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Cosa vedere e cosa visitare Borgo San Giuliano

Borgo San Giuliano, la visita al quartiere dei pescatori di Rimini

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Fondata dai romani nel 268 a.C. come colonia di diritto latino, Rimini fu prima Municipio e poi Comune durante il Medioevo: alla fine del ‘200, per il sopravvento della famiglia guelfa dei Malatesta su quella ghibellina dei Parcitadi, la città trasformò il proprio governo in Signoria. Il risultato fu un periodo di splendore artistico e culturale che ebbe il suo momento d’oro nel ‘400 con Sigismondo Pandolfo, nipote di Carlo Malatesta, che celebrò la sua figura di principe e mecenate con grandi opere monumentali che ancora oggi abbelliscono la città.

Sospesa fra divertimento e un insigne passato, per riscoprire la storia di Rimini e avere un’idea di cosa fosse prima di diventare capitale del turismo bisogna partire da uno dei suoi borghi più antichi e caratteristici: quello di San Giuliano. Storico quartiere di marinai e pescatori, dove le tradizioni riminesi hanno caparbiamente resistito alle ingiurie del tempo sopravvivendo fra vecchie abitazioni e strette viuzze, questo angolo di terra romagnola si affaccia sulla sponda settentrionale del fiume Marecchia, non lontano dal Ponte di Tiberio

Diversi decenni fa il borgo rischiò di essere abbattuto per lasciar spazio ad un’area residenziale: era il 1979 quando i residenti di San Giuliano scesero in strada per opporsi a questo disegno dei politici riminesi organizzando una grande festa per far conoscere a tutta la città la bellezza e la storia del loro quartiere. Da allora, ogni due anni e in quello pari, nel mese di Settembre si svolge la “Festa de Borg” che se ad ogni edizione ha una coreografia diversa mantiene però invariati gli ingredienti protagonisti che sono sempre musica e gastronomia con orchestre e cucine all’aperto.

A rendere così caratteristico San Giuliano è quel fitto dedalo di viuzze su cui si affacciano graziose casine alte non più di due piani, colorate nelle tinte pastello e con gli scuri in legno. Passeggiando in questo borgo dove si respira un’aria popolare e dal sapore medievale si possono ammirare i murales ispirati ai personaggi del paese e ai film del grande regista riminese Federico Fellini: l’atmosfera che si rivive è quella di Amarcord, la pellicola cinematografica del 1973, vincitrice della famosa statuetta di Hollywood, che è un grande atto d’amore nei confronti di Rimini in una sorta di viaggio a ritroso nel tempo. Murales dipinti da pittori riminesi e non che ritraggono i borghigiani ma anche scene liberamente tratte dai film felliniani: via Ortaggi, piazza Padella e piazzetta Pirinela, Gabena e San Giuliano ospitano solo alcune delle suggestive decorazioni murali che fanno di questo angolo di Rimini uno dei più magici della città.

“Stanotte ho sognato il porto di Rimini che si apriva sopra un mare gonfio, verde, minaccioso come una prateria mobile sulla quale correvano nuvoloni carichi, verso terra”. Quando parlava della sua città, nonostante non vi abitasse, Fellini non riusciva mai a trattenere una dichiarazione d’amore verso il luogo che gli diede i natali nel gennaio del 1920. Ecco perché dal 1994 i festeggiamenti biennali organizzati nel quartiere sono stati dedicati al grande maestro che, assieme a Giulietta Masina, si racconta avesse questo borgo nel cuore.

A dividere la vecchia area marinara dal centro storico della città è uno dei simboli più conosciuti di Rimini, il ponte di Tiberio detto anche di Augusto perché eretto nel 14 d.C. per decreto dell’imperatore romano ma completato sette anni più tardi dal suo successore (Tiberio). Sempre più calpestata, questa imponente struttura interamente costruita in pietra d’Istria con cinque arcate di cui l’ultima tagliata appositamente dai goti nel 552 per impedire il passaggio ai greci di Narsete e successivamente riedificata in dimensioni ridotte, grazie all’orgoglio e alla caparbietà dei borghigiani è riuscita nel tempo a unire le due diverse anime della stessa città.

... Pagina 2/2 ... Proprio nell’invaso del ponte, soprattutto nei mesi estivi, si può assistere a concerti e esibizioni musicali che offrono atmosfere magiche, complice anche la particolare acustica fluviale che si viene a creare sul Marecchia. San Giuliano è così diventato negli anni un grande teatro all’aperto per eventi culturali e artistici oltre che gastronomici. Sono infatti molti anche gli appuntamenti che accompagnano turisti e abitanti alla (ri)scoperta dei prodotti tipici locali e del buon vino di Romagna.

Una tradizione che affonda le proprie origini negli anni ’50 quando le vecchie osterie iniziarono a trasformarsi in ristoranti più raffinati che ancora oggi offrono un assaggio dell’ottima cucina di questa regione d’Italia. Basta passeggiare per le viuzze del borgo per rendersi conto che ci sono trattorie per tutti i gusti dove assaporare vecchie ricette marinare rielaborate ma anche i tradizionali sapori di un tempo e i nuovi piatti dedicati ai vegetariani.

Visitare San Giuliano significa anche andare alla scoperta dei suoi monumenti artistici. Al centro del borgo sorge infatti la chiesa dedicata a San Giuliano Martire, frutto di un intervento di restauro realizzato nel corso del ‘500 su una più antica chiesa dell’XI° secolo: in stile rinascimentale, l’edificio religioso ha un’unica navata con quattro cappelle per lato. Fra le opere pittoriche ospitate al suo interno vi sono il polittico di Bittino da Faenza, che ritrae le Storie di San Giuliano, del ‘400 e la splendida pala al centro dell’abside Martirio di San Giuliano a firma di Paolo Veronese. Sotto questa tela si trova inoltre un sarcofago in marmo di epoca romana che si narra contenga le spoglie del giovane santo fatto torturare dal proconsole Marciano. La tradizione vuole che questa sepoltura sia approdata misteriosamente fin sulla spiaggia di Rimini proveniente dalla Dalmazia o forse dalla Cilicia proprio nel luogo su cui sgorga una fonte di acqua miracolosa, la Sacramora (sacra dimora).

Gli appassionati di architettura e storia antica non perderanno neppure la visita ai resti della cinta muraria del XV° e XVI° secolo che separa l’area mare di San Giuliano da quella più cittadina. Se ne possono ammirare alcuni in viale Matteotti.

A mantenere vive le tradizioni di San Giuliano è l’associazione no profit La Società de Borg, costituita dagli abitanti del quartiere, che si occupa di organizzare eventi e manifestazioni culturali, ricreative e gastronomiche durante l’anno. Per maggiori informazioni http://www.societadeborg.it

 Pubblicato da il 28/09/2015 - 6.499 letture - ® Riproduzione vietata

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