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Le foto di cosa vedere e visitare a Canterbury

Canterbury, cosa vedere nella regione pił estesa della Nuova Zelanda

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La più estesa regione della Nuova Zelanda è quella di Canterbury, affacciata su di un lungo tratto di costa sud-orientale della South Island (Isola del Sud). Dal punto di vista morfologico, Canterbury ha un aspetto vario e eterogeneo, comprendendo le ampie distese pianeggianti tra i fiumi Conway e Waitaki, le irte cime fin oltre i 3.000 metri delle Alpi Neozelandesi e decine di chilometri di costa punteggiata di baie e spiagge isolate. Per questo buona parte del fascino della regione risiede negli incantevoli scenari paesaggistici, nei tanti ecosistemi, caratterizzati da un ambiente ancora largamente incontaminato in cui la presenza antropica è minima e quasi sempre impercettibile.

I primi insediamenti nella zona dell’odierna Canterbury risalgono alla metà del XIX secolo, quando la chiesa anglicana decise di intensificare la sua presenza sul territorio distribuendo i fertili terreni agricoli circostanti tra i membri delle classi nobiliari inglesi. Fin dalla fondazione di Christchurch, capoluogo regionale del Canterbury, i principi costituivi sui quali la chiesa improntò lo sviluppo del territorio furono imperniati intorno ai concetti “ora et labora”, nella speranza di dare vita ad una società modello che fungesse da riferimento per tutti gli avamposti inglesi in fase di espansione nel resto del Pacifico. Per fortuna l’esperimento è riuscito solo in parte ed oggi Canterbury è una regione viva, vitale, soggetta ad una crescente immigrazione destinata ad arricchire ulteriormente il paese.

Partire alla volta della regione di Canterbury significa prepararsi a un viaggio a stretto contatto con la natura, con l’ambiente incontaminato di un vero e proprio paradiso terrestre. Sulla costa orientale, appena sotto Christchurch, ci sono le colline di origine vulcanica della Banks Peninsula, punteggiata di baie, insenature e spiagge poco affollate; a nord si estendono i vigneti della Waipara Valley, in mezzo ai quali si trova la cittadina termale di Hanmer Springs, mentre nell’entroterra occidentale gli scenari mutano rapidamente dalle placide fattorie delle Canterbury Plains al fascino selvaggio delle Southern Alps. A seconda della stagione potrete cimentarvi con lunghe escursioni a piedi tra le valli alpine nei dintorni dell’Arthur’s Pass, avventure in mountain-bike lungo sentieri che abbracciano i laghi della Mackenzie Country o discese sugli sci tra le piste del Mount Hutt.

Malgrado i postumi del grave terremoto della notte tra il 3 e il 4 settembre 2010, durante il quale persero la vita quasi 200 persone, la prima tappa del viaggio non può che essere Christchurch, capoluogo regionale nonché principale snodo dei trasporti della regione. La città denota ancora il suo aspetto coloniale dal sapore prettamente anglosassone anche se, specie negli ultimi anni, numerose contaminazioni stanno progressivamente mutando l’aspetto del centro, ancora segnato dai danni del sisma. Per cercare di comprendere l’entità della scossa è sufficiente fare due passi a Cathedral Sq, la piazza principale, tutt’ora dominata dal cantiere della grande Christ Church Cathedral. Da non perdere le tante attrattive di carattere culturale della città, tra cui il Canterbury Museum e la Christchurch Art Gallery, così come sono da vedere i vasti Botanic Gardens, il parco più grande del capoluogo.

Da Christchurch la maggior parte dei turisti si sposta verso la poco distante Banks Peninsula, generatasi in seguito a due grandi eruzioni vulcaniche. A testimoniarne l’orogenesi sono le numerose piccole insenature sparse lungo il perimetro, quali la Pigeon Bay, la Le Bons Bay, la Little Akaloa Bay ed il “fiordo” di Akaroa, la graziosa cittadina francofona distante poco più di 80 km da Christchurch. L’intera penisola rappresenta il luogo ideale per escursioni all’aria aperta, via terra ma anche via mare, con la possibilità di scegliere tra le tante crociere finalizzate all’avvistamento dei delfini e delle balene, che popolano queste acque sotto forma di decine di specie diverse.

