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Le foto di cosa vedere e visitare a Troia

Troia, la cittą di Omero sulla costa Egea della Turchia

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Troia è una città che conta più di 4.000 anni di storia, ed conosciuta come un importante centro di antiche civiltà. Per molti anni si ritenne che la città fosse una semplice leggenda, solo una favola dei racconti epici di Omero, ritenuti privi di un fondamento di realtà. Quando nel 1872 l’archeologo Heinrich Schliemann annunciò la scoperta dei resti della città di Omero il mondo fu pervaso da un brivido di eccitazione.

Troia (Truva in turco) è situata nella provincia Hisarlik, non distante da Canakkale sullo stretto dei Dardanelli, dove è possibile visitare i resti di una grande città del passato. Per raggiungere Troia si devono percorrere i 30 km che la separano da Canakkale seguendo la stada Izmir-Canakkale-Yolu in direzione sud. Presso il villaggio di Gokcali si lascia la strada principale in direzione ovest e si raggiungono gli scavi di Troia, situati tra i villaggi di Ciplak, Kalafat e Tevfikiye.

Il periodo migliore per visitare gli scavi di troia è la fine della primavera e l’autunno, quando le temperature non ancora torride consentono di passeggiare tra gli scavi senza soffrire per il gran caldo. Le massime in luglio ed agosto raggiungono di media i 30 °C con minime tra i 18-20 °C, mentre il periodo più piovoso è quello compreso tra novembre e marzo, con gennaio che rappresenta il mese più fresco con massime in genere comprese tra gli 8 e i 10 °C.

Cosa si può vedere a Troia?
Il metodo poco ortodosso di scavo operato dallo Schliemann, pur provocando danni, ebbe il merito di scoprire che Troia fosse composta da almeno 9 diverse città, che si sono succedute tra rovine e rinascite in un percorso lunghissimo ed affascinante. Certo l’archeologo Tedesco fece una importantissima scoperta, ma la limpidezza della sua opera rimane macchiata dal furto del celebre tesoro di Priamo, che Heinrich Schliemann scoprì l’ultimo giorno della sua campagna archeologica e che trafugò in Germania.

Troia appare nella letteratura greca e latina. Omero la menziona per la prima volta nella storia all’interno delle sue grandi opere, l’Iliade e l’Odissea. Ileum è infatti in nome latino di Troia, che viene poi ripreso da Virgilio che nella sua Eneide racconta della distruzione della città e della fuga di Enea, figlio di Priamo, unico sopravvissuto della famiglia e fondatore della civiltà romana. Il racconto dell’inganno di Ulisse con il cavallo di legno che scardine le difese della città è diventato una metafora universale dell’astuzia e della furbizia dell’uomo.

Ciò che invece gli scavi raccontano, è che Troia, durante l’età del bronzo, ebbe un grande potere a causa della sua posizione strategica al confine tra Europa e Asia. E' però giusto fare una precisazione: le rovine di Troia furono trovate prima da Charles McLaren, nel 1822, ma ad Heinrich Schliemann va il merito di avere attribuito la giusta corrispondenza dei resti alla mitica città di Omero.

... Pagina 2/2 ... Alla fine gli scavi hanno identificato nove livelli di Troia:

I livello che risale al 3000 a.C. ed è un villaggio neolitico, con abitazioni dalla struttura elementare
II livello è compreso tra il 2500 e 2000 a.C. ed è una piccola città con mura contraddistinte da enormi porte, e con un megaron (palazzo reale). Schliemann credeva fosse la città distrutta dagli Achei
III - IV - V livello: sono databili tra il (2000 e il1500 a.C.): tre villaggi distrutti ognuno poco tempo dopo la loro fondazione
VI livello corrisponde al periodo 1500 - 1250 a.C.: ed è una vasta città a topografia ellittica, disposta su terrazze giustapposte, con mura imponenti, assemblate da enormi blocchi di pietra levigati e squadrati, dotate di porte e torri. Fu forse distrutta da un terremoto.
• Il VII livello (1250 - 1200 a.C. ): segna la rinascita della città precedente, ma anche una repentina distruzione: le tracce di un incendio fanno attribuire a questa città la corrispondente della Troia di Omero
VIII livello (VII secolo a.C.): una semplice colonia greca , senza fortificazioni
IX livello (dall'età romana al IV secolo): corrisponde a costruzioni romane costruite sulla cima spianata della collina.

Il sito attuale è visitabile a pagamento, con orario che va dalle 8 del mattino alle 5 del pomeriggio. All’interno degli scavi un enorme cavallo di legno cattura l’attenzione dei turisti, e se non siete davvero appassionati di archeologia è forse questa l’attrazione che più vi colpirà della visita del sito, assieme alle possenti mura che testimoniano della grandezza, effimera, della città.

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