato numerossissimi pellegrini per le strade della zona.

La Piramide di Caio Cestio è dunque l’unica ad essere giunta visibile fino a noi, ed anche in ottime condizioni! Rispetto ai numerosi siti di epoca romana infatti, non venne particolarmente deturpata nei secoli a seguire, fatta eccezione per la camera sepolcrale che già nel Medioevo subì probabilmente l’attacco dei profanatori di tombe. La sua fortunata sorte si deve principalmente a due diversi fattori: il primo è che già dalla fine del III secolo, venne reimpiegata come avamposto di difesa all’interno del circuito delle Mura Aureliane a pochi metri da uno dei più importanti accessi, Porta San Paolo; inoltre per molti anni fu erroneamente ritenuta la Meta Remi, in coppia con la piramide situata nei pressi del Vaticano, creduta la Meta Romuli e cioè le due tombe dei mitici gemelli fondatori dell’Urbe e per questo motivo, ammantate di una aurea di sacralità e rispetto.

Fu anche questo il motivo principale che vide la Piramide Cestia protagonista di una delle fondamentali tappe del Grand Tour soprattutto nei secoli XVII e XVIII, divenendo oggetto di costanti e numerosi studi e lavori. Nella metà del Seicento ad esempio papa Alessandro VII Chigi decise di intraprendere degli scavi intorno al monumento e di entrare all’interno della camera sepolcrale, che era però completamente vuota, essendo già stata oggetto di depredazioni da parte dei tombaroli. È noto che lo stesso Francesco Borromini avesse elaborato un progetto per creare all’interno della tomba una piccola chiesa, che però non venne mai realizzata. Inoltre mentre sulla sua sommità fu posto uno dei più antichi parafulmini della città, davanti ad essa, all’inizio del 1700, sorse il malinconico cimitero acattolico (leggi articolo sui cimiteri di Roma), dove tra gli altri, sono sepolti personaggi del calibro di Keats e Shelley. Oggi è comunque una delle principali attrazioni di Roma.

Ma chi era Caio Cestio, il ricco proprietario della tomba? Era un uomo politico romano, appartenente alla Collegio degli Epuloni, potenti sacerdoti addetti all’organizzazione di banchetti sacri in occasioni di particolari feste e riti religiosi. Nel suo testamento incaricò i successori di erigere il suo sepolcro piramidale lungo una delle principali vie consolari di Roma, l’Ostiense, che congiungeva la capitale al mare e fino ad Ostia Antica. Per paura di non riuscire a godere di una dimora per il suo sonno eterno, mise una clausola alquanto vincolante: se il sepolcro non fosse stato terminato entro 330 giorni, l’eredità sarebbe andata dispersa... di certo un buon incentivo visto che i lavori terminarono con alcuni giorni di anticipo sulla data prefissata!

All’interno, come prescriveva l’ultima legge augustea contro l’ostentazione del lusso nei sepolcri, non poteva essere conservato nessun oggetto prezioso e dunque gli splendidi e costosi arazzi di cui Caio era proprietario, vennero venduti per ricavarne le statue che dovevano decorare l’ingresso della piramide. La cella infatti, seppur priva di sarcofago o urna cineraria – non sappiamo infatti quale fu la pratica di sepoltura scelta dal proprietario – è alquanto modesta, non solo nelle dimensioni (circa 23 mq), ma anche nelle decorazioni pittoriche che presentano comunque una buona maestria nella realizzazione.

Su fondo bianco, tipico colore funerario romano, sono affrescati diversi pannelli con alcune immagini di fanciulle alternate a vasi lustrali e candelabri, mentre in alto, agli angoli della volta, quattro vittorie alate tengono in mano nastri e corone. Era probabile poi che proprio al centro della volta, vi dovesse essere in origine una scena di apoteosi, raffigurante il titolare del sepolcro, andata poi perduta.

L’intera struttura, alta più di 36 metri e con una base quadrata di quasi 30 metri di lato, venne invece realizzata in conglomerato cementizio con cortina di mattoni, rivestita esternamente da lastre di marmo lunense montati a secco, su cui ancora oggi possiamo leggere le iscrizioni dedicatorie di Caio Cestio. Non conosciamo precisamente l’anno della sua edificazione, ma possiamo certamente collocarlo tra il 18 a.C., anno di promulgazione della legge anti-lusso di Augusto, e il 12 a.C., anno della morte di Agrippa: questi infatti compare all’interno del testamento di Caio Cestio e dunque doveva ancora essere vivo al momento di inizio dei lavori!

La Piramide scampò inoltre, miracolosamente, ai bombardamenti della II Guerra Mondiale che invece distrussero per sempre un tratto adiacente delle Mura Aureliane. Forse la buona sorte della Piramide continua ancora!

Informazioni utili
Piramide Cestia
Piazzale Ostiense a Roma
sito web: www.coopculture.it/heritage.cfm?id=59
Orari: la Piramide Cestia è visitabile unicamente con visita guidata, consigliabile prenotare in anticipo, il 2° e il 4° weekend del mese, con tour di un ora in lingua italiana, con partenza alle ore 11. Durata un'ora, massimo 20 partecipanti.
Biglietto: 5,50 euro con 2 euro di diritto prevendita. Per prenotare utilizzare questo sito.
In alternativa è possibile accedere alla Piramide Cestia il 1° e il 3° sabato di ogni mese, alle ore 10.30, dopo la visita al Museo della Via Ostiense. In questo caso è obbligatorio prenotare al n. 06 5743193 (Museo della Via Ostiense-SSBAR)
L'Associazione Culturale L'Asino d'Oro organizza  visite guidate a Roma, passeggiate e attività per bambini per scoprire la Città Eterna.

Per prenotazioni e-mail:  info@lasinodoro.it
Cellulare: 346 5920077 - Skype: L'Asino d'Oro

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 Pubblicato da il 09/10/2015 - 4.699 letture - ® Riproduzione vietata

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