Proseguendo verso sud ci si può allontanare dalla costa facendo rotta verso la cittadina di Geraldine, conosciuta per la vicinanza alla Peel Forest, tra le più importanti foreste di conifere del paese. Nei paraggi è da vedere anche la piccola Fairlie, la porta di accesso alla Mackenzie Country, prima di spingersi ancora più ad ovest fino alle sponde del Lake Tekapo, le cui acque turchesi lo hanno fatto conoscere anche il di fuori dei confini nazionali. L’altro grande lago della zona è il Lake Pukaki, al di sotto del quale si trova Twizel, per molti escursionisti il punto di partenza alla volta del Mount Cook, distante una sessantina di chilometri in direzione nord. Quest’ultimo è forse l’attrattiva più conosciuta non solo di Canterbury ma di tutta la South Island, potendo offrire panorami mozzafiato e numerose alternative in quanto a sport invernali e attività all’aperto.
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Abbandonando l’entroterra e tornando sulla costa si giunge a Timaru, al di sotto della quale si estendono chilometri e chilometri di spiagge fino alla foce del Waitaki e al confine con l’Otago. Se scegliete di fermarvi in città anche solo una notte tanto vale vedere il South Canterbury Museum, un interessante allestimento che espone numerosi reperti storici e naturalistici della regione, mentre per chi vuole rilassarsi in riva al mare l’opzione migliore è la Caroline Bay, tra le poche spiagge riparate della costa orientale di South Island.

Risalendo verso nord ci si può dirigere in direzione di Methven, dopo la quale si susseguono magnifici parchi naturali: il Korowai-Torlesse Tussocklands Park, il Craigieburn Forest Park e soprattutto l’Arthur’s Pass National Park, il parco che prende il nome dall’omonimo villaggio (924 m) che detiene il primato di centro abitato a più alta quota dell’intera Nuova Zelanda. Parlando di valichi, appena più basso dell’Arthur’s Pass è il Lewis Pass (907 m), posto al margine settentrionale delle Southern Alps, nella parte nord del Canterbury. Quest’ultimo è circondato da una miriade di sentieri escursionistici, alcuni dei quali diretti verso lo spettacolare Lake Sumner fino alla Lewis Pass National Reserve.

Dal punto di vista climatico, l’aspetto più rilevante è la penuria di precipitazioni che contraddistingue il Canterbury, dati alla mano la regione più arida della Nuova Zelanda. La natura di questo fenomeno risiede nella conformazione morfologica del territorio circostante, con gli umidi venti occidentali provenienti dal Mar di Tasmania che flagellano le Southern Alps riversando il loro carico di pioggia sulla costa occidentale dell’isola e risparmiando quella orientale. Per quanto concerne le temperature, queste sono tendenzialmente miti, con valori che oscillano tra 24°C e 13°C in gennaio, il mese più caldo dell’anno, tra 10°C e 0°C in luglio.

L’aeroporto internazionale più importante del Canterbury e di tutta la South Island è quello di Christchurch, collegato quotidianamente alle maggiori destinazioni nazionali, tra cui Auckland e Wellington, e ad alcune località internazionali. La costa orientale dell’isola è servita da parecchie autolinee affiancate da servizi navetta particolarmente indicati per raggiungere le località partendo anche da fuori dal Canterbury, ad esempio da Dunedin (a sud) o Nelson (a nord). La compagnia Tranz Scenic garantisce collegamenti ferroviari piuttosto frequenti lungo tutta la costa e non solo; in particolare, il TranzAlpine mette in comunicazione Greymouth e Christchurch, mentre il TranzCoastal si dirige verso alla volta di Picton.


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