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Isole Whitsunday (Australia), il mare e la barriera corallina del Queensland

Whitsunday Islands, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L’arcipelago più conosciuto del Queensland è quello composto dalle 74 Whitsunday Islands, battezzate il 3 giugno 1770, giorno di Pentecoste (in inglese Whitsunday), dall’ammiraglio inglese James Cook. Le isole, distribuite entro un raggio di 50 chilometri da Shute Harbour lungo ambedue i lati del Whitsunday Passage, sono suddivise in quattro gruppi: Whitsunday, Lindeman, Repulse e Molle. La morfologia delle Whitsunday Islands è frastagliata, essendo isole di tipo continentale, e facilmente distinguibile dalle barriere coralline per via della florida vegetazione che ricopre le colline che digradano dolcemente verso incantevoli tratti di mare cristallino. Su alcune di esse si trovano insediamenti umani, strutture ricettive e qualche servizio turistico, ma molte sono ancora disabitate e quindi incontaminate; non a caso ben 70 isole su 74, ad eccezione di Daydream, Hayman, Hamilton e Dent, fanno parte di un parco nazionale. Non mancano comunque le barriere coralline, d'altra parte siamo lungo la porzione meridionale della Great Barrier Reef, e proprio a fianco delle WhitSundays si trova il celebre Heart Reef, una isola a forme di cuore, considerato uno dei luoghi più romantici del mondo.

La più grande delle isole dell’arcipelago è Whitsunday Island, che si estende per 109 kmq e tocca i 438 metri di altezza grazie al Whitsunday Peak. Sebbene non sia dotata di resort e strutture ricettive particolarmente accoglienti, l’isola è una delle preferite dai turisti grazie alla Whitehaven Beach, un lungo tratto di spiaggia di oltre 6 chilometri esteso sulla costa meridionale da molti considerato il migliore di questo gruppo di isole, se non del mondo. La spiaggia è il paradiso degli appassionati di snorkeling, ma anche solo rimanendo sdraiati sulla sabbia a prendere il sole si verrà ripagati da scorci davvero incantevoli. Se un giorno non vi basta, potete pernottare presso alcuni campeggi limitrofi alle spiagge di Nari, Whitehaven, Sawmill, Joe’s e Dugong.

L’isola più vicina al continente è Long Island, una destinazione fortemente antropizzata che offre buoni servizi turistici e moderne strutture ricettive nonostante la maggior parte della sua superficie sia parco nazionale. Long Island, che si estende per circa 11 chilometri di lunghezza e per 1,5 chilometri di larghezza, è ricoperta da rigogliose macchie di foresta tropicale, attraversate da ben 13 chilometri di sentieri che rendono l’entroterra affascinante quanto la costa. Qui si trovano tre lussuosi resort: il Club Crocodile, il Palm Bay Hideaway Resort ed il Wilderness Lodge.

Per via dell’estrema vicinanza, South Molle Island forma una sorta di unica grande isola con Mid Molle e North Molle. Il litorale della più estesa delle Molle Islands è lambito da lunghi tratti di spiagge sabbiose, ed è solcato in lungo e in largo da tortuosi sentieri escursionistici. Sull’isola si trova una vetta piuttosto alta: il Mt Jeffreys, che sfiora i 200 metri di altitudine, sebbene i panorami migliori si godano dalla cima di Spion Kop. Anche South Molle Island è tutelata da un vasto parco nazionale esteso a buona parte della sua superficie, ma all’estremità settentrionale si può accedere in barca per raggiungere il South Molle Island Resort.

Di dimensioni ben maggiori è Hook Island, estesa per più di 50 kmq dominati dalla cima di Hook Peak che, coi suoi 450 metri di quota, è una delle vette più alte dell’arcipelago. Anche qui è stato istituito un vasto parco nazionale che ha consentito di tutelate le magnifiche spiagge che delimitano il perimetro dell’isola, caratterizzata dalla presenza di alcuni bei campeggi a Maureens Cove e a Bloodhorn Beach. Alloggi ancor più confortevoli sono quelli offerti dall’Hook Island Wilderness Resort, ma chi se lo può permettere preferisce ormeggiare il proprio yacht all’interno del Nara Inlet, una sottospecie di fiordo scandinavo che regala panorami mozzafiato.

La bellezza e il fascino di Daydream Island sono inversamente proporzionali alle sue dimensioni. Il minuscolo atollo, lungo circa un chilometro e largo appena qualche centinaia di metri, è infatti un vero e proprio paradiso, tra l’altro facilmente accessibile grazie alla vicinanza con Shute Harbour ed alla presenza del Daydream Island International Resort, un moderno resort dotato di tutti i comfort particolarmente indicato a chi viaggia con bambini. A nord di Daydream si trova Hayman Island, il cui territorio è contraddistinto dalla presenza di diverse colline ricoperte di vegetazione, ampie vallate e spiagge mozzafiato, in parte compromesse dall’antropizzazione degli ultimi anni. Tuttavia, Hayman non è nulla in quanto a sviluppo turistico se paragonata a Hamilton Island, senza dubbio la più “avanzata” da questo punto di vista.

Il periodo che va dalla fine di novembre all’inizio di maggio è il più caldo, umido e piovoso, nonché meno indicato per soggiornare alle Whitsunday Islands. Questa, infatti, è anche la stagione dei cicloni, un fenomeno non certo frequente, ma che occasionalmente si manifesta compromettendo anche la circolazione sulla terraferma. Da preferire i restanti mesi dell’anno, caratterizzati da temperature comunque sempre gradevoli e da precipitazioni praticamente assenti. Altro fattore da considerare è che da ottobre a maggio le acque delle Whitsundays possono ospitare specie pericolose di meduse. Le due più temibili sono la minuscola Irukandji, non più di 1 cm, ma che può darvi sintomi davvero dolorosi, e la cubomedusa, quella che gli australiani chiamano Box Jellyfish, meno frequente ma anch'essa decisamente pericolosa. Le zone più a rischio sono quelle vicine alle foci di orsi d'acqua, che richiamano le muduse a nutrirsi.

Le uniche isole dotate di un piccolo scalo aereo sono Hamilton e Lindeman, mentre quasi tutte le altre sono raggiungibili via nave. La compagnia di navigazione Camping Connection effettua collegamenti regolari con le isole South Molle, Long, Denbman, North Molle e Planton; in alternativa ci sono le imbarcazioni che propongono escursioni in giornata e che, a pagamento, concordano partenze e rientri a seconda delle esigenze personali. Esistono poi diverse compagnie che offrono crociere e gite di piacere alle isole e alle scogliere coralline imbarcando a Shute Harbour e a Abel Point Marina. In generale, vista la vasta gamma di offerte, è consigliabile contattare almeno un paio di agenzie prima di prenotare.
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 Pubblicato da - 11 Aprile 2012 - Riproduzione vietata

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