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Le foto di cosa vedere e visitare a Kirghizistan

Kirghizistan, in viaggio tra le montagne pił belle dell'Asia

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Chi ama la montagna non può certamente esimersi dal compiere un viaggio nel Kirghizistan almeno una volta nella vita. Incastonato tra alcune delle più alte catene montuose del pianeta, questo paese di appena cinque milioni di abitanti in bilico tra tradizione e sviluppo turistico è certamente una perla dell'Asia centrale che merita di essere visitata.
Abitata fin dal VI secolo a.C. dai clan guerrieri saci (noti anche come sciti), la regione è stata abitata da numerose etnie nel corso della storia ed è stata teatro di battaglie epiche come quella che vide contrapposti turchi, arabi e tibetani da un lato e l'esercito cinese della dinastia Tang dall'altro.
Gli avi degli attuali abitanti kirghisi arrivarono molto probabilmente fin qui dalla fredda Siberia e si stanziarono sul territorio a partire dal X secolo. Nel XVIII secolo, in seguito all'aiuto offerto dai cinesi contro gli invasori mongoli, si creò però una situazione di sudditanza nei confronti della dinastia cinese.

L'Ottocento fu il periodo dell'avanzata, nonché della conquista, dell'esercito russo; i nuovi coloni si insediarono ed ottennero terre da coltivare, fomentando così l'odio e la rivolta dei kirghisi che rapidamente dilagò sfociando in una sommossa popolare, prontamente repressa nel sangue. Con la vittoria della Rivoluzione bolscevica, il Kirghizistan entrò a far parte delle Repubbliche Socialiste Sovietiche; ciò comportò un brusco cambio di vita per la popolazione locale, costretta per volere dell'autorità centrale a diventare sedentaria per dedicarsi all'agricoltura.
Gli ultimi vent'anni di storia hanno visto la dichiarazione d'indipendenza del paese in seguito al crollo dell'Unione Sovietica e l'esplosione di violenti conflitti etnici tra kirghisi ed uzbeki nonché, sul finire degli anni Novanta, il dilagare dell'integralismo islamico e di attentati terroristici, che paiono oggi finalmente sedati.

La capitale Biskek effettivamente non ha grandi attrazioni da offrire, ed in una giornata è possibile visitare praticamente tutto quello che c'è da vedere: i parchi, alcuni musei ed i tradizionali mercati sono le mete obbligate per il turista in città. Bishkek è però soprattutto una buona base di partenza per le escursioni nel Canyon dell'Ala-Archa; questo posto è indicato sia per alcuni trekking lungo i sentieri che si snodano tra le montagne sia per le arrampicate sulle vette della regione. Certamente più difficile da conquistare, ma anche molto più spettacolare, è il Canyon di Ak-Say, da cui si raggiungono, attraverso il ghiacciaio omonimo, le vette principali con altitudini che sfiorano i 5000 metri di quota.

Spostandosi ad est della capitale, fino alla valle di Karkara, nei pressi di Karakol, si potrà apprezzare lo stile di vita dei pastori della zona. La città di Karakol, è un ottimo punto d'appoggio per visitare le sponde del Lago Issyk-Kol, i monti Terskey Alatau ed il Tian Shan centrale. Le possibilità per dedicarsi al trekking certamente non mancano, ed i sentieri del Terskey Alatau sono altamente spettacolari, generalmente ad una quota vicina ai 4000 metri, che toccano anche alcuni laghi alpini e le sorgenti termali di Altyn Arashan.

... Pagina 2/2 ... Come detto, il Kirghizistan è il paese ideale per immergersi nella natura; da Kochkor, nel nord della nazione, si possono effettuare escursioni organizzate a cavallo sulle montagne nella zona di Sarala-Saz, o ancora a Kol Ukok, con la possibilità di alloggiare nelle tradizionali yurte.
Nella zona centrale del paese invece, è imperdibile una visita al caravanserraglio fortificato di Tash Rabat, in una valle immersa nel verde; la struttura, non databile con precisione, ma di un'età compresa tra i 500 ed i 1000 anni, fu nel momento del suo massimo “splendore” un nodo cruciale, politicamente ed economicamente, sulla Via della Seta. Anche qui, come praticamente ovunque in Kirghizistan, le escursioni a cavallo o a piedi sono organizzate dalla popolazione o da agenzie locali e prevedono la sistemazione notturna all'interno di una yurta.

Ad ovest invece il Lago Sary-Chelek, riserva naturale della biosfera, è l'ennesima meraviglia di questo straordinario paese: con i suoi 234 metri di profondità, questo grande lago alpino pare sia stato generato da un terremoto oltre ottocento anni fa. E' quasi superfluo ricordare la possibilità di escursioni e trekking da effettuare nella zona: come sempre, basta informarsi sul posto circa le condizioni ed i percorsi da seguire. In alternativa si può optare per una visita ad Arslanbob, oasi boschiva d'alta quota che vanta la più grande foresta di alberi di noci del pianeta. Anche qui l'offerta turistica per quanto riguarda le attività di montagna è estremamente variegata e, a titolo puramente informativo, si segnala anche la bella passeggiata per raggiungere la spettacolare cascata sacra, con un salto di ben 80 metri.

Il viaggio potrebbe concludersi ad Osh, seconda città del Kirghizistan e certamente una delle più antiche della regione. La sua popolazione è a maggioranza uzbeka a causa di vecchie assurde scelte politiche di Stalin; questo ha determinato, durante gli anni Novanta, forti tensioni e conflitti etnici i cui effetti sono tuttora presenti in città. Tra le varie attrazioni di Osh, si segnalano il caotico Bazar Jayma, affollatissimo (soprattutto la domenica) e fornitissimo mercato cittadino che si estende per un chilometro lungo le sponde del fiume, ed il Trono di Salomone, rilievo roccioso che domina la città e da sempre luogo di pellegrinaggio musulmano che, secondo la tradizione, fu scalato da Maometto per raccogliersi in preghiera solitaria.

Il principale scalo internazionale è rappresentato dall'Aeroporto Internazionale Manas di Biškek, collegato alle maggiori città asiatiche nonché all'Europa via Londra ed Istanbul. Chi desiderasse spostarsi via terra da/per il Kirghizistan, può scegliere per uno dei numerosi varchi di frontiera con i vicini Tagikistan, Uzbekistan, Kazakistan Cina e Russia; si raccomanda di informarsi sempre in anticipo circa le condizione dei valichi di montagna che operano come posti di confine, perché nel caso in cui questi fossero chiusi non vi sarebbe margine di trattativa per poter oltrepassarli. Si ricorda inoltre, in caso di spostamenti fra i paesi citati, di provvedere con congruo anticipo anche alle pratiche burocratiche per l'ottenimento dei visti necessari per entrare nei diversi stati.

Cortesia foto wikipedia, autori: Bmg12060, Hardscarf, Christoph Schaaf
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