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Basilica di San Vitale, a Ravenna il capolavoro di storia dell'arte bizantina

Se anche Carlo Magno la scelse come modello per la sua Cappella Palatina di Acquisgrana, le caratteristiche architettoniche della basilica ravennate di San Vitale dovevano rappresentare davvero un unicum nella storia dell’arte bizantina. E infatti fu così.

Le più antiche notizie storiche sulla costruzione di questo maestoso edificio religioso ci arrivano dal Liber Pontificalis Ecclesiae Ravennatis di Andrea Agnello dove è riportato il testo di un’epigrafe che ne racconta le tappe fondamentali della storia. Committente della chiesa fu il vescovo Ecclesio di ritorno da un viaggio a Costantinopoli ma è probabile che l’inizio dei lavori sia avvenuto attorno al 530 quando Amalasunta, dopo la morte del padre Teodorico, in qualità di reggente del figlio Atalarico manifestò una sorta di benevolenza verso i cattolici. Ad occuparsi dell’edificazione della basilica fu Giuliano Argentario e la consacrazione avvenne sotto il vescovo Massimiano nel 547.

Sorta su un sacello del V° secolo eretto in memoria del martire Vitale, poi inglobato nella struttura stessa, si racconta che la chiesa di Ravenna per essere ulteriormente nobilitata agli occhi dei fedeli sia stata fatta costruire sul leggendario luogo del martirio del santo anche se in realtà si sa che le sue spoglie vennero trovate a Bologna da Sant’Ambrogio nel 393.

La chiesa era preceduta da un grande quadriportico, scoperto solo nel XX° secolo, sostituito poi da un chiostro benedettino nel X° secolo, stesso periodo in cui la cupola venne decorata con affreschi e decorazioni in stile bizantino e costruito il campanile: quello attuale risale al 1696 quando venne parzialmente rimaneggiato in seguito ad un grave terremoto. Nel XVI° secolo l’antico chiostro fu sostituito da quello odierno in stile rinascimentale, opera di Andrea Della Valle, e il pavimento venne rialzato di circa 80 cm per impedire le infiltrazioni di acqua. La cupola fu nuovamente affrescata da artisti di Faenza e fra il 1778 e il 1782 ricoperta da un nuovo ciclo di affreschi in stile barocco. Nel 1932, per riportare il piano del pavimento allo stato originale, presero il via interventi di restauro che portarono alla luce due spicchi del famoso mosaico datato VI° secolo.

Considerato uno degli edifici più importanti di Ravenna, San Vitale ha pianta ottagonale ed è realizzato con mattoni laterizi lunghi e sottili fra cui si trova uno strato di malta dello stesso spessore (4x48 cm). L’edificio è formato da due corpi, uno più basso e largo e l’altro più alto e stretto che termina con la cupola. Al centro di ciascun lato della parte più elevata si apre un’arcata che racchiude una finestra. A est si trova invece l’abside, semicircolare internamente e poligonale all’esterno, affiancata da due piccoli ambienti rettangolari a nicchia e da due sacrestie circolari. Nella parte esattamente opposta si trova l’antico e grande ingresso costituito da un particolare nartece detto a “forcipe”.

La cupola della basilica si innalza su otto pilastri con un diametro di 16 metri e rappresenta uno degli elementi architettonici più caratteristici dell’edificio religioso: è formata da anelli concentrici orizzontali di due filari di tubi fittili sovrapposti in maniera degradante in modo da potersi elevare senza richiedere grande spessore dei muri laterali. Attualmente la cupola è decorata con affreschi barocchi che sono però in contrasto con le semplici linee architettoniche della chiesa. Altrettanto interessanti sono le colonne e i capitelli delle esedre e delle trifore; le colonne sono alte e eleganti e probabilmente importate dall’Oriente. Si trovano anche suggestivi capitelli-imposta che andarono a sostituire quasi completamente quelli corinzi e che si presentano con bordi di foglie di alloro e raffinate decorazioni vegetali stilizzate.

Degli otto spicchi che costituiscono il pavimento attuale dell’edificio, sei risalgono al periodo rinascimentale e sono in marmo mentre gli altri due appartengono al VI° secolo.

La grande ricchezza della chiesa doveva essere accentuata anche da un rivestimento marmoreo che avvolgeva tutta la parte inferiore della costruzione.

