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L'Ipogeo degli Ottavi, la famosa tomba romana del terzo secolo

Gli appassionati di archeologia e arte antica dovranno ancora attendere prima di poter tornare a visitare la tomba sotterranea riportata alla luce negli anni Venti del secolo scorso in borgata Ottavia a Roma. Scoperto assieme ad altre testimonianze di epoca etrusca e romana in occasione dei lavori di costruzione di alcuni edifici residenziali nella periferia della capitale, l’Ipogeo degli Ottavi, catacomba situata sotto la proprietà privata di Villa Cardani in via Della Stazione di Ottavia 73, sarà infatti presto oggetto di interventi di ripristino e restauro per riportare all’antico splendore questo manufatto di interesse storico e archeologico.

Negli anni successivi al primo conflitto mondiale, sui terreni di Casal del Marmo e La Lucchina, sorse una borgata, chiamata poi Ottavia, dalle caratteristiche tipicamente rurali che negli anni a cavallo fra 1950 e 1960 si trasformò radicalmente grazie ad un grande sviluppo sia nei pressi di via Trionfale che nelle vicinanze della linea ferroviaria Roma Viterbo. Quest’ultima, per il Giubileo del 2000, fu poi ampliata con l’inserimento di una nuova stazione dei treni conosciuta come Ipogeo degli Ottavi che proprio dalla costruzione sepolcrale ha preso il nome.

La cinquantesima zona di Roma che sorge nell’Agro Romano, la grande area rurale della periferia della capitale, ospita una delle più suggestive testimonianze artistiche italiane riportate alla luce nel secolo scorso. Nel sottosuolo venne infatti rinvenuto un ipogeo sepolcrale al cui interno si scoprirono affreschi e sarcofagi con incisi i nomi di chi vi era stato anticamente sepolto fra cui Octavia Paolina, Octavius Felix e altri due famigliari.

Probabilmente edificato nel III° secolo d.C. come luogo di sepoltura da destinarsi alle famiglie di alcuni villini di quella zona, l’Ipogeo è caratterizzato da un vestibolo in cui vi sono decorazioni che riprendono motivi e figure geometriche collegato ad un lungo corridoio realizzato scavando nel tufo e di cui, grazie alle favorevoli condizioni di conservazione, rimane ancora ben visibile traccia dell’antico pavimento fabbricato con mattoni di piccole dimensioni.

Tomba di famiglia per gli Ottavi, se nelle intenzioni di Octavius Felix l’utilizzo della costruzione doveva essere quello di dare meritato riposo alle spoglia dei famigliari più anziani in realtà l’Ipogeo ospitò, per un triste caso del destino, per prima proprio la piccola Paolina. A testimonianza di questa sepoltura vi sono infatti una serie di affreschi e decorazioni dedicate al mondo infantile a sottolineare la prematura scomparsa della bimba di soli 6 anni.

Il sarcofago di Octavia Paolina fu sistemato in posizione centrale nella tomba sotterranea, in una nicchia d’ingresso alla costruzione, e impreziosito da dipinti che ritraggono giochi fra bambini come motivo dominante. Le nicchie laterali della catacomba ospitano due sarcofagi dove furono seppellite le spoglie di altrettanti personaggi femminili (le decorazioni rinvenute presentano caratteri marini) mentre il capo famiglia Octavius Felix fu sistemato al centro della stanza funebre all’interno di un sarcofago che riporta ancora inciso il nome della dinastia.

Al momento della scoperta della stanza sepolcrale, l’Ipogeo degli Ottavi ospitava tutti i sarcofagi; oggi invece l’unico ad essere ancora presente nel luogo originario è quello di Octavius Felix mentre quello della figlia e delle altre due donne sono stati collocati rispettivamente a Milano in una collezione privata, nel Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e nei locali del Ministero della Pubblica Istruzione di Roma.

Terminati gli interventi di ripristino (al momento è in via di affidamento l'incarico di esecuzione) necessari per rendere nuovamente fruibile ai visitatori l’Ipogeo degli Ottavi, si potranno ammirare catacomba e affreschi su appuntamento contattando la Dott.ssa Daniela Rossi allo 06 47788415.

 Pubblicato da il 23/10/2015 - 5.040 letture - ® Riproduzione vietata

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