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Naha (Giappone) viaggio nella città nella prefettura di Okinawa

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Naha, capitale e maggiore città della prefettura di Okinawa (Kyushu), fu interamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale e conserva quindi ben poche tracce dell’antica cultura Ryukyu. Nonostante questo, sono sempre molti i visitatori che decidono di fermarvisi per un paio di giorni, durante i quali si avrà modo di visitare attrattive interessanti e di conoscere meglio una zona semplicemente splendida dal punto di vista paesaggistico. L’arteria principale, Kokusai-dori, è un trafficato viale di 1,6 chilometri caratterizzato dal susseguirsi di alberghi, negozi di souvenir, bar e ristoranti. Pochi chilometri più a est si trova Shuri, l’antica capitale di Okinawa, dove sono stati restaurati e ricostruiti numerosi edifici di grande rilevanza storica.

Fondata agli inizi del XV secolo sotto il Regno delle Ryukyu, Naha ottenne i diritti di città soltanto nel 1921. Pochi anni dopo il riconoscimento del suo status, la città e l’intero arcipelago passarono in mano agli Stati Uniti che mantennero il controllo dal 1945 al 1972, quando la prefettura tornò sotto al governo giapponese. Attualmente vi sono varie problematiche di carattere politico e sociale che riguardano Naha e in generale tutte le isole Ryukyu; alcuni abitanti delle isole e alcuni giapponesi, infatti, non considerano le popolazioni autoctone dell’arcipelago veri giapponesi, tendendo perciò a discriminarli; il medesimo sentimento, ma a parti invertite, è provato a loro volta dai nativi che però accusano il governo centrale di stare portando avanti una politica discriminatoria nei loro confronti.

Una passeggiata lungo Kokusai-dori è sempre piacevole per cominciare la visita al centro di Naha, di giorno come la sera. Imboccando la laterale sud di fronte ai grandi magazzini Mitsukoshi si arriva al centro commerciale Heiwa-dori, dove si respira la tipica atmosfera dei mercati asiatici; se poi si gira a sinistra all’altezza del primo grande incrocio, pochi passi oltre il centro commerciale, si giunge alla zona delle ceramiche Tsuboya. Il quartiere è un centro di produzione della ceramica fin dal 1682, anno in cui le fornaci Ryukyuan vennero raggruppate qui per decreto reale; attualmente sono più di una dozzina i laboratori dove si producono ancora le ceramiche tradizionali, con la maggior parte dei negozi della zona che vende lo stesso tipo di oggetti, come per esempio gli shiisa ed i contenitori in cui viene servito l’awamori, ovvero l’acquavite locale. Lo Tsuboya Pottery Museum è un museo della ceramica che possiede alcuni capolavori, con torni da vasaio e ceramiche arayachi (non smaltate) e joyachi (smaltate) che spiccano all’interno della ricostruzione di una tipica casa di Okinawa.

All’estremità est di Kokusai-dori si può scegliere di girare a destra o a sinistra: nel primo caso si imbocca la strada che porta a Shuri, mentre andando a sinistra si raggiungono le porte del Sogen-ji. Proseguendo per un bel pezzo lungo la stessa strada, poco prima del lungomare, si incontra il Commodore Perry Memorial, monumento che ricorda lo sbarco di Perry a Naha. L’ufficiale della marina americana fece base a Okinawa nel 1853 e costrinse lo shogunato dei Tokugawa ad aprire le porte del Giappone all’Occidente. Tsuji, un tempo zona a luci rosse, è oggi sinonimo di quartiere dei divertimenti, pieno di bar, club, locali notturni, love hotel e steakhouse di stampo americano, mentre dall’alto della collina dominano il mare il santuario Naminoue-gu, il tempio buddhista Gokoku-ji e il santuario confuciano Koshi-byo.

... Pagina 2/2 ...Chi ama i giardini dovrebbe fare una passeggiata lungo il Kukushu-en, un parco cinese interamente realizzato con materiale proveniente da Fuzhou, la città cinese gemellata con Naha, il cui elemento più distinguibile è la pagoda posta in cima alla piccola cascata. Sempre per quanto riguarda il verde, nei dintorni di Naha si trova Shikina-en, un giardino dove si possono ammirare ponti di pietra, padiglioni in stile cinese ed una villa che appartenne alla dinastia reale di Ryukyu, tutte fedeli ricostruzioni degli originali realizzate dopo la seconda guerra mondiale. Visto l’alto numero di piante autoctone, può essere comunque considerato una sorta di giardino botanico.

Naha è una città particolarmente festaiola. La festa più famosa si chiama Eisa ed è la versione locale delle danze estive di Obon. All’inizio di maggio si tengono le regate di barche a forma di drago, mentre in ottobre è la volta del Dai-Ryukyu Matsuri, una manifestazione che celebra la cultura di Okinawa con oltre una dozzina di feste, gare e spettacoli. All’inizio di novembre Shuri-jo ospita un proprio festival delle arti dello spettacolo che prevede danze di corte, concerti di musica classica e musica popolare nonché una sfilata in costume. Un’analoga serie di spettacoli si tiene al castello in occasione del Capodanno.

Il clima è subtropicale, caldo e umido praticamente per tutto l’anno. Le piogge sono concentrate soprattutto tra i mesi di giugno e ottobre, quando si verificano improvvisi e violenti temporali che quantomeno hanno il merito di abbassare di qualche grado la temperatura. Per tutto il resto dell’anno le temperature sono mediamente comprese tra 23 e 27 gradi, anche se le stagioni migliori per visitare l’isola sono la primavera e l’autunno.

Il Naha Kuko, ovvero l’aeroporto di Naha, si trova a soli 3 chilometri dal centro della città, cosicché, se il traffico non è intasato, il tragitto richiede appena 15 minuti in taxi e qualche minuto in più in autobus. Il Naha Port dista un quarto d’ora di cammino dalla stazione degli autobus, presso la quale sostano tutti i mezzi pubblici che garantiscono spostamenti comodi e veloci in tutto il centro e la prima periferia. Un modo particolarmente suggestivo per visitare la città e l’intera Okinawa è noleggiare un’automobile o una moto, con la quale potrete anche divincolarvi attraverso le lunghe code che spesso affliggono la viabilità locale.
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