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Mausoleo di Teodorico, a Ravenna il sepolcro del re dei Goti

A circa un chilometro da Ravenna, oltre il perimetro delle mura antiche in una zona che un tempo i Goti utilizzavano come necropoli, sorge il maestoso mausoleo di Teodorico fatto erigere attorno al 520 dallo stesso re, quando era ancora in vita, per ospitare le proprie spoglie.

Trasformato in oratorio dedicato a Santa Maria e consacrato al culto ortodosso dopo l’editto di Giustiniano del 561, dall’interno dell’edificio funerario vennero portate via le spoglie del re sottoposte poi a numerosi trasferimenti e vicissitudini.

In epoca successiva, accanto al mausoleo fu innalzata una torre quadrata, poi utilizzata come faro, tanto che il monumento prese il nome di Santa Maria ad Pharum. Nel XII° secolo sorse accanto un monastero benedettino mentre nel Medioevo l’oratorio fu di nuovo utilizzato come mausoleo per accogliere spoglie di personaggi illustri fra cui Papa Vittore II°, scomparso nel 1057. I secoli seguenti furono caratterizzati dal più totale abbandono della struttura a causa soprattutto degli straripamenti del vicino fiume Badareno, antica via d’acqua che si collegava con il Po. Nel 1748 si tentò di prosciugare l’area, completamente invasa dall’acqua, mentre nel 1774 furono costruite due scale per accedere al primo piano dell’edificio. Nel 1927 fu infine costruito l’accesso odierno al monumento raggiungibile tramite una passerella metallica. Grazie ai lavori di restauro eseguiti sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna, il mausoleo è stato interessato da interventi di sistemazione del pavimento della cella inferiore e superiore e dell’area verde circostante.

Oggi questo imponente monumento funerario si presenta interrato di circa 2 metri rispetto al piano di campagna e si appoggia su una fondazione alta 1,50 metri composta da mattoni, sassi e calce. In origine il sepolcro era delimitato da una recinzione costituita da dieci pilastri collegati fra loro da una cancellata metallica. La struttura è costituita da due corpi sovrapposti. La parte inferiore è decagonale e in ogni lato si trova un’ampia nicchia rettangolare sormontata da un arco a tutto sesto; in quella a occidente si apre la porta d’ingresso che conduce all’interno del piano inferiore che ha pianta cruciforme e volta a crociera. La parte superiore invece, più ristretta rispetto alla base di circa 1,30 metri, è a forma decagonale sino all’altezza della porta d’ingresso per poi assumere forma circolare probabilmente per facilitare la posa della grande cupola monolitica che chiude il mausoleo.

Osservando il monumento, nella parte decagonale, si riscontrano dei segni di incompiutezza: ogni lato ad esempio ha due incassature rettangolari mentre in corrispondenza degli spigoli si innalzano dei pilastri a punta piramidale. Le ipotesi su quello che sarebbe potuto essere il completamento dell’edificio sono molte fra cui quella di una galleria esterna colonnata con nicchie impreziosite da statue.

Una porta rettangolare, aperta sul lato ovest, accompagna all’interno del piano superiore che si presenta a pianta circolare con un diametro di 9,20 metri che doveva avere destinazione funeraria: in questo spazio si trova tutt’oggi il sarcofago di porfido che un tempo conteneva le spoglie di Teodorico ricollocate qui solo nel 1913 dopo vari spostamenti. Al di sopra si innalza la cupola monolitica, vera caratteristica del mausoleo, coronata da dodici anse in cui vi sono riportati i nomi di otto Apostoli e 4 Evangelisti. La cupola è coronata da un disco del diametro di poco meno di 4 metri che al centro culmina con un parallelepipedo su cui si innalza una croce metallica.

Guardando bene il monolite si nota una grande fenditura provocata con buona certezza dai difficoltosi interventi di sollevamento e di messa in posa del blocco. Secondo una leggenda popolare invece la fenditura sarebbe stata causata da un fulmine, caduto proprio sopra il mausoleo durante un temporale, che colpì e incenerì il re goto punito così per i suoi delitti.

Il mausoleo di Teodorico si può dire sia un esemplare unico di luogo sepolcrale poiché in nessun altro centro del mondo antico si è conservato un simile monumento funerario. A renderlo così particolare è la struttura architettonica che non ha eguali nell’edilizia romana né in quella tardo antica o bizantina in quanto fonde in maniera assolutamente originale elementi che derivano da tradizioni artistiche diverse: quella romana, siriaca, di Costantinopoli e quella barbarica.

Anche il materiale utilizzato per la costruzione è particolare: non si tratta infatti di mattone laterizio ma pietra d’Istria che distacca così il monumento non solo da tutti gli altri edifici di Ravenna ma anche da quelli di impronta paleocristiana dell’Occidente e di quella bizantina in genere. L’edilizia caratterizzata dall’uso di blocchi di pietra è tipica della Siria e della Palestina oltre che di gran parte dell’Asia Minore, terre ricche di questo materiale e proprio da questi luoghi si pensa siano arrivate le maestranze artistiche che hanno realizzato la struttura. A stupire è soprattutto la raffinata lavorazione presente in ogni singolo blocco tagliato in modo da garantire perfetta stabilità all’edificio intero.

L’utilizzo di grandi pietre era perfetto per costruire superfici verticali ma non certo per le coperture che nel vicino Oriente venivano spesso edificate con legno o mattoni. In nessun altro monumento dell’epoca è documentato l’impiego di un monolite di tali dimensioni come quello del monumento funerario di Teodorico. La forma della cupola sembra quasi voler riprodurre in pietra quella in laterizio bizantino che il re dei Goti doveva aver visto a Costantinopoli dove aveva vissuto come figlio adottivo dell’imperatore Zenone.

Alcuni studiosi hanno individuato in questa tipologia di copertura un carattere celebrativo e di potenza; per altri invece il monolite richiamerebbe i grandi sepolcri megalitici dei paesi del nord oppure la traduzione in pietra delle tende degli antichi goti o ancora l’idea di una corona regale, l’elmo di un guerriero e la volta celeste. Fra le tante ipotesi una delle più suggestive vuole che Teodorico, collocando il proprio sarcofago sotto una cupola circondata dai nomi degli Apostoli, abbia voluto rievocare il sepolcro di Costantino in cui la tomba dell’imperatore era circondata proprio dai cenotafi dei dodici Apostoli.

Quello che è certo è che il trasporto di questo enorme blocco – che dovrebbe pesare sulle 230 tonnellate - deve esser stato fatto via mare, dalle coste istriane a quelle di Ravenna, per poi essere spostato con l’ausilio di rulli o su una piattaforma di grandi tronchi.

Il mausoleo, situato in Via delle Industrie 14, è aperto al pubblico da lunedì a domenica in orario 8.30/16.30. Chiuso il 1° Gennaio, 1° Maggio e 25 Dicembre. L’accesso è consentito fino a 30 minuti prima dell’orario di chiusura.

Biglietto d’ingresso: 4 Euro intero e 2 Euro ridotto; biglietto cumulativo con Mausoleo e Museo Nazionale 8 e 4 Euro oppure con Mausoleo, Museo e Sant’Apollinare in Classe 10 e 5 Euro. Gratuito ogni prima domenica del mese, under 18, portatori di disabilità motorie e accompagnatori.

Il monumento dispone di un posteggio auto e bus e di una mini area di sosta; può essere raggiunto con le linee bus numero 2 e 5.

Info su http://www.turismo.ra.it

 Pubblicato da il 26/10/2015 - 2.466 letture - ® Riproduzione vietata

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