L’accesso al presbiterio è caratterizzato da un ampio arco in cui sono raffigurati 15 medaglioni che contengono i busti di Cristo, dei 12 Apostoli e dei presunti figli di San Vitale, Gervasio e Protasio. Degni di nota sono anche le decorazioni a stucco che si trovano proprio nel presbiterio e che lasciano intravedere tracce della policromia originaria.

Fra le decorazioni a mosaico più interessanti vi sono quelle di Abramo con episodi della sua vita, del profeta Geremia e di Mosè mentre nel catino absidale troneggia la figura di Cristo su uno sfondo aureo, seduto su un globo azzurro, e con indosso una tunica porpora e dorata: tiene in mano il rotolo dei sette sigilli e nell’altra una corona che offre a Vitale, titolare della chiesa. Nella parte inferiore dell’abside vi sono i celebri pannelli con i cortei dell’imperatore Giustiniano e dell’imperatrice Teodora mentre offrono vasi liturgici alla basilica in occasione della sua consacrazione. Particolarmente suggestiva è la figura di Teodora raffigurata mentre procede portando in mano un calice d’oro tempestato di gemme preziose. Nella decorazione di Giustiniano spicca su tutti il ritratto presunto di Giuliano Argentario o forse del praefectus del praetorio.

Sia da un punto di vista architettonico che da quello dei decori a mosaici, San Vitale è un esemplare unico perché ha saputo fondere in maniera originale elementi della tradizione occidentale e orientale tanto da essere stato definito come “l’unico edificio veramente straordinario dell’Occidente nel VI° secolo”. Rimasta sostanzialmente inalterata, la basilica ha conservato sia lo spazio originale che i mosaici diventando espressione dell’arte ufficiale di Giustiniano. Da molte altre costruzioni di Ravenna si differenzia per la pianta centrale e la sua architettura ben articolata che sembra sottolineare la vocazione imperiale anche se l’imperatore non vi fu mai presente di persona. Questo giustificherebbe forse il fatto che il loggiato superiore, destinato ad ospitare la tribuna imperiale, sia rimasto incompiuto.

L’architetto di San Vitale, probabilmente un occidentale, ha saputo tradurre in modo originale la nuova architettura combinando elementi di derivazione orientale come pianta ottagonale, muratura, colonne e capitelli, con altri provenienti dall’Occidente fra cui le torri scalari, il tamburo e la tecnica costruttiva della cupola.

Anche nell’epoca del Rinascimento la basilica suscitò grande interesse tanto che il Brunelleschi si ispirò proprio ad essa per elaborare il progetto della Rotonda di Santa Maria degli Angeli.

Nel matroneo di San Vitale si trova infine l’organo Mascioni costruito nel 1960; ha consolle a tre tastiere ed è a trasmissione elettrica. Nel corso degli anni vi hanno suonato famosi organisti del mondo.

La basilica è aperta al pubblico nei seguenti orari: 1° Novembre-28 Febbraio dalle 9.30 alle 17; 1° Gennaio dalle 14.30 alle 17; 1°-31 Marzo dalle 9 alle 17.30; 1°Aprile-30 Settembre dalle 9 alle 19; 1°-31 Ottobre dalle 9 alle 17. L’accesso è consentito sino a 15 minuti prima dell’orario di chiusura. Chiusa il 25 Dicembre.

Tariffe d’ingresso: intero 9,50 Euro e ridotto 8,50 Euro. Il biglietto è cumulativo e comprende anche Sant’Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano, Mausoleo di Galla Placidia, Museo e Cappella Arcivescovile. Gratuito per bambini fino a 10 anni, residenti nel Comune di Ravenna, disabili e accompagnatori, religiosi, militari e giornalisti (provvisti di tessera)

La chiesa si trova in Via San Vitale nella zona a traffico limitato del centro storico della città di Ravenna. Ci si può arrivare in bus linea n.1 con fermata Piazza Baracca. Oppure in auto parcheggiando in Piazza Baracca (a pagamento) situato a 200 metri o in Largo Giustiniano nei pressi dell’entrata dell’edificio. Accessibile a portatori di disabilità motorie.

Informazioni su http://www.turismo.ra.it

 Pubblicato da il 31/10/2015 - 7.706 letture - ® Riproduzione vietata

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